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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » associazione » PEDOFILI E INSABBIATORI?….. CITIAMOLI TUTTI IN GIUDIZIO E COSTRINGIAMOLI A VIVERE NELLE AULE DEI TRIBUNALI INVECE CHE NELLE LORO CHIESE. DEVONO IMPARARE CHE LORO “SONO PRIMA DELLO STATO ITALIANO E POI DI DIO”.

PEDOFILI E INSABBIATORI?….. CITIAMOLI TUTTI IN GIUDIZIO E COSTRINGIAMOLI A VIVERE NELLE AULE DEI TRIBUNALI INVECE CHE NELLE LORO CHIESE. DEVONO IMPARARE CHE LORO “SONO PRIMA DELLO STATO ITALIANO E POI DI DIO”.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
13 Marzo 2017
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 4 mins read
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Diego Esposito e’ l’ennesima vittima di una Chiesa anacronistica soprattutto per gli obblighi di castita’ e di celibato imposti ai suoi appartenenti.
Finalmente il Clero e’ costretto a fare i conti con l’evoluzione culturale ed economica di molti dei paesi in cui è presente ed esercita, anche se fortunatamente in modo marginale, la sua influenza e comincia a comprendere quanto sia solo nominale e non effettiva l’appartenenza alla organizzazione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”, da parte di persone battezzate in tenera età, e, quindi, quando erano prive di capacità di intendere e di volere, che nel resto della loro vita avranno solo da ridire e da ridere di quella organizzazione .

La affrancazione delle Popolazioni dal timore reverenziale verso il clero, la costante e preziosissima attività dei media volta a svelare vizi, intrallazzi, abusi e perversioni di questi “uomini vestiti da donne” ( come li descriveva Mario Mariani), attività di informazione che ha avuto il merito di ridimensionare la figura e la credibilità dei ministri di dio, ha fatto emergere, attraverso le denunce di migliaia di vittime, uno dei fenomeni piu’ infami e riprovevoli legati alla vita di una parte del clero:la pedofilia.

Molti professionisti esperti e titolati in campo medico, affermano che se il clero è composto da persone misogine, omofobe, obbligate alla castita’ e al celibato, tutte queste caratteristiche messe insieme possono generare i tipi di comportamenti aberranti denunciati oggi a livello mondiale.

MA CIO’ CHE MAGGIORMENTE IRRITA E’ LA PROTEZIONE, ANCH’ESSA A LIVELLO MONDIALE, DI CUI GODONO QUESTI CRIMINALI.

Malgrado l’impegno assunto da PAPA FRANCESCO assistiamo, sostanzialmente, ad una attività di insabbiamento dei casi di pedofilia nelle diocesi ed arcidiocesi e questo comportamento illegale ci impone degli interrogativi estremamente inquietanti :
SE LA PEDOFILIA VIENE PROTETTA dalle autorità dello Stato Vaticano ( si pensi, inoltre, al caso delle dimissioni di Marie Collins dalla commissione per intralcio anche da parte della Congregazione per la dottrina della fede), significa che questo tipo di comportamento criminale non puo’ PIU’ essere impedito? (la copertura data ai pedofili e’ talmente sfacciata da aver costretto Papa Francesco ad emanare la lettera pastorale “Come una Madre amorevole”)
FORSE è divenuto ormai talmente diffuso all’interno del clero da essere parte di quel sistema di potere?

Sorge, cioe’, il ragionevole sospetto che la pedofilia per diffusione tra i membri del clero e per numero di casi sia ormai funzionale al potere dello Stato Vaticano ed indispensabile per l’esistenza stessa di quella particolare forma di stato ( nel senso che se si combattesse energicamente la pedofilia, come conseguenza immediata si dimetterebbero gran parte dei chierici la cui particolare natura li porta ad accettare castità e celibato e li vede convinti misogini, omofobi e , comunque, soggetti sessualmente immaturi).
FORSE SI RISCHIA UNA EMORRAGIA DI PRETI IN CASO DI LOTTA SERIA, COSTANTE E DURATURA ALLA PEDOFILIA?

A QUESTO PUNTO, NON POSSO FARE A MENO DI INVITARVI AD UNA RIFLESSIONE che lascero’ priva di conclusioni rimettendole, quindi, al lettore:
Non dimentichiamo che lo stupro e’ sempre stato uno strumento di sottomissione dei popoli( LO ABBIAMO VISTO ANCHE NELLE RECENTI GUERRE CHE SONO STATE COMBATTUTE E SI COMBATTONO IN TUTTO IL MONDO).

– Gia’ nella antica Roma si usava SODOMIZZARE I VINTI, e i romani erano talmente consapevoli dell’effetto devastante di tale trauma fisico e psichico, cioè del potere che aveva di sottomettere definitivamente e per generazioni coloro che erano stati vittime di quella pratica sessuale, che LA LEGGE ROMANA VIETAVA LA VIOENZA SESSUALE SUI GIOVANI, PERCHE’ SE UN GIOVANE ROMANO FOSSE STATO SOTTOMESSO CON LO STUPRO NON AVREBBE POTUTO SVOLGERE IL COMPITO A CUI ERA DESTINATO, OVVERO DOMINARE IL MONDO.

Partendo da questa semplice rifessione, corroborata oggi anche dalle nozioni scientifiche che provengono dalla psichiatria e dalla psicologia, si puo’, ma spero ancora di essere contraddetto, forse trovare una chiave di lettura.

ED IN EFFETTI CON DIEGO ESPOSITO assistiamo all’ennesimo caso in cui la denuncia alle autorità civili e penali è venuta direttamente DALLA VITTIMA E NON DAI VERTICI DEL CLERO O DALLE AUTORITA’ GIUDIZIARIE ECCLESIASTICHE, NONOSTANTE DA OLTRE SEI ANNI AVESSERO AVUTO PRECISE NOTIZIE E PROVE DEGLI ABUSI COMMESSI DAL SILVERIO MURA.

Malgrado cio’ ABBIAMO UN OTTIMO MOTIVO PER CONTINUARE A LOTTARE, perchè questa crescente e coraggiosa tendenza alla denuncia da parte delle vittime, che vengono sempre piu’ sostenute e concretamente aiutate da MOLTE associazioni come LA “RETE L’ABUSO” DI FRANCESCO ZANARDI”, ci fa sperare in una rapida diffusione A LIVELLO NAZIONALE delle querele e delle azioni legali per giungere, nel giro di pochi anni, ad una definitiva E TOTALE condanna della chiesa cattolica con provvedimenti SEVERI che possano andare ben oltre la punizione dei singoli responsabili, visto e considerato che anche i preti non pedofili, che dovrebbero rappresentare la parte sana del clero, NON SOLO NON DENUNCIANO il fenomeno, pur essendone pienamente a conoscenza, MA ADDIRITTURA aiutano I PREDATORI sia col loro silenzio sia spostandoli e fornendo loro alloggi in varie regioni d’Italia e d’Europa sottraendoli alle indagini delle vittime e dell’autorità giudiziaria, MACCHIANDOSI, COSI’,ANCH’ESSI DI UN REATO, QUELLO CIOE’ DI FAVOREGGIAMENTO; reato che assume una connotazione odiosissima se si pensa che i trasferimenti dei preti pedofili consentono a questi ultimi di continuare a fare i predatori in istituti scolastici o altre strutture per l’infanzia e ,quindi, di continuare ad adescare e traumatizzare giovani vittime.
Voglio sperare ancora che qualcuno possa contraddire questa mia semplice analisi basata sulla constatazione dei fatti, tuttavia ritengo che allo stato attuale della conoscenza del fenomeno ed in mancanza di una totale e trasparente collaborazione da parte del Vaticano, anche questa ipotesi sia legittima, e se dovesse risultare sgradita a qualche alto prelato, penso che gli potrò tranquillamente rispondere che “chi è causa del suo mal pianga se stesso!”
ORMAI SOLO GLI STOLTI NON SI PONGONO QUESTE DOMANDE!
Se la verità non viene dal Vaticano, allora invito tutti a prendere contatto con l’ ASSOCIAZIONE “RETE L’ABUSO” PER DENUNCIARE E CITARE IN GIUDIZIO I PREDATORI. NOI VI ASSISTEREMO DURANTE TUTTO IL CAMMINO VERSO LA VERITA’ E LA GIUSTIZIA e sono certo che anche i magistrati e i pubblici ministeri non vi abbandoneranno al vostro doloroso destino.

Avv. Carlo GREZIO

[email protected] 

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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