Da sei anni denuncia di essere stato vittima di abusi, ancora tredicenne, da parte di un sacerdote. Ma i suoi appelli alla Curia di Napoli, accusa l’uomo, sono rimasti inascoltati. E così Diego Esposito (nome di fantasia), quarantenne di Ponticelli, si è rivolto al Papa per «denunciare il cardinale Crescenzio Sepe per grave negligenza nell’esercizio del proprio ufficio». Gli addebiti contenuti nella missiva inviata a Bergoglio l’11 ottobre scorso, sono stati respinti dalla Curia di Napoli, nella nota diffusa ieri. Gli «atti dell’attività istruttoria» legati alla storia di Esposito – recita il comunicato – sono stati trasmessi alla Congregazione per la dottrina della fede ma «questa nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale».
Come stanno davvero le cose? «Nell’anno 2010 – dice il cancelliere di Sepe – abbiamo ricevuto «le lettere da parte della presunta vittima di abusi e del suo psichiatra risalenti al periodo tra il 1986 e il 1992». I I fatti incriminati, sono quelli denunciati più volte da Diego Esposito in passato: studente delle medie presso l’istituto Borsi 2 di Ponticelli, fu vittima di violenze da parte del suo insegnante di religione, S.M, allora viceparroco alla Santissima Annunziata di Pollena Trocchia.
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