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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » Alcuni papi che erano molto peggio di Young Pope

Alcuni papi che erano molto peggio di Young Pope

Prima di Jude Law in Young Pope, molti papi condussero una vita "così esecrabile che rabbrividiamo al pensiero."

Redazione WebNews by Redazione WebNews
13 Gennaio 2017
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
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Il papato, la monarchia ancora attiva più duratura della storia, ha prodotto i suoi mostri. Corrotti, violenti e anche un po’ ridicoli nella loro vendicatività, alcuni papi si sono comportati più da tiranni che da venerabili guide di un ordine religioso. In altre parole, certo, papa Pio XII—il pontefice trumpista impersonato da Jude Law in Young Pope—si sarebbe trovato molto bene nell’antica Roma. Ma questi papi erano molto peggio.

Papa Benedetto IX

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Benedetto IX, incoronato papa quando aveva un’età compresa tra gli 11 e i vent’anni, fu descritto da San Pier Damiani come “un diavolo venuto dall’Inferno travestito da prete.” Papa Vittore III, nel suo terzo libro dei Dialoghi, scrisse che la vita papale di Benedetto IX era “così vile, così peccaminosa, così esecrabile, che rabbrividiamo al pensiero.”

Molti studiosi pensano che Benedetto IX sia stato il primo papa gay; alle sue orge leggendarie partecipavano sia uomini che animali. Lynne Yamaguchi Fletcher scrisse in The First Gay Pope and Other Records che i suoi sex party in Laterano “trasformarono il Vaticano in un bordello maschile.”

Benedetto IX fu eletto grazie a una “vera e propria ruberia” di suo padre, secondo il libro Absolute Monarchs. Una volta sul seggio, si abbandonò senza vergogna ai vizi, e riportò in auge i giorni della cosiddetta Pornocrazia—il periodo storico del Papato in cui i papi erano fortemente influenzati dalla corrotta e potentissima famiglia aristocratica dei Teofilatti.

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A causa della sua condotta Benedetto era, per usare un eufemismo, inviso ai membri dell’aristocrazia. I romani lo ressero per quasi 12 anni, ma nel gennaio 1045 ne ebbero abbastanza. Lo costrinsero ad abbandonare la città, e lo rimpiazzarono con Giovanni de’ Crescenzi Ottaviani, che prese il nome di Silvestro III.

Ma Silvestro sarebbe durato solo due mesi prima che Benedetto lo scomunicasse e si riprendesse il seggio. Apparentemente deluso dalla facilità del colpo di stato, comunque, rassegnò i suoi diritti papali e passò il potere a suo nonno, il presbitero Giovanni Graziano.

In una storia normale, abdicare avrebbe significato la fine del regno di Benedetto. Ma Benedetto IX non era il party boy inoffensivo che l’aristocrazia pensava, era più simile al party monster Michael Alig, furbo e anche, pare, assassino. Si diceva che avesse avvelenato almeno due dei quattro papi eletti dopo di lui, incluso Clemente II, che durò solo dieci mesi, per poi morire e abdicare a favore di Benedetto e del papa che lo seguì, Damaso II.

Dopo Damaso, Enrico III riuscì finalmente a lasciare il seggio a Leone IX, che cercò di ridare lustro alla figura del papa portando in giro per il mondo, davanti a folle in adorazione, una campagna contro la simonia e la corruzione.

Quello che fu di Benedetto è meno chiaro. Secondo una ricerca, si ritirò nell’abbazia di Grattaferrata, smise la sua folle corsa al potere e passò gli ultimi anni da penitente. Anche se era stato un cattivone, aveva predicato la pura dottrina di Cristo per tutta la vita, e gli studiosi pensano che provasse rimorso per i suoi peccati.

Papa Giovanni XII

Secondo il libro La grande apostasia, Giovanni XII trasformò il Laterano in una “scuola di prostituzione.” Noto stupratore di vergini e vedove, i suoi costumi erano così evidenti che le pellegrine venivano avvisate di non visitare San Pietro sotto il suo papato “perché potrebbero essere violate dal suo successore.” Aveva 18 anni quando salì al seggio.

Un’inchiesta pubblica rivelò che aveva fatto sesso con sua nipote. Era andato a caccia, assoluto tabù per i papi; aveva accecato il suo padre spirituale Benedetto, che era morto per le ferite; castrato e ucciso il suo segretario; dato case alle fiamme; e portava sempre elmo e spada senza motivo. E pare anche fosse grande fan dei demoni, a cui spesso chiedeva una mano.

Il re tedesco Otto di Sassonia chiese al papa di abbandonare i costumi scandalosi, ma Giovanni era marcio fino al midollo. L’imperatore chiese ai cardinali di esprimere un verdetto sul destino di Giovanni. Questi scrissero: “Chiediamo alla vostra maestà imperiale che questo mostro—che nessuna virtù può redimere dal vizio—venga allontanato dalla Santa Romana Chiesa […]”

A quei tempi, comunque, non era tanto facile sbarazzarsi di un tiranno. Oltretutto, i romani non erano proni a vedere il proprio leader democraticamente eletto detronato dai tedeschi. Quindi si opposero a Otto. Giovanni tornò in città e si vendicò senza pietà contro chiunque l’avesse criticato—strappò lingue, dita, nasi. Morì d’infarto poco dopo, forse mentre faceva sesso con una prostituta. Aveva 27 anni.

Papa Stefano VI

Vizioso non è termine sufficiente a descrivere papa Stefano VI. Egli fece esumare il corpo del suo predecessore, Formoso, lo mise su un trono e gli fece fare un giudizio farsesco per spergiuro e tradimento.

Ovviamente impossibilitato a difendersi, Formoso fu dichiarato colpevole di tutte le accuse e i suoi editti vennero dichiarati nulli, causando il panico nell’aristocrazia. Quando il cadavere non servì più, venne buttato nel Tevere, tranne le tre dita che aveva usato per dare le benedizioni.

Poco dopo, un terremoto colpì Roma e la Basilica di San Giovanni in Laterano fu distrutta—evento che molti interpretarono come vendetta divina per il comportamento di Stefano VI. Sei mesi dopo fu deposto, spogliato e chiuso a chiave in una segreta dove fu in seguito ritrovato, morto per strangolamento.

Questo articolo è tratto da Broadly.

https://www.vice.com/it/article/bmmgv3/alcuni-papi-che-erano-molto-peggio-di-young-pope

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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