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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abuso sessuale » Don Lucio Gatti e quel piangersi addosso che offende chi da lui ha subito molestie

Don Lucio Gatti e quel piangersi addosso che offende chi da lui ha subito molestie

Redazione WebNews by Redazione WebNews
3 Dicembre 2016
in Il punto della Rete L'ABUSO, Umbria
Reading Time: 5 mins read
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A scriverci questa lettera che pubblicheremo integralmente è Paolo (nome di fantasia), una delle vittime di don Lucio Gatti grazie alla quale nel 2014 don Lucio patteggiò una condanna a 2 anni con la condizionale per abuso sessuale e abuso di mezzi di correzione.

Nei giorni scorsi don Lucio aveva rilasciato una lunga intervista al Corriere Dell’Umbria (nella foto a lato) nella quale lamentava gli effetti delle varie indagini giudiziarie passate e lo scompiglio che stanno sollevando le nuove accuse di abusi (questa volta su minori) a suo carico. Nella stessa intervista lamentava di essere stato “marchiato a vita ma non sono un demone” giustificando  quanto accaduto, con il suo “impegno civile” nelle comunità Caritas da lui gestite (Quelle dove sarebbero avvenuti gli abusi). Un “impegno civile” che trova appoggio in un gruppetto di sostenitori che nei mesi scorsi avevano raccolto un centinaio di firme in sostegno di don Lucio.

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Tutto questo vittimismo ha ovviamente scosso gli animi di chi sulla propria pelle, quegli abusi li ha subiti e in questa lettera, che si aggiunge a quella inviata pochi giorni fa da Claudia Stefanelli, ha voluto legittimamente esprimere il proprio punto di vista.

Gen.ma Direttrice , mi chiamo Paolo e sono uno dei ragazzi (oramai non più ragazzo) che ha avuto le esperienze terrificanti nella struttura diretta da Don Lucio Gatti e da altri due ragazzi all’epoca dei fatti.

Anzitutto ringrazio per il tempo speso e sento anche di  scriverle perchè ad onor del vero non capisco se le parole usate da Lucio Gatti anzi  Don Lucio Gatti visto che ci tiene a precisare che è sacerdote ancora.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

(sacerdote deriva dal greco e ha del latino anche , mi meraviglia come in due che hanno studiato, hanno dato alla parola un altro significato. However ricordiamo che Sacer dal latino e significa sacro e dot …sarebbe se non ricordo male , Io do…. quindi, cosa di sacro ha dato o da? se è per questo siamo tutti sacerdoti ma lui proprio non può considerarsi).

Credo che ognuno di noi che abbiamo vissuto queste tristi esperienze non abbiamo voglia di parlarne, non per vergogne, ma perchè viene letteralmente il disgusto/nausea verso tutta  gente che dice che aiuta e in realtà usa e abusa di vite , di persone che hanno storia, presente e che dovrebbero avere un futuro.

Sbagliare tutti sappiamo che è umano e per fortuna viviamo in un paese che ci da la possibilità di dire la nostra anche quando sbagliamo, ma è ben differente “prendere la parola” a distanza di anni e fare la parte della vittima considerandosi lebbroso, quando nel medioevo la gente lebbrosa non aveva nessuna colpa per ammalarsi parliamo di malattie epidemiche dove un prete o per mancanza di vocabolario o perchè pensa di colpire ,risponde alla gente paragonandosi ad un lebbroso.

Io ho visto e io ho subito, ho visto ragazzi andare a casa sua ed entrare in camera…mentre  io in soggiorno a parlare e chiacchierare di ricette di cucina con la mamma, io sono stato con lui nella chiesa dove al primo piano aveva la camera dove il solo letto lo dovevamo condividere e lasciare toccare a lui quello che voleva…anche se con me ha provato a trascinare la mia mano più volte nella notte e addosso uno di due metri che bacia la faccia e bocca non è piacevole affatto per un uomo, sentirlo masturbarsi è stata posso dire l’esperienza più triste che abbia mai vissuto. Io sono stato anche punito perche durante i lavori non parlavo con i “compagni di lavoro” cosa dovevo dire che film stiamo girando? è stato un incubo in vita che non auguro neanche al più feroce assassino, non lo auguro neanche a Lucio, ma sicuramente gli auguro di trovare le persone corrette affianco che lo aiutano nel bene a passare questo suo momento, perchè ha sicuramente bisogno di una figura medica anche che supporti certe devianze e può aiutarlo, qui parliamo di compulsività in atti sessuali con persone dello stesso sesso, può anche essere gay non è affare mio, ma lui è stato violento e abusava totalmente nel modo più triste in nome del potere che aveva.

Non è la comunità!!!  Professare appunto da prete con belle e profonde parole dove ha già esperienze in questo,  sicuramente non sono io che può consigliare dove isolarsi, ma sicuro dove non ha responsabilità su persone perchè di danni su tante vite e famiglie ne ha fatti .

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

Non  sono i risarcimenti a fermare questo sistema di coperture ai “sacerdoti” che non fanno realmente quello che dicono, se in comune ci accorgiamo di qualcuno che anzicchè lavorare è in giro a spassarsela viene licenziato oggi, se qualche poliziotto abusa del potere e viene corrotto anche lui starà a casa, se un pasticcere qui in pasticceria viene trovato con 2 macarrons da portare a casa , viene licenziato.

Sono regole per stare meglio io credo, perche ancora oggi dopo 2000 anni la chiesa rimane a compartimento stagno con il resto del mondo?….Non esistono più i papi che vengono da famiglie potenti e quindi possono farsi le loro regole…..oggi credevo che era differente…se succede un problema con persone di  chiesa , loro hanno il loro tribunale prima….e nel frattempo gli anni passano e loro continuano a coprire casi di pedofilia e abusi, nel 2016 dovrebbe essere uno stato aperto al popolo non rimanere come una famiglia su un olimpo dove solo loro sanno le verità… ancora dopo 2000 anni.

Papa Francesco dovrebbe chiedere scusa ogni domenica per i danni che la gente di potere nelle chiese fa ai ragazzi, sicuramente non tutti gli uomini di chiesa, io parlo per chi approfitta di questa vita per rovinare quelle altrui per i propri bisogni e vizi.

Che uscissero fuori tutti i preti e si ritirassero da chi li ha partoriti, vorrei vedere il viso delle mamme felici di rivederli a casa. e anzicchè parlare di alcolizzati e drogati parlassero di loro e delle soddisfazioni che li portano a continuare questa vita sull’Olimpo, e poi ultima ma non meno importante ….

Grazie per il tempo speso nuovamente, Vi auguro a tutti in redazione un felicissimo Natale con le vostre famiglie e  un anno nuovo fantastico e che ci sia più voglia di onestà per tutti , italiani e non.

Cordialmente saluto.

Paolo. (nome di fantasia)

P.S Si nota anche nell’intervista che parla di lui senza dire un misero scusa a tutti noi, pensava di essere in tribunale dove doveva difendersi? Credo che tutti noi non aspettiamo elemosina dalla chiesa per non parlare più, basta solo che chiede perdono ufficialmente ,per quanto mi riguarda.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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