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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Antonello Tropea » Disposto processo per Don Antonello Tropea, prete accusato di prostituzione minorile

Disposto processo per Don Antonello Tropea, prete accusato di prostituzione minorile

Redazione WebNews by Redazione WebNews
3 Marzo 2016
in Calabria
Reading Time: 2 mins read
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Si avvicina il processo per Don Antonello Tropea, il sacerdote di 44 anni, arrestato alla fine del 2015 dalla squadra mobile di Reggio Calabria per prostituzione minorile, sostituzione di persona, detenzione di materiale pedopornografico ed adescamento di minorenni. Il  gip reggino ha infatti accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal sostituto procuratore, Sara Amerio, per cui vi è l’evidenza della prova, e per questo si può “saltare” l’udienza preliminare”, in riferimento all’accusa di prostituzione minorile. Il gip ha quindi disposto l’ inizio del processo a carico dell’ex parroco di Messignadi Di Oppido Mamertina il 12 aprile prossimo dinnanzi al Tribunale di Reggio Calabria. Don Tropea peró, attraverso i suoi legali Andrea e Giuseppe Alvaro, potrà comunque fare istanza di rito abbreviato e quindi comparire dinnanzi al gup e non più dinnanzi al Collegio.   In riferimento comunque agli altri reati la Procura Reggina ha chiuso le indagini. Tale decisione arriva dopo lo svolgimento, avvenuto qualche settimana fa, dell’incidente probatorio in cui  si sono registrate, dinnanzi al gip Antonio Scortecci, le testimonianze delle presunte vittime di Don Antonello Tropea. Il 14 gennaio scorso infatti il pm Sara Amerio ha chiesto al gip l’audizione di tre ragazzi di giovane età . Tra questi in aula è comparso il minorenne, all’epoca dei fatti, che era stato trovato in compagnia del parroco di Messignadi di Oppido Mamertina il 16 marzo dello scorso anno quando una “volante” del Commissariato locale alle 11 di sera controllerà, nei pressi della zona industriale di Gioia Tauro, un’automobile su cui erano presenti il sacerdote e l’allora 17enne. L’incidente probatorio  è stato richiesto anche per l’audizione di un altro ragazzo a cui il parroco avrebbe offerto danaro in cambio di prestazioni sessuali e di di un altro giovane nei cui confronti il prete è accusato di un tentativo di prostituzione minorile. Don Antonello Tropea, subito dopo l’arresto, ha ottenuto la sostituzione della misura cautelare e dal carcere è passato  agli arresti domiciliari che sta scontando lontano dalla Calabria. Il caso che l’ha visto coinvolto ha molto interessato l’opinione pubblica considerata la gravità delle accuse mosse ad un uomo di Chiesa. Il quadro accusatorio nei confronti di Tropea è infatti molto grave.  «Ha come obiettivo sessuale giovani maschi, senza pretese di relazioni sentimentali, preferibilmente che abbiano compiuto 18 anni, al fine di evitare conseguenze penale. Tuttavia, nella ricerca di questo target, che sfiora il rilievo penale, incrocia più volte anche minorenni con le medesime tendenze sessuali, talvolta disponibili solo  a pagamento. In tali casi, Antonio Tropea , non si ferma ma continua, e si conserva accuratamente il materiale pedopornografico ricevuto», così il gip Scortecci definiva il comportamento del parroco. Adesso Don Tropea dovrà comparire dinnanzi ai giudici.  Angela Panzera – See more at:

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.