È TEMPO DI PARLARE DELLE VIOLENZE SESSUALI COMMESSE DAI PRETI
Una sera di marzo del 2015, una volante di polizia era impegnata a pattugliare alcune strade di campagna nei dintorni ...
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Read moreDetailsAccolto il ricorso presentato dagli avvocati del sacerdote don Antonello Tropea. Disposto un nuovo giudizio davanti alla Corte d’appello di ...
Read moreDetailsDal 2002 a oggi l’attenzione nei confronti del fenomeno della pedofilia all’interno della Chiesa cattolica è cresciuto in modo esponenziale. ...
Read moreDetailsDalle carte giudiziarie e dai documenti parrocchiali esaminati nell’inchiesta, soltanto in Italia sono 200 i sacerdoti indagati o condannati per crimini ...
Read moreDetailsMETTENDO sotto la lente d'ingrandimento cronache di provincia degli ultimi mesi, carte giudiziarie fresche di cancelleria e documenti parrocchiali si ...
Read moreDetailsSi faceva chiamare “Nico” e si spacciava per un insegnante di educazione fisica (in alternativa per un carabiniere) don Antonello ...
Read moreDetailsSi presentava agli appunatamenti usando il nome di "Nico", Don Antonello Tropea, il parroco di Messignadi condannato 4 anni di ...
Read moreDetailsDopo la condanna a 4 anni di reclusione di don Antonello Tropea accusato di di prostituzione minorile, detenzione di materiale ...
Read moreDetailsREGGIO CALABRIA. Il gup del tribunale di Reggio Calabria ha condannato, con rito abbreviato, a quattro anni di reclusione l’ex ...
Read moreDetailsDon Antonello Tropea condannato per pedofilia
Read moreDetailsIl prossimo 6 Giugno il Gup del tribunale di Reggio Calabria, Filippo Aragona, deciderà se approvare la richiesta a 6 ...
Read moreDetailsdi Claudio Cordova - Sarebbe comparso nelle prime ore del giorno in vari luoghi della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, quella ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



