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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » «Fra tre mesi sarò vescovo», l’ambiziosa carriera del sacerdote indagato per abusi su minore a Cosenza

«Fra tre mesi sarò vescovo», l’ambiziosa carriera del sacerdote indagato per abusi su minore a Cosenza

Redazione WebNews by Redazione WebNews
12 Novembre 2015
in Calabria
Reading Time: 2 mins read
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Emergono nuovi particolari sul prete accusato di avere avuto attenzioni sessuali nei confronti di un ragazzino, suo alunno in una scuola di Cosenza

COSENZA – «Fra tre mesi sarò vescovo». Così diceva, un po’ scherzando un po’ no, il sacerdote accusato dalla procura della Repubblica di Cosenza, di abusi sessuali su un ragazzino di 12 anni, suo alunno in una delle migliori scuole di Cosenza.
L’aspirazione del prete all’episcopato era nota a diversi sacerdoti di Cosenza che lo conoscevano e di tanto in tanto lo frequentavano.

«Fra non molto mi bacerai la mano» era un’altra delle battute che il religioso rivolgeva ad amici e conoscenti, mimando il gesto riservato ai vescovi in segno di rispetto e devozione.

Probabilmente gli inquirenti che hanno tenuto sotto controllo il prete, a seguito della denuncia dei familiari del bambino che avrebbe subito le sue insane attenzioni, hanno ascoltato qualcuna di queste frasi.

La possibilità di un avanzamento dell’indiziato nella gerarchia ecclesiastica, ha indotto il pm Antonio Bruno Tridico ad accelerare i tempi d’intervento nell’inchiesta avviata diversi mesi addietro.

La scorsa settimana è stata così disposta una perquisizione domiciliare al sacerdote, con contestuale sequestro del computer personale ed altri supporti informatici. Sarebbero stati trovati filmati e immagini pornografiche.

Il computer, i suoi contenuti ed i collegamenti a internet effettuati, sono ora all’esame della squadra mobile di Cosenza. Come sono al vaglio degli investigatori determinate espressioni riguardanti l’eventuale nomina a monsignore del sacerdote cosentino indagato.

Intanto, l’avvocatessa Rossana Cribari, che difende l’indiziato, non esclude che prima o poi possa svolgersi un incidente probatorio, con un confronto fra la presunta vittima e il presunto molestatore, alle presenza del giudice delle indagini preliminari e di uno psicologo dell’infanzia.  Il tutto per valutare l’attendibilità del racconto del ragazzino.

Secondo indiscrezioni trapelate, però, il pubblico ministero oltre ad aver in mano la denuncia dei genitori del bambino e la versione dello stesso sui fatti contestati, a supporto dell’accusa, avrebbe nel fascicolo altri elementi acquisiti nel corso dell’attività investigativa.

La Curia di Cosenza e l’arcivescovo Francesco Nolè, continuano a mantenere sulla vicenda un atteggiamento di cautela. «La nostra Chiesa – ha detto il presule – mentre confida nell’operato della magistratura e degli inquirenti, invita tutte le comunità a pregare per la presunta vittima dell’abuso, per la sua famiglia e per il sacerdote ed esorta a non cadere nella tentazione del facile giudizio fino a quando non saranno appurate le eventuali responsabilità del sacerdote e non sarà fatta piena luce sull’intera e triste vicenda».

Stessa cautela e riserbo sulle indagini in atto continua a mantenere in questo momento la procura della Repubblica.

http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/742268/-Fra-tre-mesi-saro-vescovo.html

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.