Savona – È divorzio tra gli scout del Savona 7° e la parrocchia di Lavagnola, che li ospitava da quasi quarant’anni. Se i genitori dei cento bambini e ragazzi del gruppo, nel prossimo incontro, daranno mandato alla dirigenza, il numeroso gruppo degli scout cercherà un’altra “casa” lasciando la chiesa di San Dalmazio e, soprattutto, prendendo le distanze dal parroco don Giovanni Lupino, causa della scelta migratoria.
La frattura era nell’aria da tempo. Circa un anno fa, i primi screzi. La situazione, però, aveva preso una piega ben più delicata la scorsa estate. Soprattutto perché si era andata a intrecciare con la presenza, a Savona, del vescovo di Chiavari, monsignor Alberto Tanasini, giurista e garante, chiamato dalla Diocesi in un ruolo vicino a quello del nunzio apostolico, per affrontare il “caso don Lupino”. Un sacerdote scomodo, che ha sempre preso posizioni pubbliche contro i casi di pedofilia clericale nel savonese, puntando il dito contro quella che non ha mai temuto di definire una “chiesa omertosa”.
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