Boy Scouts of America: il fallimento per pedofilia

Boy Scouts of America, il più grande movimento scout degli Stati Uniti, hanno annunciato oggi di aver presentato istanza di fallimento, per le accuse di abusi sessuali che hanno portato a una serie di cause legali. L’organizzazione, che conta 2,2 milioni di membri tra i 5 e i 21 anni, ha scelto la procedura di salvaguardia per poter continuare la sua attività e creare un fondo di compensazione per le vittime di abusi sessuali, secondo una dichiarazione diffusa oggi.

La dichiarazione di fallimento arriva mentre l’organizzazione stava affrontando centinaia di cause legali per abusi sessuali, con migliaia di presunte vittime di abusi e con un numero di membri in diminuzione. A seguito del deposito, tutte le controversie civili contro l’organizzazione sono sospese. Paul Mones, avvocato che rappresenta “centinaia di vittime di abusi sessuali in cause individuali”, ha definito con la CNN il fallimento dell’organizzazione una “tragedia”. “Questi giovani hanno prestato giuramento. Si sono impegnati a obbedire, si sono impegnati a sostenere gli scout e si sono impegnati a onorare l’organizzazione. Molti di loro sono estremamente arrabbiati”. Le vittime sostengono di essere stati accarezzati, costretti a guardare pornografia oppure a subire sesso anale o orale. Secondo una testimonianza dei capi in un tribunale lo scorso aprile, l’organizzazione riteneva che più di 7800 dei suoi ex leader fossero coinvolti nell’abuso sessuale di oltre 12mila bambini durante i 72 anni di attività.

Kerry Lewis nel 2010 ha ricevuto 18 milioni di dollari di risarcimento. Lo stesso Mones ha detto che il suo studio legale ha ricevuto centinaia di telefonate da maschi adulti che dichiaravano di essere state vittime di abusi sessuali sulla BSA, ma molti Stati avevano leggi che restringevano le loro opzioni legali in quel momento. Solo anni dopo, quando alcuni legislatori statali hanno emanato nuove leggi che consentivano alle vittime di intentare azioni legali senza limiti è stata presentata una raffica di denunce contro l’organizzazione giovanile.

Le indiscrezioni su una dichiarazione di fallimento giravano già nel dicembre 2018, quando il Wall Street Journal ha scritto che la BSA aveva assunto uno studio legale per chiedere assistenza su una procedura di Chapter 11. Nel frattempo l’organizzazione aveva aperto le iscrizioni anche alle ragazze per tamponare l’emorragia di iscritti. Secondo l’organizzazione le cause per abusi sessuali ad agosto erano in totale circa 120.

La BSA, che opera nel quadro di una carta congressuale dal 1916, potrebbe aver bisogno di liquidare i danni per consentire a una nuova organizzazione con controlli migliori di entrare per colmare il vuoto, secondo quanto scrive il New York Times. Negli anni ha consentito di entrare anche a ragazzi dichiaratisi gay. L’anno scorso il gruppo Abused in Scouting ha iniziato a fare pubblicità in tutto il paese e da allora ha trovato quasi 2000 persone pronte alle denunce, tra cui una in ogni stato. I clienti andavano dagli 8 ai 93 anni. Quando gli avvocati hanno portato avanti potenziali sospetti di abuso, l’organizzazione ha dichiarato di aver avviato un’indagine e di aver inviato 120 nuovi rapporti alle forze dell’ordine.

Boy Scouts of America: il fallimento per pedofilia