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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » …e il Prete con un figlio di 10 anni?

…e il Prete con un figlio di 10 anni?

Redazione WebNews by Redazione WebNews
18 Agosto 2015
in Campania
Reading Time: 3 mins read
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Gaetano Di Meglio

Preti in rivolta. Preti puniti. Preti alla gogna. Don Giovanni Trofa e Don Nello Pascale. Come molti sapranno, prima che qualcuno, poi, mi mandi all’inferno come ha già fatto il preside che si aggira per la Piazzetta San Girolamo, per Grazia non credo più alle menzogne della chiesa cattolica, e quindi la mia posizione è completamente terza rispetto ai fatti. Soprattutto rispetto ai fatti che vi racconterò, è giusto precisare una cosa.

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Tornando indietro nel mio passato “cattolico” (hahaha, sorrido) mi ricordo di due preti in particolare. Il primo, quello che mi battezzò (senza la mia decisione, ovviamente) oggi non è più prete. Ebbe un figlio e lasciò il suo ruolo clericale. L’altro prete, invece, è Don Giovanni Trofa. Il prete con il quale feci la prima comunione. 32 anni fa. Fortunatamente, dopo, con i preti ho avuto solo rapporti di lavoro (qualcuno mi deve ancora delle somme!) ma passiamo alla storia di oggi, veramente, passiamo alla storia che Il Dispari ha raccontato solo il 12 aprile. Quasi quattro mesi fa. Scusate se è poco. Una storia che poi è andata in pasto a checche (Carmelo docet) e isteriche di paese alimentando una macchina del fango che, chi scrive, ha evitato con attenzione.

Sinceramente del futuro di Don Nello Pascale e Don Giovanni Trofa mi interessa relativamente. Resteranno sacerdoti, parroci o dovranno posare la tonaca sono fatti loro e dei quattro preti della Diocesi di Ischia che li hanno denunciati. Saranno problemi del Vescovo Lagnese quando dovrà rispondere alle domande del tribunale il giorno in cui verrà interrogato come teste. Così come siamo stati garantisti con Giosi Ferrandino, lo siamo con Don Giovanni e Don Nello. Un giudice terzo si dovrà esprimere. Ne prenderemo atto e ci regoleremo di conseguenza ma, non volendo giocare alla macchina del fango, mi piace riportare alle luce una storia di dieci anni fa. Una storia che merita attenzione e che deve uscire allo scoperto. Una storia che risale al lontano 18 marzo 2005. Si, avete letto bene: 18 marzo 2005.

“Il giovane prete è stato mandato a meditare fuori dell’isola” recitava il titolo che impaginò il sottoscritto sulla prima pagina del Golfo. Il titolo, sempre del sottoscritto, era “Scandalo in parrocchia”. Il sommario “Una ragazza dice d’essere rimasta incinta del sacerdote che vuole continuare a servire il signore…”

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Chi la ricordi alzi la mano senza far cadere il giornale!

Bene. I fatti sono più o meno come quelli che vedono protagonisti Don Nello e Don Giovanni. Non credete alla favoletta dei peccati mortali o dei peccati semplici, il peccato è sempre peccato. E lo afferma l’apostolo Paolo, non io.

Da una parte c’è l’accusa di qualche ragazzino molestato, almeno così sembra di aver capito, dall’altra i sacerdoti che continuano a dirsi innocenti. Questi saranno fatti del tribunale. E, siccome, parliamo di fatti avvenuti tanti anni fa è giusto chiedere che venga fatta chiarezza su tutte le cose che si dicono. I “si dice” di Don Giovanni e di Don Nello sono diversi dai “si dice” di quel prete che 10 anni fa fu mandato a meditare fuori dell’isola? Noi crediamo che siano uguali. A questo punto, non fidandoci di tutti i preti, e basandoci su un altro “si dice”, chiediamo a Don Agostino Iovine, Don Luigi Trani, Don Carlo Candido e Don Gioacchino Castaldi di fare la stessa cosa che qualche prete ha fatto contro Don Nello e Don Giovanni.

Proprio per una questione di equità sarebbe opportuno scavare negli archivi diocesani e verificare, intorno alla data del 18 marzo 2005, cosa c’è scritto. Troverete sicuramente le fotocopie fatte con molta attenzione sia della prima pagina del Golfo di allora che di pagina 5. Così come, troverete anche le fotocopie di un’altra pubblicazione del Golfo, quella del 29 marzo (qualche giorno dopo) dove in prima pagina campeggia un titolone: “Troppi preti cattivi, pedofili, gay e puttanieri… Il prefetto della Fede Joseph Ratzinger e padre Strofaldi contro chi “sporca” la Chiesa” e un illuminante editoriale di Domenico che, pubblicato oggi, potrebbe serenamente essere di commento a questo articolo.

Vogliamo fare chiarezza sui fatti successi tanti anni fa e che vedono protagonisti Don Giovanni Trofa e Don Nello Pascale, benissimo, ma siccome ci sono tante zone scure, è bene che la luce risplendi ovunque. Don Agostino, don Luigi, don Carlo e Don Gioacchino non vi costa nulla fare luce su tutti i fatti che sono successi nel 2005. Se fossero vere, come se saranno vere le accuse che qualche vostro “collega” (sembrano siano stati proprio in quattro) ha rivolto a Don Giovanni e Don Nello sarebbero gravissime! Proprio gravi uguali. Anzi di più perché in tutto questo ci sarebbe un nascituro che da 10 anni vive senza padre o forse no, sa che è figlio del prete? Fate chiarezza, voi che sapete come si fa!

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.