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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Alessandro De Rossi » I parrocchiani tra sconcerto e stupore «Si diceva che lo avessero minacciato»

I parrocchiani tra sconcerto e stupore «Si diceva che lo avessero minacciato»

«Perché l’hanno mandato qui da noi con questi problemi?». Arricciano il naso alcuni parrocchiani della chiesa Luigi Gonzaga, ai Parioli. Ieri pomeriggio hanno saputo che il loro parroco Alessandro...

Redazione WebNews by Redazione WebNews
3 Gennaio 2015
in Lazio
Reading Time: 2 mins read
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«Perché l’hanno mandato qui da noi con questi problemi?». Arricciano il naso alcuni parrocchiani della chiesa Luigi Gonzaga, ai Parioli. Ieri pomeriggio hanno saputo che il loro parroco Alessandro De Rossi è stato arrestato con l’accusa di pedofilia dai poliziotti romani, su mandato di cattura spiccato dalla magistratura argentina. E ora si fanno domande, tante. «Il 31 dicembre – prosegue la fedele – ci era stato detto solo che padre Alessandro non era presente per un allontanamento improvviso. Nessuno poteva immaginare tutto questo. Adesso siamo preoccupati per il destino della parrocchia. Non vorremmo venisse chiusa. Fortunatamente mi ha rassicurata il sacerdote di San Roberto Bellarmino prima di entrare a San Luigi Gonzaga per celebrare la messa».

Nel pomeriggio nel tempio non ci sono preti, viceparroco o altri. Il campanello suona ma non risponde nessuno. Arrivano le persone, i fedeli che ancora non sanno niente. Qualcuno comincia a sapere quello che è successo perché riceve una telefonata sul cellulare. La notizia fa tornare alla memoria voci che circolavano tra i fedeli da diverso tempo. «Si diceva – ricorda uno di loro – che il parroco aveva dovuto lasciare l’Argentina per problemi di sicurezza, a causa di minacce che avrebbe ricevuto e che avrebbero reso necessario il suo ritorno in Italia per timori circa la sua incolumità». Ora però quel clima di prudenza sollevato dalle presunte aggressioni al prete romano scomodo in terra argentina tende a sfumare. Nella comunità si insinua il sospetto lanciato da quelle brutte accuse, roba pesante che non fa bene a nessuno.

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«Mi raccomando – dice l’animatore del gruppo di parrocchiani che ieri erano riuniti davanti alla chiesa, pronti a entrare per la solita funzione religiosa – non fatevi sentire dai bambini, queste cose non fanno bene, possono spaventare».

Qui don Alessandro non era considerato un prete qualsiasi. Era un sacerdote un po’ speciale, in grado di portare nell’incarico romano i frutti dell’esperienza maturata per tanti anni in Argentina. Nessuno riferisce niente di strano. «Con i nostri figli – dicono alcune mamme – era tranquillo, con noi e con tutti era sempre disponibile. Non abbiamo mai segnalato niente di particolare, sguardi inopportuni, comportamenti sui minori che potessero far pensare. Si è sempre comportato correttamente».

Un altro ne apprezza le omelie: «Non è che stupissero, tanto da poter dire che avessero il potere di convertire lo scettico più incallito. Ma non annoiavano, non erano parole dette per caso. Si sentiva che erano pensate, non buttate lì, per riempire uno spazio della funzione». Nella chiesa l’attività religiosa è intensa. Due volte alla settimana si riunisce un gruppo di neocatecumenali: «Facciamo il nostro percorso – dicono – è un appuntamento fisso». Si canta. È nutrita la compagine degli scouts Agesci. E trovano da fare anche i giovani della zona. Usano il campetto in cemento di calcetto allestito accanto alla chiesa. «Veniamo qui durante il tempo libero – raccontano alcuni ragazzi in attesa davanti alla porticina della sacrestia – Approfittiamo del campetto: non andiamo a scuola, siamo in vacanza e così cerchiamo come passare il nostro tempo libero».

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Fab. Dic.

http://www.iltempo.it/cronache/2015/01/03/i-parrocchiani-tra-sconcerto-e-stupore-si-diceva-che-lo-avessero-minacciato-1.1363513

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.