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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Un Osservatorio sostiene che Papa Francesco abbia coperto casi di abusi sessuali.

Un Osservatorio sostiene che Papa Francesco abbia coperto casi di abusi sessuali.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
8 Luglio 2014
in World
Reading Time: 4 mins read
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 Buenos Aires – Papa Francesco è accusato di avere distolto lo sguardo dagli abusi sessuali avvenuti mentre era Arcivescovo di Buenos Aires.

Papa Francesco è al primo anno di pontificato ed è considerato da tanti un paladino dei poveri e degli emarginati; , il rapporto redatto da Bishop Accountabilty non sarebbe potuto arrivare in un momento peggiore del giorno in cui il Vescovo di Roma incontra le vittime di abusi sessuali per mano di preti Jorge Mario Bergoglio, ora conosciuto in tutto il mondo come Papa Francesco, è stato Arcivescovo di Buenos Aires dal 1998 al giorno in cui è stato eletto Papa, l’anno scorso.

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Prima ancora, è stato Vescovo di Buenos Aires e Auca dal 1992 al 1997. Durante quel periodo, secondo la conversazione da lui tenuta con il Rabbino argentino e amico Abraham Skorka, la sua diocesi non ha dovuto confrontarsi con casi di abusi sessuali su minori. “Nella mia Diocesi non è mai successo, ma una volta mi ha chiamato un vescovo per chiedermi come comportarsi in una situazione come questa e io gli ho risposto di togliere al prete le facoltà clericali, di non permettergli più di esercitare il ministero e di dare inizio a un processo canonico.”

Non tutti credono alla sua versione, comunque: secondo BishopAccountability.org più di 100 preti dell’arcidiocesi di Buenos Aires avrebbero abusato di minori; l’Osservatorio inoltre sostiene, nel suo rapporto, che almeno una dozzina di questi casi erano noti a Bergoglio.

Cinque casi degni di nota vengono segnalati da Bishop Accountability come conosciuti dall’Arcivescovo Bergoglio.

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Nel 2009, padre Julio César Grassi, un prete della Diocesi suffraganea di Moron è stato dichiarato colpevole di avere molestato tre bambini presso una comunità di bambini di strada gestita dalla Fondazione Felices los Ninos, fondata da Grassi nel 1993. Essendo una diocesi suffraganea, a Moron Bergoglio aveva un’autorità limitata e secondo il diritto canonico sarebbe potuto intervenire soltanto a seguito di negligenza da parte delle autorità clericali, ” Grassi fu dichiarato colpevole di 32 abusi sessuali in uno dei più lunghi processi mai avvenuti nella storia dell’Argentina. Per tutto il periodo del processo, Grassi si vantò del sostegno che riceveva da numerosi vescovi e in particolare di quello che riceveva dal Cardinal Bergoglio. “(Il Cardinal Bergoglio) non ha mai smesso di tenermi la mano ed è sempre al mio fianco”, ha detto.

Come Presidente della Conferenza dei Vescovi di Buenos Aires, Bergoglio approvò l’incarico all’eminente avvocato e accademico Marcello Sancinetti volto a condurre una ricerca privata sulla condanna di Grassi. Questa ricerca portò alla conclusione che Grassi era innocente riguardo a tutte le accuse. “La giustizia stabilirà l’innocenza di Grassi nonostante la campagna mediatica contro di lui e la condanna degli organi di informazione” disse il Cardinal Bergoglio alla rivista Veintitres, nel 2006.

Nel 2003, padre Rubén Pardo, un prete cattolico di Berazategui, venne scoperto dall’esercito argentino mentre si nascondeva in un vicariato di Buenos Aires: insegnava in una scuola della vicina Flores e svolgeva confessioni. Solo un anno prima, Pardo aveva ammesso, con il Monsignor Luis Stoeckler, lo stupro di un quindicenne, Gabriel Ferrini, in un “momento di debolezza”. A Pardo venne imposto da un tribunale ecclesiastico di abbandonare la giurisdizione della sua parrocchia e astenersi dal parlare del fatto sia in pubblico che in privato. A due anni dall’apertura del fascicolo, Pardo morì di Aids. Il Cardinal Bergoglio fu moderatore all’udienza del tribunale ecclesiastico in cui, secondo quanto riportato, vennero poste alla vittima domande “lascive” riguardanti la sua sessualità, anche se non fu presente durante l’udienza.

Sebastiàn Cuattromo riportò al Vicario del distretto Flores padre Mario Poli che, quando aveva 13 anni, fratello Fernando Enrique Picciochi della Society of Mary lo molestò due volte, nel 1989 e nel 1990, insieme a un altro ragazzo che era nella settima classe. Picciochi fuggì dall’Argentina e venne arrestato nel 2007. Tre anni dopo venne estradato dal Texas e rispedito in Argentina dove, nel 2012, venne condannato a una pena di12 anni per avere abusato sessualmente di quattro bambini. Cuattromo sostiene che padre Poli non diede alcun seguito alle sue accuse nei confronti di Picciochi. Nel 2013, Papa Francesco nominò Poli Arcivescovo di Buenos Aires.

Padre Mario Napoleon Sasso venne giudicato pedofilo da un centro di terapia gestito dalla chiesa. L’anno seguente, Sasso venne assegnato alla parrocchia di san Miguel de La lonja nella Diocesi di Zarate-Campana; la parrocchia fungeva anche da mensa per i poveri. Fu là che Sasso, tra il 2002 e il 2003, venne accusato di avere stuprato cinque ragazze nella sua stanza presso il centro di accoglienza. Sasso fuggì dall’Argentina, si suppone con l’aiuto di alcuni colleghi della parrocchia. Sasso venne arrestato nel 2006 dopo essere tornato in Argentina dal Paraguay per rinnovare il passaporto.

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Poiché il suo caso iniziò a languire nei vari tribunali, le famiglie delle vittime fecero un appello al Cardinal Bergoglio, senza ricevere risposta.

All’Istituto Monseñor Stillo, una scuola cattolica di Flores, il rev. Carlos Maria Gauna venne denunciato di molestie nei confronti di due adolescenti. Nel 2001 l’Arcivescovo Bergoglio dichiarò che avrebbe personalmente “risolto la situazione del prete”.

A giudicare dal sito web dell’Arcidiocesi di Buenos Aires, lo stesso ora è diacono attivo e cappellano presso un ospedale.

In un momento in cui diversi Vescovi negli Stati Uniti e in tutto il mondo attuano energici interventi contro gli abusi sessuali sui bimbi compiuti da membri della Chiesa Cattolica, durante il suo periodo da Arcivescovo Bergoglio non si è mai scusato pubblicamente, non ha mai messo a disposizione documenti e non ha mai fatto un elenco dei preti accusati di abusi, o delineato alcuna politica riguardante il modo in cui gestire le denunce di abusi.

Oggi, come Papa Francesco, Bergoglio ha incontrato sei vittime di abusi, paragonando l’abuso di bambini per mano dei preti cattolici all’esecuzione di una messa nera satanica. “Di fronte a Dio e ai fedeli, esprimo il mio dolore per i peccati e i terribili crimini degli abusi sessuali clericali commessi su di voi” ha detto Francesco durante la sua omelia, secondo il testo diramato dal Vaticano “e umilmente io vi chiedo di perdonare, io vi imploro di perdonare – anche – il peccato di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto adeguatamente alle segnalazioni sporte dai familiari e dalle stesse vittime di abusi.”

Traduzione Pia F.

Fonte http://www.digitaljournal.com/news/religion/watchdog-group-alleges-pope-francis-covered-up-sex-abuse/article/388836#ixzz36rEW0hL0

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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