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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » catechista » Sulle menzogne della chiesa sulla percentuale di preti pedofili comparati con percentuali di altre categorie

Sulle menzogne della chiesa sulla percentuale di preti pedofili comparati con percentuali di altre categorie

Redazione WebNews by Redazione WebNews
4 Gennaio 2014
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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 Riprendo un mio vecchio post di risposta a chi voleva deresponsabilizzare la chiesa dell’operato pedofilo dei suoi rappresentanti evidenziando, al contempo, quanto sia volutamente falsificata, attraverso alterazioni del calcolo percentuale, la “giustificazione” del “così fan tutti.


La chiesa ha messo a disposizione dei suoi rappresentanti in divisa i mezzi per l’abuso (corsi di catechismo, nomina del catechista, “stanze private” dove il prete può condurre i minori indisturbato, nessun mezzo di controllo sulla qualità del suo personale) è pertanto almeno civilmente responsabile in solido… (eventuali complicità e coperture fanno poi confluire la responsabilità civile anche in quella penale)
Se un operaio fa cadere da un impalcatura un arnese, ed ammazza un passante, è responsabile in solido anche la ditta edile (che, per questo, è obbligata ad assicurarsi): Stessa fattispecie! Ed è più che giusta la ratio!
Questo vale pure per mc donalds se un suo dipendente, che prepara le patatine, decide di avvelenarne un po’, ammazzando un po’ di clienti! Mc Donalds (o altra catena alimentare smilare) sarebbe responsabile di aver assunto uno squilibrato e di avergli messo in mano il potere di avvelenare le persone senza doverosi controlli…


Sulla questione “così fan tutti ed i preti anche meno dei padri di famiglia”, partiamo dall’assunto acclarato che la chiesa è sempre vissuta e tuttora vive di menzogna! Il falsario per antonomasia, che fa l’elogio della menzogna nella sua “Praeparatio Evangelica”, Eusebio di Cesarea, lo hanno fatto per questo “santo e padre della chiesa”!

Una delle menzogne che maggiormente ricorre è quella della percentuale dei preti pedofili…

La percentuale si calcola così:

(preti pedofili attivi/preti totali)*100
La percentuale di preti pedofili attivi da loro stessi riconosciuta (Card. Hummes, il preposto all’indagine interna) è del 4%

Da un mio studio, su una statistica non auto-addolcita, risultò che tale percentuale, laddove il fenomeno era stato affrontato energicamente (USA), basandomi sul numero di condanne e/o transazioni extragiudiziali, era quasi il 9%!

Ora in cosa consiste la falsificazione, da parte della chiesa, di questa percentuale?

Semplicemente mette a confronto quantità diverse (come dire che visto che io ho 3 lingotti d’oro e tu 10 patate tu sei più ricco [di oggetti] di me…)

e cioè

1) il numero dei preti pedofili totale (calcolabile come centinaia di migliaia, nel mondo, sull’ordine dei milioni) con il numero dei familiari pedofili (calcolabile come centinaia di migliaia, ma sull’ordine dei miliardi di miliardi visto che ogni singolo individuo è familiare di tanti altri per cui bisogna considerare la cardinalità dell’insieme delle “coppie” di persone, che è appunto miliardi di miliardi e non quello dei singoli individui)

2) il numero degli abusi denunciati in famiglia e di abusi dei preti. In Italia il numero di abusi totali non supera i 500 l’anno (fonte Viminale) tra i quali vengono classificati come “familiari” anche i rapporti tra il nuovo convivente delle donne con le figlie (magari sedicenni) delle stesse…(cosa che altera di parecchio la casistica visto che quando uno lascia la convivente è prassi degli avvocati consigliare alle ex conviventi di denunciare l’ex convivente [talvolta anche l’ex marito] anche per “molestie sui figli”, con accuse che spesso si rivelano false, o pretestuose (magari il degrado ambientale favorisce il rapporto consenziente delle parti che pretestuosamente, a posteriori, si vuol far apparire come stupro per ottenere un occhio di riguardo dai giudici, condizionabili con argomentazioni del genere, in altri processi tra le parti)… Quindi risultano, ad esempio 20 stupri dei preti e 400 stupri di familiari…Ma anche qui se si tiene conto della statistica, e non del numero complessivo (che sottende insiemi di cardinalità incomparabile) la statistica è tutta a sfavore dei preti (20 preti pedofili denunciati su qualche migliaia, contro 400 familiari denunciati su qualche miliardo), che preferiscono così occultarla e parlare solo di “numeri assoluti” (20/400 onde far ritenere che siano più stupratrici altre categorie…).

L’ignoranza in matematica della gente, che vuole credere alla banda di menzogneri abituali a cui già crede per le altre menzogne, conclude l’opera di mistificazione sulla percentuale dei preti pedofili riportata sopra e che non ha, invece, eguali con nessun altra categoria di persone!

Per finire qualunque categoria di persone denuncia ed isola i pedofili al proprio interno…tranne la chiesa che se ha x% di preti pedofili attivi ha anche (100-x)% di preti pedofili conniventi (non risulta nessun caso, mai, di prete che abbia denunciato un suo collega, ma in tutte le circostanze si è visto che li ha sempre e solo coperti! a cominciare dallo stesso Ratzinger con la sua “De delictis gravioribus”)

Vediamo se dopo questo chiarimento ci provano ancora, i pedo-gesuitici pedo-cattolici, ad alterare i fatti!

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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