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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Avellino » Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti”

Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Giugno 2013
in Lazio
Reading Time: 5 mins read
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Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti” Submitted by Izz on 26/06/2013 corruzione/mafia chiesa da il Fatto quotidiano Lo scorso 8 marzo, Don Patrizio Poggi si presenta agli uffici del Noe, il comando carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, insieme a Don Marco Valentini, vicario presso la parrocchia Sant’Andrea Avellino a Roma e a Monsignor Luca Lorusso, consigliere della Santa sede, ma anche della Nunziatura in Apostolica in Italia e San Marino. Monsignor Luca Lorusso è anche l’avvocato canonico che ha difeso Don Patrizio Poggi durante il processo per abuso sessuali finito con una condanna a 5 anni di reclusione.

Davanti al colonnello Sergio De Caprio, alias Ultimo, e ad altri tre agenti del Noe, Don Poggi, racconta nei dettagli un giro di prostituzione minorile. “MI SONO PRESENTATO a questo ufficio poiché sento il dovere di tutelare la Santa Chiesa e la comunità cristiana essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l’integrità e le normative canoniche e penali. Mi sono deciso a fare questa denuncia e a collaborare con la giustizia dopo una lunga riflessione interiore e dopo un percorso doloroso di abusi e soprusi che ho superato grazie alla fede che mi guida e non sono mosso da rancori o rivalse nei confronti di alcuno in quanto sacerdote.

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Nel corso della mia permanenza a Roma quale seminarista dal 1986 al 1994 e come sacerdote della parrocchia San Filippo Neri dal maggio del 1994 fino al marzo 1999 (anno del mio arresto) quale vicario parrocchiale, ho avuto modo di conosce persone che a vario titolo e ricoprendo vari incarichi commettono reati di natura sessuale nei confronti di minori e inducono e favoriscono la prostituzione minorile e fenomeni riconducibili alla pedo-pornografia che diffondono nella rete web con cassette o dvd e più in generale compiendo azioni che offendono e vilipendono la religione cattolica. Sono a conoscenza che G.B. (un ex carabiniere) frequenta e dimora presso una cappella a La Pisana. Lo stesso è un organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti, tra i quali conosco sacerdoti quali: Don G. F., Don R. C., Don N. C., Monsignor N. F. ,monsignor N. T., Don L. L., Don G. V., Don D. R., Mons. F. C.. L’ex carabiniere, unitamente a omissis e omissis. (un uomo di circa 40 anni il quale dovrebbe avere una agenzia di modelli e attori in Roma) presentano ai su citati clienti i ragazzi che ingaggiano in maniera disparata i quali esercitano poi la prostituzione dando compensi ai ragazzi ed ai promotori.

L’ingaggio dei ragazzi da parte dei tre avviene essenzialmente utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizzano la loro condizione sociale. Sono a conoscenza che l’ex carabiniere li incontra e li “seleziona” all’interno e nei pressi del locale ”Twink” sito in Roma adiacente alla stazione Termini. A. G. recluta i ragazzi o in locali e discoteche frequentate da persone prevalentemente omosessuali quali “Qube” (zona Portonaccio), saune e centri benessere ubicate in via Mecenate (altezza teatro Brancaccio), via Villari (altezza via Labicana) e in via Persio (nei pressi della caserma dei Carabinieri). Anche i poveri che chiedono aiuto alla parrocchia vengono utilizzati per fini di prostituzione. Omissis è una persona molto effeminata che svolge funzione di direttore di un’agenzia. Nei locali della società “recluta” ragazzi in prevalenza minorenni che sono attratti dalla falsa attività di modello o attore formalmente proposta.

Tutti e tre i personaggi citati hanno realizzato un programmi televisivo, nel quale hanno utilizzato minori sia di sesso maschile e di sesso femminile che mi risulta essere collegati con i sacerdoti prima elencati. Sono a conoscenza del fatto che, all’interno dei locali di una chiesa alla Pisana avvengono incontri sessuali a cui partecipano l’ex carabiniere e soggetti minorenni e non provenienti dai paesi dell’est Europa. Ricordo che il 28 novembre 2012 fra le ore 23.00 alle ore 04.00, unitamente a don Marco Valentini ho visto l’ex carabiniere giungere unitamente a un ragazzo che ritenevamo essere di circa 16 o 17 anni, entrare dal cancelletto verde della chiesa”. Il verbale si interrompe e interviene Don Marco Valentini che conferma quanto detto da Don Poggi, indica una serie di persone che potrebbero fornire a chi svolge le indagini maggiori informazioni e precisa che “i sacerdoti citati pagano prestazioni dei minori e non con somme di danaro che vanno da 150 a 500 euro circa, ed in alcune occasioni anche oltre. Ho saputo che inoltre è coinvolto nel commercio clandestino di “ostie consacrate” acquistate da aderenti a sette sataniche”.

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Lo stesso Don Valentini poi racconta di essere stato vittima di aggressioni che a suo parere potrebbero esser state organizzate “dallo siano state organizzate e comunque promosse dall’ ex carabiniere nei suoi confronti. “E PIÙ IN GENERALE -aggiunge a verbale- ritengo che a causa del mio carattere un intransigente in termine di legalità e di aderenza ai principi della chiesa alcuni miei superiori gerarchici abbiano realizzato nel tempo situazioni di Mobbing al fine di indurmi ad abbandonare il sacerdozio. Emblematica è la situazione attuale e che vede un provvedimento di “Restitutio ad integrum ” firmato da sua Santità Benedetto XVI ancora pendente e mai notificatomi”. Questo è tutto ciò che è stato raccontato agli agenti. La denuncia è stata trasmessa alla procura di Roma, che ha già iscritto nel registro degli indagati tre persone. Don Patrizio Poggi a prova delle sue affermazioni, ha fornito al Noe anche due cartelle con materiale fotografico e una corrispondenza mail. In una di queste le foto utilizzate per il programma televisivo.

DON POGGI: “VI RACCONTO CHI SONO I PRETI PEDOFILI” IL VICEPARROCO SVELA I DETTAGLI DELL’ORGANIZZAZIONE CHE RECLUTAVA MINORENNI PER INCONTRI PARTICOLARI di Marco Lillo e Rita Di Giovacchino da il Fatto quotidiano Eccola la denuncia del viceparroco che svela i nomi dei preti e monsignori pedofili. Oggi Il Fatto pubblica il testo della denuncia dell’8 marzo scorso – anticipata il 21 giugno dal nostro giornale – nella quale don Patrizio Poggi descrive un’organizzazione, guidata da un ex carabiniere, che recluterebbe – a suo dire – minori per metterli a disposizione di prelati e parroci a Roma. Quando don Patrizio si presenta davanti al colonnello Sergio De Caprio (conosciuto da tutti come il Capitano Ultimo che ha catturato il boss Riina) per fare i nomi non è solo. Don Patrizio è accompagnato da cinque persone per rafforzare la sua credibilità: monsignor Luca Leorusso, 51 anni, consigliere di nunziatura apostolica e avvocato canonico di Poggi nel procedimento di Restitutio ad Integrum di don Poggi sospeso a divinis dopo la condanna per abusi su minori nel 2002, con pena scontata di 5 anni. E poi don Marco Valentini, 46 anni, viceparroco della Chiesa di Sant’Andrea Avellino a Roma. L’ex viceparroco si fa accompagnare anche dal comandante del XVI gruppo della Polizia di Roma Capitale (Marco Giovagnorio) e da due vigili urbani. Nella denuncia sostiene che un ex carabiniere sarebbe “organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile minorile attraverso la quale reperisce soggetti, anche minori, che introduce in Italia e che mette a disposizione dei clienti sacerdoti”. Poi don Poggi fa i nomi di quattro parroci in carica in altrettante parrocchie di Roma ovest e nord; due ex parroci; il segretario particolare di un cardinale importante; un cappellano militare; un insegnante di religione già coinvolto in un’indagine; e poi un monsignore con un ruolo importante nel Cerimoniale.

Poggi poi racconta che l’ex carabiniere si serve di un’agenzia di modelli di due amici per reclutare i ragazzi dediti alla prostituzione. La selezione avverrebbe nei pressi del locale Twink vicino alla stazione Termini e nelle discoteche frequentate da omosessuali come il Qube al Portonaccio o in saune. Locali che nulla hanno a che fare con i reati ovviamente. Don Patrizio racconta di minori pagati fino a 500 euro, fa i nomi dei sacerdoti e degli extracomunitari pronti a confermare. Sono tutte accuse che provengono da un sacerdote condannato a 5 anni e infuriato con il Vaticano. Dopo avere espiato nel 2008 la pena, don Poggi aveva ottenuto nel maggio 2011 la Restitutio ad Integrum dal Papa, mentre la Congregazione della dottrina e della fede continua a tenerlo sospeso a divinis. Molti sacerdoti sono stati sentiti a verbale e alcuni pedinamenti avrebbero dato esito positivo. Sono accuse gravi che il pm Maria Monteleone e i carabinieri del Nucleo investigativo guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino vogliono riscontrare in fretta. In un senso o nell’altro.

www.infonodo.org/node/37579

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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