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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Adriano Bernardini » Vaticano/ Don Poggi: Ratzinger mi aveva “riabilitato”. Rumors: telefoni bollenti in Vaticano

Vaticano/ Don Poggi: Ratzinger mi aveva “riabilitato”. Rumors: telefoni bollenti in Vaticano

Che cosa sta succedendo in Vaticano? È bufera Oltretevere dopo la denuncia presentata da don Patrizio Poggi, parroco romano già finito in carcere alla fine degli anni '90 per abusi su adolescenti e che ora indica alcuni sacerdoti come clienti parte di un giro di omoprostituzione.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Giugno 2013
in Città del Vaticano
Reading Time: 4 mins read
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di Antonino D’Anna – Che cosa sta succedendo in Vaticano? È bufera Oltretevere dopo la denuncia presentata da don Patrizio Poggi, parroco romano già finito in carcere alla fine degli anni ’90 per abusi su adolescenti e che ora indica alcuni sacerdoti come clienti parte di un giro di omoprostituzione. Così è possibile leggere sulla denuncia, 5 pagine fitte fitte mostrate il 25 giugno scorso dal Tg di La7. Non è tutto: dalle pagine della denuncia emerge che il sacerdote, sospeso “a divinis” nel 2010, era stato “perdonato” da Benedetto XVI. Il Papa emerito, cioè – stando a quanto detto da Poggi – nel 2011 aveva accolto il ricorso presentato dal prete contro il provvedimento che lo sospendeva e Joseph Ratzinger gli aveva accordato la “Restitutio ad integrum”, cioè la possibilità di tornare a esercitare il ministero sacerdotale. La questione è ancora pendente presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, alla quale Ratzinger aveva rinviato don Poggi per l’esecuzione della decisione papale.

CHI HA SCORTATO DON POGGI- Ma quello che viene sottolineato dai più Oltretevere è la presenza nella caserma del NOE di Roma dove don Poggi si è recato a denunciare l’8 marzo scorso, è la presenza al suo fianco di un personaggio vaticano importante. Molto importante. Nella denuncia è possibile leggere che: “Sono presenti altresì Don. Poggi Patrizio in oggetto meglio generalizzato (omissis), si dà atto che sono presenti anche i don Valentini Marco (omissis), (vicario parrocchiale presso parrocchia Sant’Andrea Avellino a Roma, e il Monsignor Lorusso Luca (omissis) (consigliere della Santa Sede, e consigliere di Nunziatura apostolica in Italia e San Marino), (…). si da atto che il Lorusso Luca Dichiara di aver presentato a questo ufficio il sig. Poggi Patrizio conoscendone la serietà ed essendo il suo avv. Canonico nel procedimento “Restitutio in Integrum” (riabilitazione) presso la congregazione della dottrina della fede dal mese di luglio 2011 alla data odierna”. Alt: Lorusso monsignor Luca, per dirla come in un film “poliziottesco” con Maurizio Merli, non è uno qualunque. Monsignor Lorusso è il consigliere di monsignor Adriano Bernardini, il Nunzio Apostolico (cioè l’ambasciatore vaticano) in Italia. Una posizione di altissimo prestigio, importante, con una carriera – dicono ad Affaritaliani – che permetterebbe agevolmente a Lorusso di essere ben presto promosso Nunzio. Attenzione: il Nunzio in Italia è un buon amico di Papa Francesco, visto che dal 2003 al 2011 è stato Nunzio Apostolico in Argentina.

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GLI ACCUSATI DA POGGI- Che cosa fa Poggi davanti ai carabinieri è noto. Dice di conoscere un ex carabiniere che così definisce dicendo di essere a conoscenza del fatto che egli: “è un organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti tra i quali conosco sacerdoti quali (omissis)”. Seguono i nomi.

I CHIACCHIERATI- Se nel caso dei nomi precedenti don Poggi dice di conoscere questi sacerdoti come clienti, le cose cambiano nel secondo elenco. Già, perché il 6 giugno scorso Poggi ha consegnato “spontaneamente a quest’ufficio (sempre il NOE, N.d.R.) nr. 1 CD Rom, e dichiara quanto segue: Cartella denominata 2012-08 (…) foto fatte da me e da (…) nel periodo che va dall’agosto 2012 al febbraio 2013, relative al luogo ove si erge la chiesetta di San Lauro; Cartella denominata 2012-09 (…)”. Pare di capire – forse – che don Poggi si è trasformato in investigatore privato, visto che ha documentato qualcosa. Che cosa? Degli incontri particolari? Non è dato sapere, questo ovviamente lo sanno gli inquirenti. Dentro il CD però c’è una: “Cartella denominata “Preti” In questa cartella vi sono 4 cartelle contenenti foto relative a sacerdoti e ad un vescovo che nell’ambiente ecclesiastico si vocifera che abbiano tendenze e frequentazioni omosessuali e in taluni casi anche con minori di anni 18 specie se prostituti”. Tra di essi un nome molto noto.

(Segue: don Poggi aveva ottenuto da Ratzinger la “restitutio ad integrum” per tornare a svolgere il suo ministero, ma la Congregazione per la Dottrina della Fede non aveva concluso il procedimento… rumors: telefoni bollenti in Vaticano e una domanda: perché Lorusso si è presentato con Poggi?)

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

http://www.affaritaliani.it/cronache/vaticano-don-poggi-ecco-chi-accusa27062013.html

POGGI, PERDONATO DA RATZINGER. MA…- Ma che vita fa don Poggi? Ecco che cosa dice ai carabinieri: “Attualmente sono sospeso ‘a Divinis’ con provvedimento canonico del 13.01.2010 a cui ho fatto appello al Santo Padre nelle date 08.01.2011 e 08.04.2011 e sono assistito da Mons. Lorusso quale avv. Procuratore Canonico. In data 21.05.2011 la congregazione della dottrina della Fede accogliendo la decisione del santo Padre Benedetto XVI disponeva la ‘Restitutio ad Integrum’ inviandone per l’esecuzione alla congregazione per la dottrina della fede. Allo stato attuale la congregazione non ha dato esecuzione all’ordine del Santo Padre. Non svolgo attività lavorativa e al mio sostentamento provvedono alcuni miei confratelli sacerdoti, tra i quali Mons. Lorusso, don Marco qui presenti e alcuni miei amici”.

CORNETTE BOLLENTI OLTRETEVERE- Quello che in molti si chiedono è come mai un personaggio come monsignor Lorusso – carriera specchiata e in odore di promozione, dicono ad Affaritaliani – abbia deciso di esporsi in questo modo, in un caso e con accuse così circostanziate come queste. Un caso così delicato che ha spinto il cardinal Vallini, ieri, ad alzare la voce e ricordando che i sacerdoti accusati da don Poggi si riservano qualsiasi azione legale per tutelarsi. Ad Affaritaliani c’è chi ha detto che alcuni nomi sarebbero completamente falsi, messi lì non si sa perché da Poggi: su questo valuteranno gli inquirenti, ovvio. Ma Oltretevere c’è chi dice che questo sia solo l’inizio e si parla di una potenziale “caccia alle streghe” anche per “chi non è venuto fuori, ma è chiacchierato da sempre e che Poggi non conosceva”. Si parla adesso di telefoni roventi in Vaticano, con inviti a vedersi fuori dai Sacri Palazzi per discutere e confrontarsi. Qualcuno si spinge a ipotizzare una conversazione tra Vallini e il Nunzio, monsignor Bernardini ma, ripetiamo, è solo un’ipotesi. C’è di mezzo la voglia di pulizia invocata da Papa Francesco? Evidentemente no, visto che la denunzia è maturata in piena epoca Ratzinger ed è esplosa il 6 marzo scorso con la sua presentazione. Che poi arrivi ai giornali a due-tre giorni dalle possibili dimissioni di Tarcisio Bertone dalla carica di Segretario di Stato è un altra potenziale coincidenza che viene fatta osservare. Siamo davanti ad una guerra tra bande come quella che ha opposto nell’amaro 2012 di Vatileaks Cei e Segreteria di Stato, o stavolta è tutto giocato oltre il Portone di Bronzo? Le prossime ore sapranno aggiungere nuovi elementi.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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