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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » assistenza » Molestie, cardinale O’Brien ammette: “Mia condotta sessuale inadeguata”

Molestie, cardinale O’Brien ammette: “Mia condotta sessuale inadeguata”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
3 Marzo 2013
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Il prelato scozzese diffonde una nota in cui chiede scusa e perdono a quanti sono stati “offesi” dal suo comportamento: “è stato al di sotto degli standard a me richiesti”. Pochi giorni fa, le dimissioni dopo le accuse da parte di tre preti ed un ex sacerdote
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

Molestie, cardinale O’Brien ammette: “Mia condotta sessuale inadeguata” Il cardinale Keith O’Brien (ansa)
LONDRA – All’inizio aveva contestato le accuse e si era rivolto a un avvocato per difendersi. Poi ha a malincuore accettato di dimettersi dall’incarico e di rinunciare al viaggio a Roma a cui tanto teneva, in cui avrebbe dovuto partecipare al Conclave: “Così ha deciso il Santo Padre”, ha fatto sapere a denti stretti. Ora il cardinale Keith O’Brien ammette fino in fondo le sue colpe e chiede scusa per le molestie sessuali compiute nell’arco di trent’anni. “La mia condotta sessuale è scesa al di sotto degli standard che ci si doveva aspettare da me come prete, arcivescovo e cardinale”, ha dichiarato oggi l’ex-capo della Chiesa cattolica britannica. “Chiedo scusa a quanti ho offeso”, ha aggiunto, “alla Chiesa e agli scozzesi”, che lo avevano a lungo conosciuto come il potente e severo arcivescovo di Edimburgo. Parole pesanti come pietre, che lasciano una grave ombra su un mondo cattolico sempre più sconvolto da scandali sessuali ed abusi negli ultimi tempi.

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Il caso di O’Brien è scoppiato all’improvviso un paio di settimane fa con la denuncia da parte di tre preti e di un ex-sacerdote che lo accusavano di “comportamenti inappropriati” nei loro confronti. I fatti risalivano a molti anni prima, quando l’alto prelato era ai vertici del seminario in cui i giovani studiavano e poi dopo la sua prima nomina a vescovo.
I sacerdoti erano stati sessualmente molestati da O’Brien durante preghiere serali o altri momenti di intimità spirituale. Uno di essi in particolare ne era rimasto traumatizzato al punto da dover lasciare i voti e richiedere per anni assistenza psicologica. La denuncia è stata inviata al nunzio apostolico a Londra, l’ambasciatore del Vaticano in Gran Bretagna, che ha prontamente informato la Santa Sede. Nonostante le iniziali resistenze di O’Brien, e i timori dei quattro preti che la Chiesa volesse insabbiare tutto, la decisione è stata rapida: nel giro di due giorni O’Brien è stato costretto ad anticipare le sue dimissioni, già previste per ragioni di età per la fine di marzo, e ad annunciare che non avrebbe preso parte al conclave, “per non distrarre attirando attenzione su di me quando l’attenzione dovrà essere sul successore di Benedetto XVI”.

Ma intanto l’inchiesta da parte della Chiesa scozzese e del Vaticano è andata avanti. E deve essere proseguita anch’essa velocemente, se già ieri sera O’Brien ha fatto il suo “mea culpa”, certo non casualmente prima che il conclave abbia inizio, per sgomberare il terreno da una vicenda scabrosa e imbarazzante. “negli ultimi giorni le accuse nei miei confronti sono state rese pubbliche”, dice ora il cardinale. “In un primo momento, la loro natura non specifica e anonima mi ha indotto a contestarle. Ora tuttavia voglio cogliere questa opportunità per ammettere che ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è caduta al di sotto degli standard da me richiesti, in quanto prete, arcivescovo e cardinale. Porgo le mie scuse e domando il perdono a coloro che ho offeso, e chiedo scusa anche alla Chiesa cattolica e al popolo di Scozia”. Resta da vedere se ora verranno fuori nuove accuse al cardinale. I quattro preti avevano a lungo avuto paura a parlare per timore di non essere creduti e che il potere di O’Brien fosse in grado di condizionare qualsiasi richiesta di giustizia.

Non è escluso, adesso che l’ex-arcivescovo ha perso l’incarico e perso pure il sostegno di Roma, che vengano alla luce nuove denunce dello stesso genere nei suoi confronti. O’Brien era noto per le sue severe posizioni sull’omosessualità, che giudicava “immorale”. Le rivelazioni dimostrano che nel privato abusava sessualmente di preti che per di più erano alle sue dipendenze, ai suoi ordini e facevano ancora più fatica a ribellarsi. Il “bigotto” dell’anno, come lo ha chiamato un’associazione per i diritti dei gay, era un individuo turpe. Chissà se il fatto che il Vaticano lo ha costretto a gettare così in fretta la maschera è il sintomo di uno spirito nuovo e di un desiderio di riforme che potrebbe influenzare il conclave e la scelta del nuovo papa.

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(03 marzo 2013)

http://www.repubblica.it/esteri/2013/03/03/news/cardinale_o_brien_ammette_accuse_molestie_sessuali-53801347/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.