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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » aldo nuvola » Prete accusato di oscenità, i parrocchiani si dividono

Prete accusato di oscenità, i parrocchiani si dividono

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Febbraio 2009
in Sicilia
Reading Time: 2 mins read
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Padre Aldo Nuvola ha lasciato la parrocchia di Regina Pacis, dalla quale risulta trasferito senza altro incarico, e la cattedra di Religione al liceo Umberto.

Ma sulla denuncia della polizia per atti osceni molti devoti della parrocchia dicono: “Sono soltanto calunnie”

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I parrocchiani di Regina Pacis difendono padre Aldo Nuvola, che da domenica risulta trasferito, senza altro incarico, dopo una denuncia della polizia per atti osceni. «Sono indignata, non posso credere che si possano mettere nero su bianco accuse così infamanti e infondate sul conto del nostro parroco – protesta Nunzia Faraci, assidua frequentatrice della chiesa del quartiere Matteotti dagli anni Ottanta – fin dal 2002, quando arrivò in questa comunità, abbiamo sempre avuto modo di conoscere e apprezzare padre Aldo Nuvola».

La sua ultima apparizione in pubblico risale a domenica mattina, quando è salito sull´altare di Regina Pacis accanto all´arcivescovo Paolo Romeo e al successore, don Giovanni Basile, che per 19 anni è stato parroco nella frontiera di Bonagia. Durante la messa nessun riferimento alle motivazioni dell´avvicendamento. Ieri pomeriggio, all´uscita dalla chiesa, non si parlava d´altro. Molte fedeli dicono di non voler credere a quelle accuse. «Siamo dispiaciuti che padre Aldo sia andato via – dice una giovane mamma che ha appena accompagnato il bambino in parrocchia per la festa di Carnevale – ci mancavano anche queste voci sgradevoli e preoccupanti. Credo siano sono solo calunnie. Sono certo che si tratta di una carnevalata che a noi non fa certo ridere. Mi creda – insiste la donna – in tutti questi anni non abbiamo notato alcun comportamento strano o sospetto del parroco nei confronti dei nostri figli».

Ma padre Nuvola è accusato di atti osceni dalla polizia, che ha riferito alla Procura di averlo sorpreso in auto con un giovane. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Annamaria Picozzi ha richiesto al gip un decreto penale di condanna, che prevede il pagamento di un´ammenda. Il sacerdote potrebbe anche opporsi, e chiedere di andare al processo, per dimostrare la sua estraneità alle accuse. Intanto, però, la magistratura ha comunicato l´avvio dell´azione penale alla Curia e al Provveditorato. Nuvola insegnava religione all´Umberto, ma al liceo classico di via Parlatore non si vedeva ormai dall´inizio dell´anno scolastico. Dice un´altra parrocchiana, Sveva Santamaura: «Non ho motivo di dubitare della figura del sacerdote. Ci sono molte notizie faziose in giro, e quella su padre Nuvola potrebbe essere una di queste. La giustizia farà il suo corso. Fino a prove certe non ho motivo di credere a questa storia».

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Qualcuno tra i fedeli confessa però un certo smarrimento: «Ho appreso la notizia dalla tv – dice la signora Anna – devo ammettere che in quel momento mi è crollato un mito. Avevo sempre giudicato quel giovane sacerdote una persona in gamba, molto preparata. Adesso sono disorientata». Come la signora Anna, anche qualche altro parrocchiano è assalito dai dubbi. «Francamente – dice un signore di mezza età – ero rimasto molto più scandalizzato per quella targa che padre Nuvola ha accettato su un confessionale donato alla chiesa dalla famiglia del mafioso Ignazio Salvo: “In perpetua benedizione e memoria”. Chissà cosa ne farà il nuovo parroco».
(24 febbraio 2009)

http://palermo.repubblica.it/dettaglio/prete-accusato-di-oscenita-i-parrocchiani-si-dividono/1595083

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.