La clinica fortezza

Per trovare l’istituto dei padri Venturini, a Trento, è impossibile non perdersi tra le stradine che costeggiano l’imponente castello di Buonconsiglio e si arrampicano sulle colline. Via dei Giardini è ancora in città, ma la campagna è vicina. Al numero 46 c’è l’ingresso principale del complesso religioso. Il cancello è spesso aperto, perché i sacerdoti coinvolgono nelle loro iniziative la comunità di Trento. Ma c’è un’ala dell’edificio che resta impenetrabile per chiunque. Immersa nel silenzio c’è la zona dove si svolgono attività che devono rimanere discrete. E su questo i padri venturini sono inflessibili. Perché nel loro istituto si curano i preti con problemi psichiatrici, compresi i pedofili. Sin dalla fondazione della congregazione nel 1926, i Venturini si sono specializzati nel curare gli altri preti. Per decenni hanno aperto, con spirito missionario, altri istituti in varie parti del mondo. In Brasile, a Barretos, hanno la sede periferica più importante, che ogni anno ospita decine di sacerdoti malati. A Trento, invece, nella casa madre, i pazienti con l’abito talare non sono mai più di una decina. Pochi sanno cosa succede nell’istituto, ma i vescovi e il Vaticano conoscono bene quell’indirizzo e talvolta vi ricorrono, obbligando qualche parroco a ritiri forzati. Alternano terapie mediche, psichiatriche e persino ormonali a tanta preghiera per mesi, fino alla valutazione sulla convalescenza o l’isolamento in convento. Il tutto con l’intervento di specialisti laici. Nel clero italiano i padri Venturini sono noti per la rigidità delle regole e per l’osservanza della disciplina. Responsabile delle cure psichiatriche è padre Angelo Fornari, uno psicologo, che viaggia spesso, a Roma, in Brasile e nelle altre strutture della congregazione. Conosce molti medici ed è stimato e consultato da don Mario di Maio, lo psicanalista che ha seguito numerosi casi di sacerdoti pedofili in Italia e ha collaborato alla stesura dei test di ammissione nei seminari per individuare ed escludere quegli omosessuali considerati più esposti alla tentazione.

  1. S. T.