“Sul Corriere della Sera di domenica 5 agosto 2007, nell’articolo a firma di Fabrizio Caccia, Don Gelmini si lancia in spregiudicati anatemi contro una presunta lobby ebraico-radical chic, suscitando le ire della comunità ebraica. Don Gelmini ritratta e chiede scusa. Le scuse vengono accettate ma il Rabbino capo di Roma, Di Segni, afferma: “meglio se taceva”.
Nessuno si è però meravigliato della terminologia offensiva usata parlando degli omosessuali e a difesa della Chiesa cattolica e dei preti pedofili americani che sono stati giudicati colpevoli e che Don Gelmini sembra si affanni a difendere.
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