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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Fare causa al Papa

Fare causa al Papa

La Chiesa cattolica non rivelò alla popolazione locale che padre Fortune era un pedofilo brutale e predatore. Organizzarono delegazioni presso due vescovi, scrissero al nunzio apostolico e al Vaticano. La Chiesa promise che avrebbe fatto qualcosa, ma non lo fece mai.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Marzo 2002
in Cultura
Reading Time: 6 mins read
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Il nuovo sacerdote

Padre Sean Fortune, un sacerdote da poco ordinato, apparve elegante ed energico al suo arrivo nel piccolo villaggio irlandese di Fethard-on-Sea, nella contea di Wexford.

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1879407 wexford 150mapMa ciò che gli abitanti del luogo ignoravano era che padre Fortune era già oggetto di crescenti accuse di abusi sessuali su minori.

La Chiesa cattolica tenne per sé questa conoscenza.

Padre Fortune ben presto irretiva i giovani del villaggio, abusando e ricattando incessantemente di molti di loro per ridurli al silenzio.

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Una comunità disperata

Quando non era impegnato a controllare i bambini in una miriade di “gruppi giovanili” accuratamente creati, faceva pressioni sui loro genitori per ottenere denaro, derubava gli anziani dei loro risparmi ed estorceva milioni di sterline ai programmi governativi per l’impiego.

 Il vescovo riteneva assurdo che un uomo di chiesa si comportasse in quel modo.

 

Patrick Jackman

In Irlanda, tale era il potere della Chiesa cattolica che nessuno osava lamentarsi di un prete. Ma il comportamento di padre Fortune era diventato sempre più bizzarro e pericoloso.

Disperati, i suoi parrocchiani organizzarono una delegazione presso due vescovi e, non avendo ricevuto alcuna risposta concreta, scrissero al Nunzio Apostolico, l’ambasciatore del Papa in Irlanda.

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Eppure non è stato fatto nulla per fermare questo pedofilo prepotente e predatore.

Ricordi dolorosi

Colm O’Gorman aveva 14 anni quando Padre Fortune lo violentò per la prima volta. Il suo tormento durò due anni e mezzo. Quest’anno Colm è tornato a Fethard-on-Sea con Correspondent.

Voleva capire come un prete potesse ospitare una serie di ragazzini per la notte nella sua canonica senza che nessuno si ponesse domande.

 Veniva a prendermi e faceva il prete davanti a mia madre e alla mia famiglia, e cinque minuti dopo, in macchina, mi costringeva a fargli sesso orale.

Colm O’Gorman

“Mi veniva a prendere e faceva il prete davanti a mia madre e alla mia famiglia, e cinque minuti dopo, in macchina, mi costringeva a fargli sesso orale, e poi, cinque minuti dopo, si fermava e, di nuovo, faceva il prete ed entrava in casa di qualcuno con me al seguito. Ricordo solo la sensazione di shock che provai.”

Il viaggio di ritorno di Colm a Fethard si è rivelato incredibilmente illuminante. Molti abitanti del luogo non hanno gradito le sue domande e lo hanno fatto sentire indesiderato.

Ma coloro che gli aprirono le porte ammisero che gli abusi erano ben noti sia nella comunità che nella chiesa.

Il coraggio di raccontare

Patrick Jackman aveva 11 anni quando assistette agli abusi sessuali commessi da padre Sean Fortune su un giovane scout in una tenda. Quattro anni dopo, il prete si presentò a casa di Pat e gli chiese se poteva ospitare il ragazzo per il fine settimana.

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Pat ebbe il presentimento di ciò che stava per accadere, ma non poté fare nulla per impedirlo.

1879407 patrick150

“Non c’era un telefono in quel posto. Se fossi uscita urlando nel cuore della notte, non avrei saputo dove fosse il posto più vicino. Non sapevo se, andando a bussare alla porta, si sarebbero svegliati o se, una volta svegliati, mi avrebbero creduto. Avevo una terribile sensazione di essere intrappolata e rinchiusa in una gabbia. Era orribile, assolutamente orribile.”

A differenza di molti dei ragazzi abusati da Padre Fortune, Pat ebbe il coraggio di raccontarlo ai suoi genitori. Suo padre era, ed è tuttora, molto legato alla Chiesa cattolica. Si lamentò personalmente con il Vescovo Herlihey. “Il Vescovo trovò assurdo che un uomo di chiesa potesse comportarsi in quel modo.”

Dopo la morte del vescovo, il padre di Pat si lamentò con il suo successore, il vescovo Comiskey.

Ad oggi nessuno della chiesa ha chiesto a Pat Jackman informazioni su Padre Fortune o sugli eventi di quella notte.

Le accuse si accumulano

Il dottor Brendan Comiskey, vescovo di Ferns, è stato informato delle accuse di abusi non solo contro padre Fortune, ma anche contro diversi sacerdoti, al momento della sua nomina.

1879407 bishop150

Nel corso degli anni ’80, queste accuse si intensificarono. In almeno due occasioni, il vescovo Comiskey avviò delle indagini, ma non giunse a conclusioni e non fece nulla per fermare padre Fortune.

Padre Sean Fortune rimase a Fethard-on-Sea per sei anni prima che il vescovo Comiskey lo rimuovesse definitivamente dall’incarico. In seguito, lo mandò a Londra per studiare comunicazione e media e per sottoporsi a sedute di terapia con diversi psichiatri.

Due anni dopo, padre Fortune fu richiamato in Irlanda e gli fu affidata non solo un’altra parrocchia e un altro incarico pastorale, ma fu anche nominato direttore di un’organizzazione mediatica cattolica, la National Association of Community Broadcasting.

Padre Fortune sfruttò rapidamente il suo nuovo ruolo a proprio vantaggio finanziario e sessuale. Violentò un ragazzo di 15 anni in una cabina di registrazione dove incideva programmi religiosi.

La ricerca di risposte

Colm O’Gorman pose finalmente fine al regno di Padre Fortune nel 1995. All’età di 29 anni, decise di raccontare alla polizia irlandese le sue esperienze da bambino. Colm temeva che Padre Fortune continuasse ad abusare di lui.

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La successiva indagine della polizia irlandese (Gardaí) portò all’incriminazione di padre Fortune per 66 capi d’accusa di violenza sessuale, atti osceni e sodomia nei confronti di otto ragazzi. Diciotto anni dopo la prima denuncia, la Chiesa cattolica fu infine costretta a rimuoverlo dal suo incarico.

Ma invece di tendere la mano alle numerose vittime di padre Fortune, il vescovo Comiskey scomparve dal suo palazzo senza dare spiegazioni. Si scoprì poi che si era rifugiato in una clinica per la disintossicazione dall’alcol negli Stati Uniti.

Sei mesi dopo, fece ritorno alla sua diocesi. Il vescovo Comiskey sostiene che il contenzioso in corso gli impedisce di rispondere alle numerose domande sulla sua conoscenza e su quella della Chiesa in merito agli abusi sessuali su minori commessi da padre Fortune.

La risposta finora

Il vescovo Comiskey ha comunque dichiarato al corrispondente di mantenere una politica di porte aperte per tutte le vittime di abusi sui minori nella sua diocesi e che è in questo ambito che può dare il suo contributo migliore.

1879407 fortune150

Padre Sean Fortune si suicidò nel 1999, durante la prima settimana del processo penale, negando così alle sue numerose vittime la possibilità di essere ascoltate.

La Chiesa cattolica non ha mai cercato in alcun modo di entrare in contatto con gli uomini di questo film.

Colm O’Gorman, ancora nella speranza di ottenere delle risposte, ha intentato causa contro il vescovo Brendan Comiskey, il nunzio apostolico e il Papa.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.