Caso Provolo: iniziano gli interrogatori e l’acquisizione dei documenti.

Da circa 20 giorni, iniziano le audizioni delle persone segnalate dall’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus e dalla Rete L’ABUSO.

Come comunicato ai media nei mesi scorsi e ribadito nella conferenza stampa del 27 marzo 2017, tenutasi a Verona, le due associazioni sopra menzionate ed alcune vittime depositano una serie di denunce che fanno riaprire – questa volta presso l’autorità giudiziaria – quello che dopo 11 anni e due indagini da parte della Diocesi di Verona si rivela un vero vaso di Pandora: “il caso Provolo”. Ora, questo nuovo filone non è prescritto.

Esponiamo cronologicamente i recenti fatti, avvenuti nelle ultime due settimane:

– Tutto inizia con un documento (dichiarato copia conforme all’originale) che pare contraffatto, che invalida le accuse di Gianni Bisoli, l’ex-allievo che dal 2009 accusa pubblicamente tra i suoi presunti carnefici (oltre a Don Nicola Corradi) anche il Vescovo di Verona Monsignor Giuseppe Carraro, recentemente nominato beato;

– Il 27 febbraio 2017, Gianni Bisoli e l’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus depositano formale querela per la presunta manomissione di quel documento, nel quale è visibile – anche da una fotocopia – la trasformazione del numero 4 in un 3; tale contraffazione è ravvisata anche dal Dott. Mario Sannite, presidente della Commissione di inchiesta voluta dal Vaticano, nella quale tale documento è stato utilizzato e troverebbe conferma anche in una pagella originale ritrovata da Gianni Bisoli;

– L’1 marzo 2017, Leonardo L. si introduce – come lui stesso conferma – negli uffici dell’istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Chievo di Verona, filmandosi in diretta video su Facebook ed infine pubblicando video dell’accesso e del prelievo, da parte sua, di alcuna documentazione ivi presente: un suo video ottiene più di mille visualizzazioni ed il giorno successivo, numerosi ex-allievi dell’Istituto e la Rete L’ABUSO vengono informati dell’accaduto da alcuni confidenti così che il 3 marzo viene comunicato immediatamente alla Procura della Repubblica di Verona quanto accaduto, fornendo anche i video pubblicati e pubblicamente condivisi su Facebook dal Leonardo L.. Nel frattempo, acquisiamo l’indiscrezione che Leonardo L., durante l’incursione, sarebbe stato in contatto – anche in via video – con una seconda persona. Come dichiara lo stesso Leonardo L. in un video pubblicato il 29 marzo 2017 sul suo profilo Facebook, la magistratura si reca presso la sua abitazione, due giorni dopo l’incursione, sequestrando quanto lui aveva sottratto presso l’istituto di Chievo; inoltre lo stesso Leonardo L. dichiara che dopo la perquisizione avvenuta presso la sua abitazione, le Autorità lo accompagnano presso la struttura del Provolo di Chievo dove prelevano della documentazione;

– il 22 marzo 2017, avendo preso atto dei fatti riportati da Leonardo L. sul proprio profilo Facebook, alcuni ex-allievi dell’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” inviano una raccomandata all’Istituto, per ottenere garanzie sulla conservazione e sulla cura della loro documentazione personale relativa agli anni della loro permanenza presso l’Istituto medesimo. Tale lettera viene ricevuta dall’Istituto il 24 marzo 2017;

– Dopo la conferenza stampa svoltasi il 27 marzo 2017 e come annunciato durante la conferenza stessa, ci si reca presso la sede dell’Istituto “Antonio Provolo” di Verona, per ritirare l’originale di quel documento (ricordiamo: dichiarato copia conforme all’originale) che pare contraffatto, rilasciato nel 2009 [tra le altre cose, senza il consenso dell’interessato] a persone da identificare e finito nella documentazione dell’indagine interna svolta dalla Diocesi di Verona (senza convocare le vittime) nel 2009 ed in quella della Commissione d’inchiesta voluta dal Vaticano nel 2010/2011. Verso le 16:00, il Presidente di Rete L’ABUSO accompagna il diretto interessato Gianni Bisoli presso gli uffici di Stradone Provolo 20, dove suonano il campanello; qualcuno viene alla porta, osserva dallo spioncino e vedendo i due, richiude senza neppure domandare cosa vogliano: questo accade per due volte; inutili i tentativi dei due di parlare con qualcuno dell’Istituto e dopo 15 minuti di attesa, Francesco Zanardi si trova costretto a chiedere l’intervento dei Carabinieri; giungendo sul posto e presentandosi all’entrata dell’Istituto, ai Carabinieri è immediatamente aperto ed un sacerdote tremolante ci garantisce che l’intera documentazione richiesta da Gianni Bisoli [resi da loro disponibili, nel 2009, a terze persone senza il consenso del Bisoli stesso] gli sarà consegnata previa sua richiesta scritta; il giorno successivo, il 28 marzo 2017, la richiesta scritta viene prontamente inviata.

– Il 29 marzo 2017, apprendiamo che l’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Verona, in seguito al ricevimento della raccomandata inviata dagli ex-allievi di cui sopra, abbia denunciato di avere subito un furto. Intuiamo che possa mancare della documentazione; se così fosse, saremmo curiosi di conoscere se a mancare sia proprio la documentazione richiesta da Gianni Bisoli.

Una situazione che avrà certamente ulteriori sviluppi.

L’Ufficio di Presidenza

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