di Margherita Coletta – Due giorni fa si è aperto nella capitale francese un processo riguardante casi di abusi e maltrattamenti su bambini con età tra i 3 e gli 11 anni, allievi delle scuole pubbliche, commessi dal personale addetto alle attività extra-scolastiche. Impressionante è il dato di denunce e persone coinvolte: 46 animatori sono stati sospesi già nel 2025 e altri 78 nel 2026 (dal primo gennaio al 3 aprile). Le segnalazioni provengono da tutta la Francia, ma una parte significativa è concentrata nella capitale, dato che accoglie nel suo sistema scolastico un numero più elevato di queste figure scolastiche.
Attualmente, la procura di Parigi sta concentrando le sue indagini su oltre 100 segnalazioni in 84 scuole materne, circa 20 scuole elementari e una decina di asili nido. Come dichiarato dal sindaco della città, Emmanuel Grégoire, dato l’alto numero di denunce, non si tratta di casi isolati, ma di un vero e proprio problema “sistemico”. Le accuse si rivolgono nei confronti dei cosiddetti “sorveglianti scolastici” e “animatori”: delle figure che si occupano degli alunni durante le pause pranzo e la ricreazione, il riposo pomeridiano e il doposcuola. Si tratta di un ruolo che non ha una formazione e che non prevede un diploma professionale, ma soltanto un certificato ottenuto dopo un corso di due settimane. Per legge, un/a sorvegliante scolastico non dovrebbe mai restare solo con i bambini, ma spesso questa regola non viene rispettata.
Il caso
Il caso è emerso nell’aprile del 2025, quando il direttore dell’asilo nido Alphonse-Baudin, nell’est di Parigi, ha segnalato alle autorità le segnalazioni dei genitori di due bambine che avevano notato un loro improvviso isolamento e comportamenti anomali relativi al responsabile delle attività del doposcuola. Barka Zerouali, cofondatrice di #MeToooEcole (un collettivo francese contro le violenze nei confronti dei bambini nelle scuole), ha dichiarato all’emittente radio franceifo che “il processo per i fatti della scuola Alphonse-Baudin è il secondo di una lunga serie di casi che si susseguiranno nella capitale. È molto importante. La miccia è accesa, speriamo seguano altri procedimenti”. Diversi animatori sono già stati arrestati, altri sono attualmente sotto processo, mentre il numero di denunce aumenta. Le associazioni e gli avvocati dei genitori delle vittime hanno accusato le autorità competenti di aver trascurato il problema, non fornendo risorse necessarie ad un’azione tempestiva e permettendo alle persone accusate di continuare a svolgere il loro lavoro (spesso, cambiando semplicemente scuola). Diversi avvocati lamentano che le denunce dei loro clienti non sono ancora state prese in considerazione e domenica scorsa la procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, ha confermato che “un numero considerevole di accuse è in attesa di essere indagato”.
Bufera politica
Parallelamente allo scandalo, galoppa la polemica politica. La destra, all’opposizione, accusa i rivali socialisti alla guida del comune di Parigi di aver trascurato le segnalazioni ricevute e di aver concesso agli accusati di continuare a svolgere il loro lavoro. Anne Hidalgo, ex sindaca della capitale, aveva ammesso a febbraio che l’amministrazione aveva commesso “errori” nella gestione di questi casi. Emmanuel Grégoire, vicensindaco dal 2018 al 2024 e attuale sindaco della capitale, ha ora annunciato “misure eccezionali” per far fronte ad un vero e proprio fenomeno. Grégoire ha rivelato di aver subito a sua volta abusi sessuali alle elementari, durante un doposcuola e ha accettato di istituire un’inchiesta sulla gestione dei sorveglianti, richiesta dall’opposizione. Il sindaco ha, poi, annunciato un piano di 20 milioni di euro per “una grave disfunzione” del sistema, istituendo un’assemblea di cittadini/e per ripensare il ruolo dei sorveglianti scolastici e chiedendo che il personale venga sospeso immediatamente al primo segnale di abuso. Grégoire ha spiegato di preferire “essere ingiusto con loro per il momento, piuttosto che correre il minimo rischio nei confronti dei cittadini”. La scelta ha attirato a sé diverse critiche da parte degli stessi animatori e sorveglianti e dei sindacati di categoria, che la settimana passata hanno indetto uno sciopero contro le “sospensioni arbitrarie” e le precarie condizioni di lavoro (essendo lavorati per lo più con contratti a ore o a tempo determinato). Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha annunciato, intanto, che i casellari giudiziari degli animatori saranno sistematicamente controllati e che il personale giudiziario verrà potenziato. “Istituiremo un procuratore specializzato in ogni procura”, ha annunciato Darmanin, sottolineando la sua volontà di attuare un vero e proprio “Piano Marshall” composto da un ampio numero “di esperi che portino avanti le indagini”.
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