Cacciato dalla Chiesa nel silenzio, ex prete pedofilo arrestato per violenza su un ragazzino della scuola calcio

L’uomo ridotto allo stato laicale già nel 2012 e allontanato dai bambini della parrocchia è diventato socio della società sportiva. Era stato già indagato da altre procure per diffusione di materiale pedopornografico. Gli inquirenti: “Scenario raccapricciante”

di MARA CHIARELLI

Cacciato dal Consiglio generale della Congregazione nel febbraio 2012, nonostante il divieto della Chiesa allora impostogli di “avvicinarsi ai bambini frequentanti la parrocchia e di prestare, a qualunque titolo, servizio nella catechesi per bambini in fase prepuberale”, nel 2013 avrebbe violentato un bambino di 11 anni, facendosi masturbare e, successivamente, convincendolo a mandargli con whatsapp fotografie che ritraevano il minorenne nudo, dietro la falsa promessa di farlo diventare modello o di farlo giocare in una importante squadra di calcio. Un ex sacerdote, che prestava la sua opera sacerdotale in un comune del foggiano, è stato arrestato dagli agenti della polizia postale di Bari, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal gip di Bari, con le accuse di violenza sessuale aggravata e continuata commessa per induzione, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima, nonché di produzione di materiale pornografico minorile, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico.

Le indagini, cominciate nel 2014 con una denuncia presentata dai genitori della piccola vittima in una stazione dei carabinieri, hanno accertato che l’uomo, diventato socio della locale scuola calcio (poi allontanato anche da lì), avrebbe avvicinato il bambino e lo avrebbe portato a casa sua, con la scusa di dargli lezioni di doposcuola. E proprio nella sua abitazione, condotta il 21 novembre 2014, i poliziotti hanno trovato voluminoso materiale pedopornografico, facendo luce su uno “scenario agghiacciante”. Con le tecniche della polizia postale e successivi riscontri, si è poi accertata l’intera dinamica delle molestie, alle quali l’uomo ha continuato a sottoporre il bambino anche dopo la perquisizione, e fino a gennaio scorso. Le indagini hanno accertato, oltre al provvedimento della Chiesa del 2012, anche il fatto che l’ex sacerdote era già stato indagato da altre Procure della repubblica per diffusione di materiale pedopornografico. Non si esclude, al momento, che esistano anche altre vittime dell’uomo, sulle quali sono ancora al lavoro gli agenti della polizia postale di Bari, coordinati dal pm Simona Filoni.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/04/23/news/prete-112628892/

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