MILANO; I fratelli don Lucchina e le pericolose leggerezze dell’arcivescovo Delpini
Una vicenda che ha dell’incredibile riporta alla luce ancora una volta le leggerezze della diocesi Ambrosiana e le recidività del ...
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Read moreDetailsAmmesse la produzione delle registrazioni tra il vescovo Gisana e i genitori della parte offesa, dalle quali emerge chiaramente che ...
Read moreDetailsCittà del Vaticano - Offrire denaro della Caritas, in contanti, in cambio del silenzio della vittima violentata da don Giuseppe Rugolo: ...
Read moreDetails“In quel momento rivestiva la carica di rettore del seminario di Acqui Terme ma era stato per diversi anni parroco ...
Read moreDetailsBuongiorno, vi scriviamo perché vorremmo ricordare una storia che rischia di cadere nel dimenticatoio. Diciamo subito che non si tratta ...
Read moreDetailsSono intervenuti il Prof.Avv. Mario Ferrante, il giornalista d'inchiesta Gian Luigi Nuzzi e il Presidente della Rete l'Abuso Francesco Zanardi.
Read moreDetails41022 SAINT-ETIENNE-ADISTA. Lo chiamavano “il Picasso della Chiesa”, prete-pittore le cui opere – vetrate, affreschi, quadri – sono diffuse in moltissime ...
Read moreDetailsPrenderanno parola: il professore di Diritto Ecclesiastico e Diritto Canonico e Avvocato della Rota Romana Mario Ferrante; il giornalista d'inchiesta ...
Read moreDetailsUn caso emblematico è quello di Antonio Messina (Enna): «Ho subito abusi tra il 2009 e il 2013, con una coercizione psicologica ...
Read moreDetails40973 ROMA-ADISTA. Si è svolta il 15 febbraio, alla presenza di circa 70 giornalisti accreditati dell'informazione nazionale e internazionale, la presentazione ...
Read moreDetailsCITTÀ DEL VATICANO — Domanda: «Perché un abusatore lavora ancora come prete?». Un documentario della Bbc affronta la questione degli abusi ...
Read moreDetailsNelle scorse settimane era già stato recapitato un risarcimento ai famigliari della studentessa che lo aveva accusato di abusi. Ieri, ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



