Caso Rugolo: il vescovo Gisana indagato per falsa testimonianza
PIAZZA ARMERINA (EN)-ADISTA. È formalmente indagato per falsa testimonianza dalla Procura di Enna mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, assurto agli ...
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Read moreDetailsIl vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana e il suo vicario generale, Vincenzo Murgano, attualmente parroco della chiesa ...
Read moreDetailsLa locandina dell’evento, patrocinato dal Comune, è stata diffusa su vari profili Facebook, compreso quello del parroco Osvaldo William Brugnone ...
Read moreDetailsArriva l’archiviazione per i giornalisti Manuela Acqua, Pierelisa Rizzo e Filippo Occhino, querelati da Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato in ...
Read moreDetailsChiede l’intervento del presidente del Consiglio Nello Pergolizzi la coordinatrice Regionale di Più Europa, sulla nomina del Garante per l’Infanzia, il sacerdote ...
Read moreDetailsE’ scontro tra le difese protagoniste del processo, celebratosi al Tribunale di Enna, sulle violenze sessuali, culminato con la condanna ...
Read moreDetailsEnnesima denuncia di Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato in primo grado dal Tribunale di Enna a 4 anni e mezzo ...
Read moreDetailsUn sacerdote è stato accusato, e posto agli arresti domiciliari, con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una donna ospite in una casa di ...
Read moreDetailsNuova manifestazione ad Enna per denunciare il silenzio della Chiesa attorno alla vicenda di don Rugolo, il sacerdote di Enna, condannato in primo ...
Read moreDetails41954 ENNA-ADISTA. La scena ha un valore simbolico molto forte: all’ingresso dei sacerdoti in chiesa, un folto gruppo di fedeli si ...
Read moreDetails“Saluto il Vescovo di Piazza Armerina, Monsignor Rosario Gisana: bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, ...
Read moreDetailsUn gruppo di fedeli ennesi ha inscenato ad Enna una protesta nel corso di una funzione nella chiesa di San ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



