Chiesa ed abusi: giustizia non è fatta
La quinta parte dell'inchiesta di Panorama è dedicata a Don Luciano, riconosciuto colpevole di abusi ma difeso da grandi avvocati ...
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Due casi sconcertano: la riabilitazione di un parroco condannato e le ennesime dimissioni dal pool antipedofilia Ci sono due episodi ...
Pare che oggi ci sia grande indignazione per la notizia che don Luciano Massaferro, il sacerdote di Alassio condannato nel ...
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Marco Preve Un prete di Alassio don Luciano Massaferro venne condannato in Cassazione a sette anni e otto mesi per ...
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Le scosse sismiche, le abbondanti nevicate, le vittime e il dolore; ma anche la vicinanza e solidarietà della Chiesa italiana ...
Padre Carlos Buela è rifugiato in una istituzione religiosa in Italia, secondo quanto ha dato a conoscere giorni fa il ...
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Di Ferruccio Sansa “Eminenza Reverendissima, Cardinale Angelo Bagnasco, le scrivo esprimendo la mia preoccupazione per la presenza a Genova, in ...
Mentre continuano i colpi di scena nel caso internazionale del prete italiano don Nicola Corradi, accusato di abusi dagli ex ...
"Non c’è un legame tra vocazione e abuso, ma dobbiamo fare il possibile per evitare che si creino equivoci e ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso
