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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » carlo rebagliati » Perchè il Vescovo Lupi non ha sospeso come promesso il sacerdote accusato di abusi?

Perchè il Vescovo Lupi non ha sospeso come promesso il sacerdote accusato di abusi?

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
4 Aprile 2013
in Liguria
Reading Time: 2 mins read
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 Abbiamo verificato, sulla  base di alcune segnalazioni, che Don Pietro Pinetto, sta continuando ad occupare il suo posto presso la Parrocchia di Celle Ligure, San Michele. Anzi, lo abbiamo visto e ripreso mentre officiava la Santa messa e somministrava la Santa Comunione ai fedeli presenti.
Quindi in barba a tutte le strombazzate mediatiche della Diocesi e del suo Vescovo, nonostante le denunce di numerosi ex seminaristi che hanno chiaramente dichiarato le molestie, reiterate e insistenti, di questo Sacerdote, nonostante la annunciata decisione del Vescovo di iniziare un processo canonico a Carico del soggetto, abbiamo avuto la riprova chiara e lampante che Don Pietro Pinetto è ancora al suo posto, indifferente ad ogni denuncia delle sue vittime e soprattutto alle promesse del Vescovo.

Ora ci sorge spontanea una domanda: quello che ha affermato il Vescovo a proposito del procedimento canonico aperto nei confronti di Don Pinetto è una realtà oppure siamo sempre nel campo delle nebulose chimere di cui la Diocesi di Savona e Noli è  esperta propagatrice ? Inoltre tenere in attività un Sacerdote, oggetto di possibili denunce varie, giudiziarie e morali per reati connessi a molestie, e quindi tenerlo a contatto con ragazzini, con tutti i rischi che conosciamo, non potrebbe essere un pericolo di elevata portata?
Visto che per la Giustizia Canonica i fatti che sono stati addebitati a Don Pinetto, non sono caduti in prescrizione, perché la Diocesi non provvedere a sospendere almeno dalla somministrazione dei Sacramenti questo soggetto. Notiamo una enorme difformità di atteggiamento della Diocesi che in un altra occasione, non esitò a sospendere con grande celerità Don Carlo Rebagliati, nonostante le accuse mosse a Don Carlo fossero molto meno gravi.
Al recente incontro pubblico avvenuto presso la Ubik il 20 marzo u.s. le vittime avevano chiesto seri provvedimenti per verificare, almeno in questa occasione, la buona volontà del Vescovo e prendere atto dei fatti della sincerità delle sue intenzioni, prima di perdonarlo.
Da questo comprendiamo che le scusa fatte alle vittime il 18 marzo al Santuario non erano rivolte a loro, ma al contrario erano solo ed unicamente un gesto ipocrita  del tutto dovuto e solo  di facciata.
Inoltre sappiamo che nei giorni scorsi il Vescovo ha incontrato una vittima, alla quale ha comunicato che era la prima vittima a segnalare le molestie del Sacerdote, mentre come si apprende dal video allegato, c’erano già state delle segnalazioni nel 2010, ben tre anni fa.
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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.