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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Asti » Abusi all’Istituto Provolo: la strategia per “confondere” le indagini non è riuscita

Abusi all’Istituto Provolo: la strategia per “confondere” le indagini non è riuscita

Redazione WebNews by Redazione WebNews
10 Maggio 2017
in World
Reading Time: 2 mins read
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La Camera d’appello ha deciso di respingere il ricorso presentato dalla difesa di Corradi e Corbacho per chiudere l’indagine, annullando le prove e le testimonianze raccolte dalla fine di febbraio.

L’indagine sugli abusi avvenuti per anni presso l’Istituto Provolo di Luján continueranno normalmente, almeno fino a giugno, quando si potrà richiedere una ulteriore proroga di 12 mesi. Questa la risposta data dalla Camera d’appello nel corso della mattinata.
Momenti di ansia circa la possibilità di una decisione contraria da parte del giudice, che potrebbe annullare prove importanti e testimonianze ottenute negli ultimi due mesi che hanno fatto avanzare in modo significativo la causa.
Attraverso una scappatoia legale, gli avvocati dei sacerdoti Corradi e Corbacho hanno tentato di far chiudere l’indagine facendo annullare tutte le prove raccolte dalla fine di febbraio, sostenendo che la gestione del caso da parte del pm Gustavo Stroppiana che aveva chiesto una proroga delle indagini, dovesse essere dichiarata nulla e con lei tutte le prove raccolte in quel periodo.
L’indagine preliminare in un procedimento penale dovrebbe durare tre mesi, si può chiedere poi un’ulteriore proroga di tre mesi e una estenzione straordinaria di 12 mesi, una volta che il termine è scaduto. Il problema è sorto perché il giorno in cui il termine iniziale è scaduto ha coinciso con le vacanze di Carnevale e il pubblico ministero Stroppiana ha chiesto la proroga nelle prime ore della giornata lavorativa successiva. Una mossa da parte degli avvocati di Corradi e Corbacho per tentare di interrompere l’avanzamento delle indagini.
Uno degli avvocati delle vittime, Oscar Barrera , ha parlato con MDZ e ha detto di essere rimasto soddisfatto dalla decisione della Corte d’Appello. ” Non esistevano basi per giustificare la chiusura delle indagini, non vi era alcuna motivazione di presentare questa richiesta, l’estensione è stata chiesta in un modo tempestivo e così inteso alla Camera , “.
La situazione Kumiko
La suora giapponese Kumiko Kosaka, che diventa la sesta detenuta nel processo in cui il Venerdì scorso ha deposto e che continuerà per almeno 20 giorni, nonostante la richiesta di arresti domiciliari fatta dalla sua difesa .
L’ecclesiastica, in mattinata riprenderà la sua deposizione giurata al pubblico ministero e nei prossimi giorni verrà sottoposta a una perizia psichiatrica e psicologica, attraverso diverse fasi; una procedura standard per persone accusate di reati contro l’integrità sessuale.

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Nuove vittime e le ispezioni
Nelle prossime settimane potrebbero aggiungersi nuove vittime alle 27 confermate, dal momento che sono in programma almeno cinque nuove camere Gesell pe l’accusa.
Allo stesso modo, il pubblico ministero sta cercando di ottenere gli elementi tecnici per effettuare una perizia geologica nelle strutture Provolo, finalizzate alla ricerca di oggetti sepolti citati da una delle vittime nella sua testimonianza. Il 21 aprile, il procuratore Stroppiana ha ordinato una ispezione con delle ruspe presso l’ istituto ma con esito negativo, in quanto cercato sepolta la presunta prova non è stata trovata.

http://www.mdzol.com/nota/732847-provolo-fracaso-la-estrategia-para-embarrar-la-causa/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.