Una notizia, dal comunicato divulgato dalla Sala Stampa della Santa Sede che smentisce le voci che danno Rupnik scagionato dall’accusa di abusi sessuali, almeno l’abbiamo avuta, e cioè che il processo all’ex gesuita è iniziato. Fino a ieri, infatti, non sapevamo nemmeno questo.
Infatti il papa ci fa sapere attraverso il suo portavoce che la Chiesa rivendica il diritto (o il dovere, non si capisce) di coprire con il segreto i suoi processi, anche quelli per abusi sessuali in cui non è nemmeno prevista la figura delle vittima.
Dal giorno in cui papa Francesco, il 27 ottobre 2023, con la destra decise di derogare alla prescrizione e con la sinistra fece capire a chi di dovere che quel processo non s’aveva da fare, abbiamo dovuto aspettare il 13 ottobre scorso per sapere dal Dicastero per la Dottrina della fede che almeno i giudici erano stati nominati. Da quel momento, abbiamo avuto solo voci. Quella pubblicata il 20 luglio dal blog Messa in Latino, rinforzata da AdVaticanum, lasciavano intendere che fossero cadute le accuse di abusi sessuali. Passate 24 ore, arriva la smentita del direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni. Si tratta, si legge nel comunicato, di notizie «assolutamente infondate»:
la valutazione del caso è ancora in corso e il collegio sta esaminando la documentazione proveniente dalle diocesi coinvolte, dai gesuiti, dagli interessati e a mezzo stampa.
Durante il processo, come per ogni procedimento giudiziario, nessuna informazione circa l’attività in corso può essere condivisa in alcun modo per rispetto al processo stesso e per evitare di ferire tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda, come accaduto nei giorni scorsi. Qualora il collegio ritenesse di aver bisogno di ulteriori informazioni, sarà sua cura muoversi autonomamente per riceverle.
Approfittando di questo momento di apertura comunicativa della Sala Stampa vaticana, più unico che raro, ho provato ad approfondire mandando al direttore alcune domande. Eccole:
Gentile Matteo Bruni,
in merito al comunicato appena divulgato sul processo in corso a don Marko Rupnik, potrebbe gentilmente rispondere alle seguenti domande:
– Chi sono i giudici che seguono il “caso Rupnik”;
– Quando è iniziato il processo a don Marko Rupnik?
– Chi sono “gli interessati” citati nel comunicato?
– Il diritto canonico prevede in questo caso la partecipazione di parti offese? In caso affermativo, chi sono?
– La raccolta delle informazioni da parte del collegio è ancora in corso?
Messa in Latino, intanto, ha preso atto della smentita di Matteo Bruni e ha tenuto il punto, facendo la domanda cruciale: è stata stralciata l’accusa di violenza sessuale, e cioè di stupro, o quella sugli abusi sessuali che Gloria e le altre vittime hanno subito, spesso per anni, dopo manipolazioni e abusi spirituali e di potere?
- In attesa del giudizio finale, la domanda è: la nostra notizia è infondata oppure l’unica cosa infondata, tra l’altro mai scritta da MiL da nessuna parte, è che si sia arrivati ad una sentenza definitiva come fa intendere il comunicato della Sala Stampa?
- È vero che sono stati stralciati alcuni capi di accusa dal processo? E quali sono?
- Riguardano l’accusa di violenza sessuale o anche gli abusi sessuali denunciati?
Non solo: in questa temperie di whistleblowing, c’è anche una voce, sempre secondo le fonti di Mil, che riferisce di un Marko Rupnik soddsfatto per l’andamento del processo:
Un nostro amico ha parlato direttamente con Rupnik circa venti giorni fa: l’ex gesuita gli ha detto che il processo stava andando MOLTO BENE PER LUI. Domanda, è una norma vaticana dare le informazioni agli imputati e NON alle presunte vittime e ai loro avvocati, oppure ha degli insider dentro il processo e nelle segreterie DDF e\o Segreteria di Stato?
Nel frattempo è arrivata la risposta della Santa Sede alla mia mail, laconica come da manuale:
Gent.ma Federica Tourn,
grazie per la sua mail.
In merito alla sua domanda, La informiamo che al momento non c’è altro da aggiungere a quanto già detto e al comunicato diffuso ieri.
Certi della sua comprensione, inviamo i nostri più cordiali saluti.
Sala Stampa della Santa Sede
L’unica cosa che comprendiamo, per la verità, è che dei processi ecclesiastici nessuno sa nulla, tranne forse l’imputato; quello che dovremmo comprendere è che nessuno, nemmeno chi ha subito gli abusi per i quali Rupnik è a processo (o almeno si suppone), oggi ha il diritto di conoscere i capi di imputazione, o chi giudica l’imputato e che ruolo hanno le parti offese nel processo – nemmeno l’avvocato delle vittime; così come domani nessuno potrà chiedere le motivazione della sentenza. Sempre che a sentenza si arrivi, o che venga comunicato.
https://federicatourn.substack.com/p/cosa-succede-al-processo-rupnik-dio

















