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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Ex responsabile di Azione Cattolica arrestato per violenze su minori. La procura accusa: «Protetto dalla Curia»

Ex responsabile di Azione Cattolica arrestato per violenze su minori. La procura accusa: «Protetto dalla Curia»

Tensione fra magistratura e autorità religiose a Tivoli. Mirko Campoli trasferito solo dopo tre segnalazioni in una casa famiglia per ragazzi vittime di abusi. Il sospetto di altri casi mai denunciati e comunque sottovalutati

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Maggio 2023
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Responsabile nazionale dell’Azione cattolica ragazzi dal 2002 al 2008. Poi di quella di Tivoli e anche responsabile locale dell’ufficio scuola della Diocesi. E ancora vice preside dell’istituto Fermi, autore di pubblicazioni sull’educazione religiosa dei più giovani, di video online durante il lockdown («Mi mancate ragazzi»), accompagnatore nei campi scuola e nei soggiorni di studio in varie città italiane. Mirko Campoli, arrestato ai domiciliari, non è solo un professore di religione.

È un personaggio ben conosciuto dalla Curia di Tivoli, che secondo la Procura della cittadina alle porte di Roma non ha fatto molto per denunciare gli abusi che il 46enne avrebbe commesso su almeno quattro minorenni fra il 2016 e il 2021. L’ultima violenza su un 13enne già ospite di una casa famiglia a Roma per ragazzi vittime di abusi sessuali, dove Campoli era stato trasferito in seguito alle ripetute segnalazioni sul suo comportamento.

«Il clima di diffidenza verso le dichiarazioni dei minorenni non ha consentito un rapido intervento da parte delle forze dell’ordine che avrebbe potuto evitare ulteriori violenze sessuali: il clima di omertà ambientale è molto simile a quello mafioso. Chi non denuncia deve sapere che avrà sulla coscienza eventuali ulteriori violenze ai danni di altri bambini. Non vogliamo fare processi morali, ma se avessimo avuto subito dall’autorità religiosa tutte le carte, lo avremmo fermato prima», accusa senza mezzi termini il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, che ha coordinato le indagini del commissariato locale dopo la prima denuncia del 23 marzo.

Il riferimento è proprio al comportamento delle autorità religiose che avrebbero quantomeno sottovalutato la portata di ciò che era accaduto ai ragazzi, fra i 10 e i 15 anni. Compresa quella al Consultorio diocesano, del quale è presidente il vescovo di Tivoli, monsignor Mauro Parmeggiani, che ieri ha sottolineato come «appena appresa la notizia di un presunto abuso fu inviata immediata segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza» e «ricevuta poi la denuncia in sede canonica da parte dei genitori della medesima presunta vittima, constatato il fumus delicti, da parte sua ha immediatamente revocato l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica al docente e da allora lo stesso non ricopre più alcun incarico pastorale nella diocesi». Il vescovo «esprime il proprio dolore e quello della chiesa locale, insieme alla vicinanza e intima sofferenza verso coloro che soffrono in questo frangente».

Secondo il gip tuttavia «il prof era un uomo impossibile da odiare, un secondo padre, una persona conosciuta e benvoluta da tutti, capace di comprare il silenzio delle vittime con regali costosi, ma anche con l’ascolto, con la comprensione, con parole adatte a consolare dalle angosce dell’adolescenza». Così avrebbe approfittato della condizione di inferiorità fisica e psichica per abusare di due ragazzini che frequentavano strutture religiose fra il 2016 e il 2020 e fra il 2018 al 2020. E ancora: da educatore di un campo scuola avrebbe violentato un altro minore «all’interno di una struttura destinata alla formazione» a Loreto (Ancona) nel luglio 2017. Infine l’ultimo episodio, a Roma, su un altro adolescente nella casa famiglia dove era stato trasferito.

In realtà chi ha segnalato alla diocesi quello che stava accadendo, si sarebbe sentito rispondere che bisognava essere cauti perché la madre di Campoli era molto malata e il coinvolgimento del figlio in una storia del genere avrebbe potuto far precipitare la situazione. Ora il professore è ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Secondo il gip «in atti vi sono elementi che consentono di confidare in atteggiamenti collaborativi e/o resipiscenti da parte dell’indagato», pur sottolineando che Campoli «non ha avuto scrupoli nell’approfittarsi nella fiducia in lui riposta» dai genitori che gli avevano affidato i figli, «ignorando completamente le gravi ricadute del suo agire nei confronti dei minori», e c’è il rischio che «il medesimo reiteri condotte analoghe».

Il sospetto è che in questo lasso di tempo ci siano state altre violenze. Almeno altre due. «Risulta agli atti – spiega ancora Menditto – che i minorenni avevano rivelato in confidenza, temendo di non essere creduti, come poi è purtroppo accaduto». Ora le indagini proseguono: «Chiunque ritenga di avere informazioni utili – è l’invito del procuratore – può prendere contatti con il commissariato di Tivoli al numero 0774/319482».

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/23_maggio_24/ex-responsabile-di-azione-cattolica-arrestato-per-violenze-su-minori-la-procura-accusa-protetto-dalla-curia-965410e6-9ca3-401d-9405-6eba91517xlk.shtml

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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