Sul “Venerdì di Repubblica” del 4 settembre 2026 Filippo Di Giacomo pubblica un articoletto lacunoso su quanti sono i preti NON pedofili ingiustamente denunciati in Italia. Tra i pochi casi che emergono cita quello di Treviso, sul quale, a ulteriore discredito, calca persino sulle qualifiche accademiche che il querelante millantava.
Come non bastasse, accresce il tutto con i dati che le commissioni indipendenti fatte oramai ovunque in Europa hanno reso, le quali, a suo dire, restituirebbero un 5% di denunce false.
Si dimentica però di sottolineare che l’Italia è oramai l’unica in Europa a non voler in alcun modo rendere giustizia alle vittime.
Dimentica anche che in tutti gli altri paesi, i Governi hanno avviato queste commissioni indipendenti per meno di cento casi, mentre in Italia, malgrado la stessa CEI dichiari dal 2000 ben 1176 casi, tolto quel 5% che Di Giacomo miseramente utilizza per screditarle, nel rimanente 95% dei casi, praticamente nessuna ha mai ricevuto giustizia, né dallo stato italiano, tantomeno dalla chiesa che con suoi sportelli diocesani di fatto le rivittimizza, lasciando poi puntualmente impuniti preti denunciati.
Infatti, dei 1186 casi che l’osservatorio della Rete L’ABUSO registra sul territorio, soltanto 160 hanno raggiunto il 3° grado di giudizio da parte dello Stato, mentre la chiesa ne avrebbe indagati soltanto 84 risarcendone solamente 1.
Di Fatto Di Giacomo dà prova che in Italia, oltre la pedofilia esiste anche la pretofilia e lui pare tra quelli che amano negare la realtà dei dati allarmanti dichiarati dalla stessa CEI, che si differenziano dai nostri di appena 110 casi.
Scarto che diminuirà ulteriormente nel prossimo report che la Conferenza Episcopale pubblicherà.
















