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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Aparecida in festa per i mosaici che a Lourdes coprono

Aparecida in festa per i mosaici che a Lourdes coprono

Il papa approva in Francia la copertura delle opere di Marko Rupnik sotto processo per abusi, ma benedice la solenne inaugurazione in Brasile della facciata della basilica targata Centro Aletti

Federica Tourn by Federica Tourn
8 Settembre 2026
in Cronaca e News
Reading Time: 7 mins read
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Sembra che la mano destra di papa Leone XIV non sappia che cosa fa la mano sinistra, ma la Chiesa di Roma non sembra preoccuparsi di chiarire alcunché ai fedeli e allo stesso clero. Eppure non c’è spiegazione che possa venire in mente.

Sabato 12 settembre a Aparecida, in Brasile, verrà solennemente inaugurato, con la benedizione del papa, un grande mosaico sulla facciata della più grande basilica del Sud America. La firma è di Marko Rupnik, l’ex gesuita oggi sotto processo al Dicastero per la Dottrina della Fede con l’accusa di abusi sessuali su una trentina di donne. Che è poi la ragione per cui due settimane dopo, a Lourdes, lo stesso papa visiterà il santuario trovando i mosaici di Rupnik sulle facciate della basilica coperti a titolo definitivo proprio per la gravità delle colpe attribuite all’artista sloveno. In entrambi i casi l’approvazione del papa è piena, convinta e ben comunicata sui media.

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È tutto vero. Il 12 settembre ad Aparecida, nello Stato di San Paolo, ci sarà una grande cerimonia con spettacoli di musica e teatro, e ovviamente un’adeguata celebrazione religiosa, per festeggiare l’inaugurazione della facciata ovest adornata dai mosaici che raccontano la storia dell’Apocalisse, la quarta e ultima facciata della seconda basilica più grande al mondo dopo San Pietro. Don Marko Rupnik nel 2017 ricevette l’incarico per la grande opera dai padri redentoristi che gestiscono il santuario con l’approvazione della Conferenza episcopale brasiliana.

L’ex gesuita ha continuato a occuparsi direttamente del progetto brasiliano: qui lo vediamo mentre posa proprio davanti alla parete ovest insieme all’ex amministratore del Santuario, padre Luiz Cláudio Alves de Macedo, e alla destra l’ingegnere responsabile del cantiere.

Il grande lavoro del rivestimento del santuario brasiliano è iniziato sette anni fa, nel 2019, ha subito una battuta d’arresto durante la pandemia ma ora è finalmente completato, per la gioia dei redentoristi, del vescovo di Aparecida Mário Antônio da Silva, del suo predecessore don Orlando Brandes e di tutti i fedeli che lo hanno finanziato.

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Da una parte la stampa di tutto il mondo punta i riflettori su Lourdes lodando l’iniziativa del vescovo Jean-Marc Micas che, con l’approvazione del papa, ha deciso di oscurare definitivamente i mosaici di Rupnik sulla facciata della Basilica del Rosario. Dall’altra, in un cono d’ombra mediatico grande come l’oceano, si sta per festeggiare il completamento della decorazione del Santuario di Nostra Signora Aparecida. Quattro facciate di mosaici a marchio Rupnik, realizzate ovviamente dagli artisti del Centro Aletti.

Quindi, a soli quindici giorni dalla visita di papa Leone nella Basilica di Lourdes, su uno sfondo di mosaici coperti dal vescovo come simbolo dell’attenzione della Chiesa per la sofferenza delle vittime, in un’altra basilica cattolica (e non una chiesetta, ma il più grande santuario mariano del Sud America e uno dei più famosi siti di pellegrinaggio al mondo) un altro vescovo benedice uguali mosaici della vergogna, con gli stessi occhi neri privi di iride, tutti usciti dalla fucina dell’ex potente gesuita sotto processo.

È tutto vero. Ad Aparecida non fanno nulla per nasconderlo, anzi, suonano la grancassa per incassare le ultime donazioni: chi ha aiutato la realizzazione di questo grande progetto potrà infatti vedere il proprio nome in un libro che verrà conservato nel santuario. Le pareti a marchio Rupnik sono descritte sul sito ufficiale di Aparecida, che illustra i singoli mosaici spiegando cosa significano, quando sono stati realizzati, con quali materiali e da quanti artisti:

La facciata ovest della Basilica di Aparecida è stata la quarta di quattro facciate a essere rivestita a mosaico. I lavori, iniziati nel 2025 e completati nel 2026, hanno interessato quasi 4.000 m² di mosaici, ideati ed eseguiti da 39 mosaicisti di diverse confessioni religiose (ortodossa, greco-cattolica, cattolica latina), di varie nazionalità, età e provenienze (sacerdoti, persone consacrate, laici e coppie sposate), legati al Centro Aletti di Roma. Le pietre utilizzate provengono da diversi paesi, tra cui Brasile, Italia, Grecia e Afghanistan. L’opera è stata realizzata grazie alle donazioni della Famiglia dei Devoti, un’iniziativa che riunisce i fedeli per sostenere le opere sociali, edilizie ed evangeliche del Santuario Nazionale di Aparecida.

Al contrario del santuario brasiliano, il Centro Aletti, che pure ha realizzato quest’opera monumentale, è ben più parco di informazioni. Infatti la pagina che riguarda Aparecida è ferma al 2023: devono aver pensato che era meglio non attirare troppo l’attenzione e far credere che il progetto era stato sospeso in attesa del giudizio definitivo su Rupnik, al momento sempre sotto processo ecclesiastico per abusi sessuali al Dicastero per la dottrina della fede. Invece, come abbiamo documentato in questi anni, i lavori non si sono mai fermati. Qui raccontavamo l’inaugurazione della facciata sud del santuario, l’11 maggio 2024 e davamo qualche idea di quanto è costato realizzare quest’opera monumentale:

Una stima dei costi, però, possiamo azzardarla. «Il prezzo dei mosaici è di circa mille euro al metro quadrato, senza contare i materiali, la manodopera e i lavori di produzione, dai ponteggi all’uso dei macchinari necessari a preparare l’installazione», ha dichiarato Erasmo Freitas de Abreu a Isabel Gnaccarini, collaboratrice della Folha do São Paulo. Freitas è il direttore dell’atelier di architettura e arte sacra Amacom, che lavora con artisti brasiliani, laici e religiosi, e ha partecipato alla posa dei mosaici ad Aparecida sin dall’inizio.

Se si calcola che la superficie della facciata nord è di circa 2.300 metri quadri, mentre la sud supera i tremila, a cui si aggiungono i 650 metri quadri di mosaico sulla colonnata, il conto è presto fatto: i padri redentoristi potrebbero aver pagato una cifra vicina ai sei milioni di euro per i mosaici realizzati finora, a cui vanno aggiunti tutti gli altri costi, compresi quelli dell’inaugurazione di ogni facciata.

Quanto ha guadagnato il Centro Aletti con questa gigantesca commessa brasiliana? La facciata est, conclusa nella primavera del 2025, è composta da quasi 4000 metri quadri di mosaico, quindi i conti sono presto fatti: l’atelier di via Paolina si è portato a casa almeno 14 milioni di euro. Indubbiamente una bella cifra, che non sappiamo se e come è stata investita ma che sicuramente ha contribuito a fare di Rupnik un uomo potente e temuto in Vaticano.

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Non è tutto: se è vero che papa Leone ha incontrato in udienza privata il vescovo di Tarbes e Lourdes il 26 giugno 2025 e in quell’occasione gli ha detto di aver personalmente dato l’ordine di togliere le immagini delle opere di Rupnik dalla comunicazione del Vaticano, approvando quindi la decisione di monsignor Micas di oscurare le opere a Lourdes, è altrettanto vero che Prevost ha avuto una ben più recente e cordiale udienza con l’arcivescovo di Aparecida, Mário Antônio da Silva, appena un paio di mesi fa. Lo racconta lo stesso rettore del Santuario di Aparecida:

Il 29 giugno (2026, ndr), Dom Mário Antonio è stato ricevuto da Papa Leone XIV in Vaticano. Ha ricevuto il pallio episcopale, simbolo del suo lavoro e del suo ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Aparecida.

Il papa sembra quindi voler benedire l’operato dell’arcivescovo, che vediamo in un video diffuso dalla rete di comunicazione del Santuario mentre mette le ultime tessere del mosaico che completano la parete ovest, insieme ai padri redentoristi e all’arcivescovo emerito di Aparecida Orlando Brandes.

Papa Leone aveva già ricevuto una delegazione da Aparecida alla fine di dicembre 2025 insieme all’allora vescovo Brandes, come ho raccontato qui:

(…) il papa ha pensato che non ci fosse nulla di strano nel dare il benvenuto in Vaticano proprio ai padri redentoristi di Aparecida. Lo scorso 13 dicembre (2025, ndr) ha ricevuto in udienza il superiore della Provincia di Nostra Signora Aparecida, Marlos Aurélio da Silva, e il rettore del Santuario, padre Eduardo Catalfo, accompagnati dal vescovo di Aparecida monsignor Orlando Brandes. I redentoristi, che non perdono occasione di fare sfoggio dei nuovi mosaici di Rupnik (profumatamente pagati con le donazioni dei fedeli) hanno regalato al papa una statuetta della vergine Aparecida e immagini della Basilica luccicante. La visita era organizzata in occasione dei vent’anni di Tv Aparecida, che trasmette dal Santuario e che è stato il solo network autorizzato, negli anni scorsi, a trasmettere le immagini delle grandiose inaugurazioni delle facciate rivestite dai mosaici di Rupnik.

Sembra di essere finiti in un romanzo di Philip K. Dick, in cui la realtà può tranquillamente rovesciarsi nel suo contrario senza che qualcuno ci trovi nulla di strano. Papa Leone da un lato plaude alla damnatio memoriae di Rupnik e della sua opera, tanto da far prefigurare una sentenza esemplare nel processo a suo carico, dall’altra benedice e incoraggia un vescovo e una diocesi che da anni esaltano proprio la portata non solo artistica ma soprattutto pastorale dei mosaici di Rupnik.

È il cuore del progetto Jornada Biblica, il viaggio biblico illustrato sulle quattro facciate di Aparecida:

Il progetto “Viaggio Biblico”, proposto dal Santuario Nazionale, insegna che rivestirsi della Parola di Dio è un ideale di vita. Il nostro Viaggio è un progetto pastorale alla ricerca della speranza. Attraverso l’arte e la bellezza, desideriamo che i devoti di Nostra Signora di Aparecida si avvicinino alle Sacre Scritture. Colorando le quattro facciate del Santuario con passi biblici, rinnoviamo il nostro impegno verso la Bibbia.

La stampa sceglie di guardare in una sola direzione, a Lourdes, e osannare l’attenzione del papa per le vittime (e in questo nulla di nuovo) ma questo usare due pesi e due misure da parte di Prevost deve pure avere un significato: o la Chiesa non sa quello che sta facendo, o lo sa benissimo e allora quello che si intravede non è per nulla rassicurante.

(nella foto, la facciata nord del Santuario di Nossa Senhora de Aparecida, Brasile)

https://federicatourn.substack.com/p/aparecida-in-festa-per-i-mosaici

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Federica Tourn

Federica Tourn è giornalista professionista; come freelance si è occupata soprattutto di migranti, religioni, diritti umani, mafie, femminismo. Ha scritto reportage da diversi paesi, dalla Siria al Libano, dalla Bosnia all’Ucraina; ha collaborato fra gli altri con Diario, D Repubblica, Il Manifesto, Left, Rolling Stone, Vanity Fair, Marie Claire, Famiglia Cristiana, Pagina99, Eastwest, FQ Millennium, Huffington Post UK, Geographical. Insieme ad altre donne, nel 2007 ha pubblicato per l’editrice Claudiana La Parola e le pratiche. Donne protestanti e femminismi e nel 2020 per le edizioni Aut Aut ha scritto Rovesciare il mondo. I movimenti delle donne e la politica. Su Jesus cura le rubriche “Ecumene” e “Le Straniere”. Per Domani dal 2022 si occupa dell’inchiesta sulla violenza nella Chiesa cattolica. Nel 2020 ha vinto la prima edizione del  “Piazza Grande Religion Journalism Award”, organizzato dall’Iarj, l’Associazione internazionale di giornalisti religiosi, e nel 2023 la seconda edizione del Premio Mimmo Cándito-Per un giornalismo a testa alta.

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