Si arricchisce di nuovi particolari la vicenda di Francesco Saviane, 37enne trevigiano, ex docente di religione e figura attiva in diversi contesti educativi e parrocchiali del Padovano, che si trova da venerdì mattina agli arresti domiciliari nella canonica di un comune dell’hinterland della città del Santo.
Le parole della Diocesi
La Diocesi di Padova ha precisato la propria posizione con una nota articolata. Nel comunicato si sottolinea che Saviane «non svolge più incarichi di insegnamento di religione dal 1° settembre 2023 e che, successivamente, è stata revocata l’idoneità all’insegnamento. Nello stesso periodo si è conclusa anche la sua presenza presso l’istituto scolastico coinvolto». La Diocesi aggiunge che il vescovo Claudio Cipolla «ha disposto l’esclusione dell’uomo da qualsiasi incarico ecclesiale a seguito di un’indagine canonica interna e ha dichiarato la disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria».
La presenza in canonica « in contrasto con le indicazioni»
Nella nota si precisa inoltre che «la permanenza dell’uomo in una canonica sarebbe avvenuta per iniziativa personale del parroco, in contrasto con indicazioni dell’ordinario diocesano». Il vescovo, inoltre, «ha ottemperato alle prescrizioni canoniche e civili e si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si esprime forte amarezza e vicinanza ai minori coinvolti». La Curia di Padova richiama infine anche l’esistenza del servizio di tutela minori attivo dal 2017, pensato per raccogliere segnalazioni e accompagnare eventuali percorsi di ascolto e denuncia.
Gli arresti domiciliari
Il provvedimento degli arresti domiciliari, eseguito dalla Squadra Mobile su ordinanza del gip Laura Alcaro su richiesta del pm Sergio Dini, riguarda un’indagine per violenza sessuale aggravata ai danni di sette minori, tra ragazzi e ragazze, seguiti dall’uomo nel tempo come insegnante, educatore e collaboratore di realtà sportive e parrocchiali. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli episodi contestati si sarebbero consumati in un arco temporale compreso tra il 2017 e il 1° marzo 2026, data dell’ultima condotta segnalata. I reati sarebbero stati facilitati dal ruolo di fiducia costruito nel tempo dall’indagato, che avrebbe avuto accesso alla quotidianità dei minori anche attraverso contatti extra scolastici e attività di gruppo.
La prima denuncia
L’inchiesta ha preso avvio da una prima denuncia arrivata alla fine di marzo, quando una delle presunte vittime ha confidato con tanto di particolari agghiaccianti a un insegnante dell’istituto in cui l’uomo aveva prestato servizio di aver subito attenzioni inappropriate. Un racconto ritenuto circostanziato e credibile dagli investigatori e tale da innescare approfondimenti immediati. Da lì, attraverso chat e messaggi recuperati dai dispositivi del giovane, gli inquirenti avrebbero individuato ulteriori situazioni analoghe segnalate da altri ragazzi, con altri particolari e approcci descritti nei dettagli.
Le ricostruzioni raccolte descrivono una serie di episodi reiterati nel tempo, avvenuti in contesti diversi: locali parrocchiali, gite, momenti aggregativi e occasioni educative. L’indagato avrebbe progressivamente ampliato la propria sfera di contatto con i minori, mantenendo una posizione di riferimento che gli avrebbe consentito di instaurare rapporti di confidenza ritenuti dagli inquirenti strumentali alle condotte contestate. Il quadro delineato nell’ordinanza evidenzia, secondo il giudice, un rischio concreto di reiterazione del reato, oltre a una dinamica consolidata nel tempo e caratterizzata da un forte squilibrio di fiducia. Francesco Saviane
https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/treviso/cronaca/26_maggio_17/insegnante-di-religione-arrestato-per-abusi-l-intervento-della-diocesi-revocata-dal-vescovo-l-idoneita-all-insegnamento-dal-2023-dfed40a1-509f-45a8-a0d6-7a6f898dbxlk.shtml




















