SANT’ANGELO IN VADO – Le attenzioni del parroco sulla ragazzina di 14 anni. Carezze, massaggi proibiti e attenzioni. Chiesto il rinvio a giudizio.
Violenza sessuale continuata ed aggravata dalla minore età della vittima e dall’abuso di relazioni domestiche, di coabitazione e di ospitalità. Con questa accusa, alla conclusione delle indagini preliminari, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio a carico di un sacerdote di una diocesi estera ma all’epoca dei fatti in missione in una parrocchia di Sant’Angelo in Vado.
Il provvedimento arriva al termine delle indagini delegate e dirette dalla Procura della Repubblica di Urbino, condotte dal personale della Squadra Mobile della Questura di Pesaro e della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. di Urbino, avviate a seguito di una segnalazione pervenuta al responsabile dello sportello di ascolto diocesano per le segnalazioni di abusi sessuali su minori presso l’Ufficio per la tutela dei minori dell’Arcidiocesi di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado.
La notizia era stata a sua volta trasmessa alla competente Autorità Giudiziaria della Città Ducale al termine di un’investigatio praevia della Curia che ha anche portato alla sospensione del parroco, poi andato in Svizzera.
I fatti risalgono a 4 anni prima e hanno visto coinvolta, come vittima, un’adolescente di 14 anni, figlia di una donna che accudiva l’anziana madre del parroco. La segnalazione veniva fatta dalla mamma di una compagna di classe della presunta vittima, sua coetanea, dopo esserne venuta a conoscenza tramite la figlia che aveva raccolto le confidenze della vittima stessa. Il delitto contestato sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione del sacerdote, dove nel frattempo erano ospitate la badante e sua figlia minorenne.
La vicenda ha visto l’interessamento dei Servizi Sociali competenti e l’articolata e delicata attività di indagine ha consentito di raccogliere un compendio probatorio solido nei confronti dell’imputato tanto da ritenere che egli, durante lo svolgimento del suo dicastero nella parrocchia, avrebbe posto in essere condotte abusanti nei confronti
della minorenne. Lo stesso parroco teneva un atteggiamento morboso sorretto anche da numerosi regali verso la giovane vittima, che confidava alla sua migliore amica delle molestie sessuali subìte ad opera del sacerdote e dello stato di paura e di ansia che si era ingenerato. roberto pellizzari
Sant’Angelo in Vado, sacerdote accusato di molestie sessuali su una 14enne






















