• Datacenter
  • CoudMAIL
  • WebMAIL
  • Webmail Pec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU -G
  • Login UE
martedì 13 Gennaio 2026
Rete L'ABUSO
Sondaggio anonimo "Senza fare nomi"
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
        • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
        • Informazione sui contenuti – Liberatoria
        • Cookie Policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
ACCEDI o REGISTRATI | Login
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
        • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
        • Informazione sui contenuti – Liberatoria
        • Cookie Policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

Portale della Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti | TG Tematico | Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 27 del 9 marzo

Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 27 del 9 marzo

27 Views
9 Marzo 2024
A A
Share
Facebook Twitter Linked In WhatsApp Telegram E-mail
    Redazione WebNews Redazione WebNews
    0 Subscriber
    Reading Time: 10 mins read
    Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail
    youtube placeholder image

    -Federica Tourn – Don Giuseppe Rugolo condannato a 4 anni e 6 mesi

    Don Giuseppe Rugolo è stato condannato a quattro anni e sei mesi per violenza sessuale ex articolo 609 bis e quater del codice penale (quindi su minori di 16 anni) e tentata violenza sessuale, con interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e interdizione perpetua dall’insegnamento nella scuola di ogni ordine e grado.  La curia vescovile della diocesi di Piazza Armerina è stata riconosciuta responsabile civile e dovrà rispondere in solido con il sacerdote del risarcimento delle parti civili. Prescritti invece i fatti avvenuti prima del maggio 2011. Si è concluso così il 5 marzo il processo di primo grado al sacerdote di Enna, 42 anni, chiamato a rispondere di violenza aggravata su minori secondo gli articoli 81 e 609 del codice penale. Il prete di Enna era stato arrestato il 27 aprile 2021 dopo la denuncia di Antonio Messina, sedicenne all’epoca degli fatti; nel corso delle indagini erano poi emerse anche altre due vittime minorenni. Il tribunale, composto dal presidente Francesco Pitarresi e dai giudici a latere Elisa D’Aveni e Maria Rosaria Santoni ha emesso il verdetto dopo otto ore di camera di consiglio. Una sentenza che arriva dopo 22 udienze a porte chiuse e 53 testimoni sentiti. Il procedimento si era aperto il 7 ottobre 2021 davanti al tribunale di Enna ( come abbiamo raccontato qui:); Messina, oggi trentenne, aveva raccontato agli inquirenti di essere stato abusato da Rugolo per quattro anni, dal 2009 al 2013.

    «Questa è una sentenza importante perché non solo è stata riconosciuta la responsabilità penale del sacerdote, ma è stato anche messo in luce un metodo abusante sostenuto dall’ambiente ecclesiastico locale», ha dichiarato Eleanna Parasiliti Molica, avvocata di Antonio Messina. «Sono soddisfatto per il risultato – ha commentato Messina – la condanna è un passo importate perché riconosce la presenza di abusi, anche se è chiaro che per me non ci sono stati tentativi di condizionamento nel corso del processo». Gli avvocati di Giuseppe Rugolo,  Antonino Lizio e Dennis Lovison, non hanno rilasciato commenti.

    Il 24 dicembre 2018 Antonio Messina aveva denunciato i fatti anche al vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana che, all’inizio del 2019, aveva disposto l’investigatio previa sul sacerdote. L’indagine ecclesiastica si era però conclusa in un niente di fatto, perché l’allora Congregazione per la dottrina della fede, il dicastero preposto a decidere dei casi di abuso sessuale su minori, aveva stabilito di non essere competente perché Rugolo era ancora un seminarista all’epoca dei primi approcci con il ragazzo. Gli altri abusi, secondo quanto sostenuto dai giudici ecclesiastici, risalivano a quando Antonio era ormai maggiorenne e Rugolo non ancora sacerdote, e quindi non rientravano nei casi di competenza del diritto canonico.

    ADVERTISEMENT

    Certo è che, secondo le intercettazioni agli atti, il vescovo Gisana era al corrente delle violenze subite da Messina sin dall’agosto 2016, quando don Giuseppe Fausciana, parroco della chiesa di Sant’Anna a Enna, gli aveva riferito le confidenze ricevute dal ragazzo. A giugno 2017 sono i genitori di Antonio Messina ad andare per la prima volta dal vescovo a raccontare gli abusi subiti dal figlio, ma monsignor Gisana prende tempo, dicendo che si occuperà lui della faccenda. Passa ancora più di un anno prima che il vescovo incontri Antonio Messina, a ottobre 2018; don Rugolo, nel frattempo, viene nominato parroco della chiesa di San Cataldo. Il vescovo, dopo aver parlato con Antonio, da un lato avvia l’indagine ecclesiastica, dall’altro offre alla famiglia del ragazzo 25 mila euro (che avrebbe preso dai fondi della Caritas) da giustificare con una generica causale di «borsa di studio». Un risarcimento con il vincolo del silenzio che Antonio Messina rifiuta. Intanto il sacerdote viene mandato nella diocesi di Ferrara per un periodo di studio e riflessione – periodo in cui Rugolo continua a essere in contatto con i ragazzini della parrocchia. Quando scatta la denuncia penale, anche Gisana risulta coinvolto: «Il problema è anche mio perché io ho insabbiato questa storia… eh vabbè, pazienza, vedremo come poterne uscire!», si sente in un’intercettazione. Proprio il comportamento di copertura del vescovo è stato stigmatizzato duramente durante la requisitoria del pubblico ministero Stefania Leonte.

    Nel processo si erano costituiti parte civile, oltre alla vittima, assistita da Eleanna Parasiliti Molica, i genitori di Antonio Messina con l’avvocato Giovanni Di Giovanni, La Rete l’Abuso, assistita da Mario Caligiuri, e l’associazione Contro Tutte le Violenze con Irina Mendolia mentre responsabili civili erano la diocesi di Piazza Armerina, assistita dall’avvocato Gabriele Cantaro e la parrocchia di San Giovanni Battista di Enna, con Mauro Lombardo.


    youtube placeholder image

    -Ludovica Eugenio – L’arcivescovo del Quebec card. Gérald Cyprien Lacroix, 65 anni, oggetto di una investigazione preliminare

    Un anno fa papa Francesco lo aveva nominato tra i nuovi membri del C9, il Consiglio dei cardinali che lo aiutano nell’opera di riforma della Chiesa, ora ha nominato un giudice in pensione della Corte Superiore del Quebec per indagare sulle accuse di abusi sessuali che sono state mosse contro di lui. Parliamo dell’arcivescovo del Quebec card. Gérald Cyprien Lacroix, 65 anni, oggetto di una investigazione preliminare affidata dal papa, in conformità con le disposizioni del Motu proprio Vos estis Lux mundi, a un giudice in pensione della Corte superiore a causa di una class action che lo ha citato come responsabile di presunta violenza sessuale su una adolescente di 17 anni tra il 1987 e il 1988.

    L’azione legale, autorizzata dalla Corte Superiore del Quebec nel 2022, ontava già 147 imputati, e coinvolge ora, oltre al cardinale, anche 4 istituzioni diocesane tra cui il seminario. è stata lanciata dallo studio legale Arsenault Dufresne Wee Avocats che ha posto fine a un tentativo di composizione amichevole avviato nel contesto della class action contro la diocesi. Lacroix, arcivescovo dal 2011, cardinale dal 2014, e membro di diversi Dicasteri vaticani – ha respinto le accuse, ma il 26 gennaio, in un video di sei minuti, ha annunciato le proprie dimissioni temporanee in attesa che la situazione si chiarisca.

    «La nostra Diocesi resta fermamente impegnata a garantire che le vittime di abusi ricevano un risarcimento finanziario oltre ad altri mezzi a loro disposizione per ottenere la guarigione. Riconosciamo la sofferenza delle vittime ed è con umiltà che andiamo avanti nel processo di azione collettiva».

    Il cardinale ha anche espresso delusione per il fallimento delle trattative con lo studio legale: «Temo che questa decisione prolungherà indebitamente i ritardi prima del risarcimento che le sopravvissute ad abusi sessuali aspettano da troppo tempo». Un’uscita ritenuta sorprendente dallo studio legale Arsenault che, secondo quanto riportato da Ici Québec – Radio Canada ha ribadito come le due parti avessero firmato un accordo di riservatezza sul contenuto di questo tentativo di composizione amichevole proposto dalla Corte Superiore e durato più di un anno: «Hanno molta compassione per le vittime, è bellissimo. Ha detto l’avvocato Arsenault. Ma dopo? Sì, preghiamo per le vittime, ma quali azioni hanno intrapreso in seguito?».

    ADVERTISEMENT

    youtube placeholder image

    -Francesco Zanardi – Abusa per 4 anni di due ragazzini, ex dirigente dell’Azione Cattolica condannato a 9 anni

    Ex dirigente dell’Azione Cattolica, prof di religione e vicepreside. Per lui, accusato di violenza sessuale su minori, erano stati chiesti 10 anni di carcere. Ma la Procura di Tivoli non esclude un secondo processo.

    È stato condannato a 9 anni di carcere per violenza sessuale Mirko Campoli, ex dirigente dell’Azione Cattolica, insegnante di religione e vicepreside a Tivoli. Per circa quattro anni l’uomo ha abusato di un ragazzino che gli era stato affidato. Ma non è l’unico ad aver subito le violenze di Campoli: per una seconda violenza, avvenuta durante un camposcuola, ha provato a difendersi in aula sostenendo; “In quel periodo soffrivo di depressione”.

    Le indagini sono scattate dopo che i due ragazzini si sono confidati con le fidanzate, anni dopo aver subito gli abusi. È così che sono stati spronati a denunciare, anche con l’aiuto della Garante per l’infanzia e l’adolescenza nel Lazio, Monica Sansoni, che si è costituita in quanto Garante, parte civile nel processo.

    All’epoca i due avevano 12 e 16 anni. Sul primo ragazzo gli abusi sarebbero andati avanti per quattro anni, fino a quando non è scoppiato il covid ed è stato disposto il lockdown. I genitori del piccolo lo avevano affidato a Campoli, fidandosi di lui che, invece, avrebbe abusato del dodicenne a Tivoli, Guidonia e in altri centri italiani, anche durante una gita a Gardaland, “almeno una volta al mese”, per un totale di una cinquantina di episodi. Il sedicenne, invece, sarebbe stato abusato durante un viaggio d’istruzione a Loreto, in provincia di Ancona, a cui Campoli aveva partecipato come professore e vicepreside.

    Fanpage


    youtube placeholder image

    -Alessio Di Florio – Tra le parole e la realtà c’è di mezzo la verità

    «Papa: abusi, non accada più che non siano ascoltate le vittime» ha titolato l’Ansa il 7 marzo. «Occorre coraggio per andare fino in fondo nell’accertamento rigoroso della verità. Questo vale in special modo quando emergono e devono essere sanzionati comportamenti gravi e scandalosi, tanto più quando avvengono nell’ambito della comunità cristiana» sono le parole del discorso di Bergoglio il 2 marzo all’inaugurazione dell’anno giudiziario vaticano.

    Due discorsi che apparirebbero più che condivisibili e persino coraggiosi, intenzioni pie e di verità e giustizia, di cristianità autentica. Nelle stesse ore le agenzie stampa hanno battuto la notizia che finalmente anche Gasparri per Forza Italia ha consegnato la lista dei membri della commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Quarant’anni sono passati dal rapimento di Emanuela Orlandi, quarant’anni di silenzi, depistaggi, trame, di giustizia negata. E se ci sono mura finora invalicabili per Pietro Orlandi sono quelle vaticane. La commissione parlamentare è stata attaccata e ostacolata in primis dagli ambienti vaticani, Alessandro Diddi (colui che dovrebbe indagare per conto della “giustizia” vaticana) ha pubblicamente attaccato l’istituzione della commissione. Così come ha fatto il cattolicissimo Pierferdinando Casini nelle stesse aule parlamentari. Diddi che ha anche attaccato lo stesso Pietro Orlandi e l’avvocato Laura Sgrò, oltre ad aver riesumato vecchie accuse ad uno zio costruendo una realtà artefatta e non vera. Nei decenni innumerevoli sono i casi di abusi insabbiati, depistati, nascosti, di giustizia negata. E l’ascolto da parte della “giustizia” vaticana, il caso italiano ne è plastica dimostrazione, non è mai esistito. Dalla CEI di Zuppi siamo passati dai proclami ad una realtà di vescovi che hanno coperto, che hanno perseguitato giornalisti, di difesa di se stessi. Due report non hanno riportato nulla e una gran parte delle diocesi non ha mai istituito i tanto sbandierati servizi di ascolto. Ora nuovi bei discorsi di Bergoglio. Ma, ancora una volta, e la coincidenza con la commissione parlamentare sembra quasi un segno del destino e della realtà, tra le parole e la realtà c’è la (mancata) concretezza della verità.


    youtube placeholder image

    -Pierelisa Rizzo – Enna, l’avvocato della diocesi annuncia che impugnerà la sentenza Rugolo

    Sulla vicenda del sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi, dal tribunale di Enna per violenza sessuale aggravata a danno di minori e atti sessuali con minori, si sperava che la sentenza, emessa il 5 marzo scorso, potesse porre fine alla vicenda. Invece il botta e risposta tra il legale della Diocesi, condannata alla responsabilità civile in solido con Rugolo, e l’avocato della difesa di Antonio Messina, il giovane che ha denunciato, non si placa. Al tentativo di minimizzare i reati messi in atto da Gabriele Cantaro, legale della Diocesi, risponde l’avvocato di Messina, Eleanna Parasiliti Molica. E mentre la Diocesi con il suo avvocato, punta il focus sul tentativo di violenza, riconosciuta in sentenza, contro il Messina  l’avvocato  Parasiliti Molica  ricorda in una nota che il  Tribunale di Enna, con riferimento alla posizione di Antonio Messina, ha condannato Rugolo per tentata violenza sessuale in ordine ai fatti  accaduti nel 2013, dichiarando la prescrizione per i fatti accaduti in precedenza. Un tentativo di minimizzare i fatti, dunque che  non coglie nel segno, perché si omette di raccontare che, con riferimento ai fatti  del 2013, il reato risulta tentato solo grazie al fatto che Antonio Messina è riuscito a sottrarsi all’aggressione sessuale. Ciò significa che a dire del Tribunale, i fatti che vanno dal 2009 al 2012     sarebbero avvenuti ma si sarebbero estinti per prescrizione a causa del decorso del tempo. Se il Tribunale avesse ritenuto che i fatti non fossero accaduti, avrebbe prosciolto l’imputato nel merito. “Vorrei ricordare – aggiunge l’avvocato Eleanna Parasiliti Molica – che il reato per il quale comunque, Rugolo è stato condannato è “violenza sessuale aggravata a danno di minori”   e “ atti sessuali con minori” relativamente alle altre due vittime”. E la reale pericolosità delle condotte ascritte al sacerdote, riconosciuta dalla sentenza ,si evince dalla decisione del Tribunale di dichiarare l’interdizione in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché

    da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Proprio questa  statuizione evidenza l’importanza di questa pronuncia che ha condannato il metodo abusante utilizzato da Rugolo nei confronti  dei minori, a cui Enna aveva affidato i giovani. In tal senso è significativa la condanna della Diocesi nella qualità di responsabile civile. “A fronte di queste considerazione conclude la Parasiliti-  è intenzione di questa difesa portare a conoscenza alla autorità giudiziarie competente il contenuto dell’hard disk, elaborato dalla Polizia Giudiziaria dopo il sequestro dei supporti informatici di Rugolo, perchè venga accertata la presenza di immagini pedopornografiche, alcune delle quali già prodotte in aula.  In attesa della lettura delle motivazioni auspico un contegno rispettoso nei confronti di quelli che sono stati e rimangono vittime e che si prenda atto di una sentenza di condanna.

    Ora la Chiesa faccia la sua parte.


    youtube placeholder image

    -Federico Tulli – A cosa servì davvero l’Inquisizione

    Nel 1517 iniziò a circolare per l’Europa la Taxa camarae, un documento che porta in calce la firma di papa Leone X. Si tratta di un elenco di indulgenze messe in vendita in cambio dell’assoluzione sacramentale dai peccati gravi commessi da religiosi. Omicidio, rapina, furto, truffa. Per il pontefice figlio di Lorenzo de’ Medici, in crisi di liquidità a causa degli spropositati costi di costruzione della basilica di San Pietro, tutto aveva un prezzo. Tutto poteva essere perdonato. Anche gli stupri di donne e bambini. «Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi», cita il punto 2 del documento. Oggi è oramai opinione diffusa tra gli storici che la Taxa camarae sia un falso, messo in circolazione all’epoca dai seguaci di Lutero che intendevano in questo modo denunciare il degrado morale in cui versava la Chiesa di Roma. Se quelle tariffe erano un bluff, ciò non può dirsi dei crimini che vennero commessi da sacerdoti di ogni ordine e grado al tempo e nei secoli successivi, sapientemente sottratti dal segreto dell’Inquisizione al pubblico dominio. Vi fa venire in mente qualcosa? Riscontrate per caso delle analogie con il modo in cui la Chiesa, soprattutto quella italiana, affronta il fenomeno criminale della pedofilia ai giorni nostri?

    Ecco cosa scrive lo storico Adriano Prosperi, uno dei massimi esperti di storia del Sant’uffizio.

    “E dunque guardiamo in faccia la verità: che è quella di una turpitudine storica e non solo episodica, giuridica e non solo morale. Questa vicenda è cominciata secoli fa: la inaugurò papa Paolo IV Carafa quando nel 1559 stabilì che i preti e i frati colpevoli di reati di natura sessuale nati nel contesto della confessione sacramentale dovessero essere sottoposti al Sant’Uffizio dell’Inquisizione. Era una misura in apparenza radicale, dura, minacciosa per i colpevoli: in realtà era la via d’uscita per chiudere la conoscenza di episodi scandalosi nello spazio giuridico di un tribunale ecclesiastico segretissimo. La ragione della scelta era ovvia: Lutero aveva bruciato non solo la bolla di scomunica ma anche l’intero corpus del diritto canonico, giudicato da lui una delle muraglie con cui il clero si era alzato al di sopra del popolo cristiano.

    La Chiesa cattolica ribadì la superiorità sacrale del clero, mantenne il diritto canonico e il privilegio del foro per i chierici e, nel confermare l’obbligo del celibato ecclesiastico, preparò un comodo rifugio per chi lo infrangeva e per chi infangava il sacramento del perdono dei peccati attentando ai minori e alle donne che si affacciavano al confessionale. Da allora e per secoli i processi per i casi di «sollicitatio» sono stati nascosti dal segreto impenetrabile del Sant’Uffizio mentre i colpevoli venivano semplicemente trasferiti di sede per difendere il buon nome del clero: fino a oggi”.

    Category: TG Tematico
    ADVERTISEMENT
    Previous Post

    Garante infanzia, condanna nel procedimento in cui si era costituita parte civile

    Next Post

    Il Papa rimuove vescovo polacco insabbiatore di abusi

    Redazione WebNews

    Redazione WebNews

    Redazione servizio web

    Related Posts

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 34 del 27 aprile
    TG Tematico

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 40 del 8 Giugno

    by Redazione WebNews
    8 Giugno 2024

    https://youtu.be/CRAAl2vfaiI Francesco Zanardi – Don Livio Graziano si proclama innocente Denunciò il padre della vittima 13enne, il suo avvocato e il...

    Immagine 2023 08 26 192548
    TG Tematico

    Rete L’ABUSO- TG NEWS / Promo Vetrina 2

    by Redazione WebNews
    26 Agosto 2023

    Sembrava quasi impossibile organizzarsi in così poco tempo… Invece siamo pronti e in onda da sabato 2 settembre alle 12,...

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 15 del 16 dicembre

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 18 del 6 gennaio

    6 Gennaio 2024
    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 15 del 16 dicembre

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 28 del 16 marzo

    16 Marzo 2024
    Copertina TG

    Rete L’ABUSO NEWS – edizione 4 del 30 settembre

    30 Settembre 2023
    Cattura 13 300x296 1

    Interrompiamo momentaneamente la messa in onda di “TgNews Rete L’Abuso” perché dobbiamo sconfiggere un nuovo nemico

    13 Luglio 2016
    Copertina TG

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 1 del 9 settembre

    9 Settembre 2023
    Immagine 2023 08 03 150252

    The ABUSE NEWS Network – La contrainformación semanal, editada por Supervivientes del abuso sexual del clero en Italia, regresa a partir del 2 de septiembre.

    25 Luglio 2023
    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 15 del 16 dicembre

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 15 del 16 dicembre

    16 Dicembre 2023
    Copertina TG

    Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 14 del 9 dicembre

    9 Dicembre 2023
    Load More
    Next Post
    GOLF 2023012621120618 9b265ea8e944edfdd6fef550a02f4762 1152x768 1

    Il Papa rimuove vescovo polacco insabbiatore di abusi

    I più letti 24h

    • Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

      Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

      0 shares
      Share 0 Tweet 0
    • Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’

      0 shares
      Share 0 Tweet 0
    • Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

      0 shares
      Share 0 Tweet 0
    • HA ABUSATO DI UN GIOVANE SICILIANO

      0 shares
      Share 0 Tweet 0
    • Dalla retorica della “vita” alla realtà dei diritti: la legge 194/78 è una conquista femminista e democratica. Va applicata e difesa

      0 shares
      Share 0 Tweet 0
    • Non solo Padre Paolo: altri quattro ragazzini vittime di abusi sessuali – che cosa sappiamo

      0 shares
      Share 0 Tweet 0
    • Sinéad O’Connor, crocifissa per aver detto la verità

      0 shares
      Share 0 Tweet 0

    Ti sei già tesserato?

    Tesseramento Soci

    Tesseramento Soci
    by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
    4 Gennaio 2024
    ShareTweetShareSendShareSend

    Highlights

    Dalla retorica della “vita” alla realtà dei diritti: la legge 194/78 è una conquista femminista e democratica. Va applicata e difesa

    Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

    Non solo Padre Paolo: altri quattro ragazzini vittime di abusi sessuali – che cosa sappiamo

    Abusi nel Collegio francescano: svelati altri quattro episodi di pedofilia

    Abusi, arcivescova anglicana sospettata di aver coperto il caso di un prete: choc nella chiesa inglese

    Minore abusò di una ragazzina, i genitori condannati al risarcimento

    5Xmille

    Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille

    Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
    by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
    5 Marzo 2020
    ShareTweetShareSendShareSend

    DONA

    DONA – Sostieni il nostro costante impegno

    DONA – Sostieni il nostro costante impegno
    by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
    1 Gennaio 2010
    ShareTweetShareSendShareSend

    Trending

    Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’
    Sicilia

    Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’

    by Redazione WebNews
    12 Gennaio 2026

    Atti fisici a chiara connotazione sessuale, dissimulati sotto il pretesto di scherzi camerateschi, palpeggiamenti e altro insieme...

    Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

    Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

    12 Gennaio 2026
    Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

    Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

    11 Gennaio 2026
    La Chiesa cattolica spagnola risarcirà le vittime di abusi sessuali

    La Chiesa cattolica spagnola risarcirà le vittime di abusi sessuali

    9 Gennaio 2026
    Spagna, il clero cede sugli abusi

    Spagna, il clero cede sugli abusi

    9 Gennaio 2026

    Onda Viola

    Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili

    Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
    23 Settembre 2024
    ShareTweetShareSendShareSend
    Rete L'ABUSO

    © Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

    Navigate Site

    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
    • Sportelli legali regionali
    • Sportelli terapeutici regionali
    • Tesseramento Soci
    • Privacy policy
    • Cookie Policy
    • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
    • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
    • Informazione sui contenuti – Liberatoria

    Follow Us

    Welcome Back!

    Login to your account below

    Forgotten Password? Sign Up

    Create New Account!

    Fill the forms below to register

    recaptcha placeholder image

    *By registering into our website, you agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.
    All fields are required. Log In

    Retrieve your password

    Please enter your username or email address to reset your password.

    recaptcha placeholder image

    Log In

    Add New Playlist

    No Result
    View All Result
    • L’Associazione
      • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
        • Gli autori che scrivono sul nostro blog
        • Privacy policy
      • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Tesseramento Soci
      • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
      • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
      • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
      • DONA – sostieni il nostro costante impegno
      • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
    • “Il Punto”
    • Coord. Famiglie
      • Comunicati
    • Osservatorio
      • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi
      • Dati regionali divisi per province
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Mappa delle Diocesi italiane insicure
      • Giustizia italiana
      • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • Casi denunciati alla DDF
      • Live SEARCH Database
      • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
    • Notizie
      • Cronaca locale
        • Abruzzo – Molise
        • Basilicata
        • Calabria
        • Campania
        • Emilia Romagna
        • Lazio
        • Liguria
        • Lombardia
        • Marche
        • Piemonte
        • Puglia
        • Sardegna
        • Sicilia
        • Toscana
        • Triveneto
        • Umbria
        • Città del Vaticano
      • L’archivio storico del portale
      • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
      • MEDIACENTER
      • Podcast
      • Sala CONFERENZE e MEETING online
    • Servizi
      • Sportelli legali regionali
        • Gratuito patrocinio per le vittime
        • Cosa NON deve fare una vittima
        • Violazione dei diritti nei processi canonici
      • Sportelli terapeutici regionali
        • I vissuti emotivi della vittima
        • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Live SEARCH Database

    © Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

    This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.

    Login / Registrati

    recaptcha placeholder image
    Password dimenticata?
    Registrati
    Or

    Informazione sui contenuti

    La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

    Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

    Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

    Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

    Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

    E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

    Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

    E questo principio facciamo nostro.

                   Il direttivo della Rete l’Abuso

    No thanks, I’m not interested.