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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Le vittime marciano a Roma per chiedere “tolleranza zero” contro gli abusi nella chiesa

Le vittime marciano a Roma per chiedere “tolleranza zero” contro gli abusi nella chiesa

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Settembre 2023
in Città del Vaticano
Reading Time: 3 mins read
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CITTÀ DEL VATICANO, 27 settembre (Reuters) – Un gruppo di vittime di abusi della Chiesa cattolica e i loro sostenitori hanno chiesto mercoledì a Papa Francesco di applicare la “tolleranza zero” contro gli abusi sessuali del clero, dopo aver completato un pellegrinaggio di sei giorni a Roma portando una grande croce di legno. .

I 10 uomini e donne hanno camminato per 130 chilometri (81 miglia) lungo l’ultimo tratto della Via Francigena, un sentiero medievale che collega Canterbury, in Inghilterra, a Roma, in vista di un importante vertice vaticano sul futuro della Chiesa, che inizierà la prossima settimana .

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Il pellegrinaggio “mostra la determinazione dei sopravvissuti a venire a consegnare il loro messaggio a Papa Francesco… che deve esserci una legge universale della Chiesa di tolleranza zero”, ha affermato l’avvocato statunitense Timothy Law, co-fondatore di Ending Clergy Abuse (ECA). ).

“Niente di meno non è adeguato”, ha aggiunto.

Gli abusi sessuali e gli scandali insabbiati hanno distrutto la reputazione della Chiesa cattolica e hanno rappresentato una grande sfida per il papa, che ha approvato una serie di misure volte a responsabilizzare la gerarchia della Chiesa, con risultati contrastanti .

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La legge afferma che l’ECA vuole che Francesco imponga l’immediata rimozione dal ministero dei sacerdoti sospettati di abusi, il licenziamento dei vescovi colpevoli di insabbiamenti e la segnalazione obbligatoria dei casi di abusi alle autorità civili, piuttosto che religiose.

Francesco ha promesso “tolleranza zero” in relazione agli abusi da parte della Chiesa, ma i critici affermano che le sue riforme e le sue linee guida non sono andate abbastanza lontano e sono state adottate in modo non uniforme dalle Chiese cattoliche nazionali.

Gli attivisti dell’ECA sono venuti a Roma in vista del sinodo, un incontro vaticano dei vescovi mondiali dal 4 al 29 ottobre. Si dovrebbe discutere, tra le altre cose, di dare alle donne un ruolo maggiore nella Chiesa e di approccio verso le persone LGBT.

“Non so come si possa avanzare verso il futuro se non si risolve il problema criminale dei preti (predatori) e l’insabbiamento da parte della gerarchia nella Chiesa cattolica”, ha affermato Peter Isely, un altro membro dell’ECA residente negli Stati Uniti. detto riguardo al sinodo.

Reportage di Antonio Denti e Alvise Armellini; Montaggio di David Holmes

https://www.reuters.com/world/europe/victims-march-rome-demand-zero-tolerance-church-abuse-2023-09-27/

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.