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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Ali Agca » “Vatican Girl”: Netflix riapre il caso Emanuela Orlandi con la serie-choc

“Vatican Girl”: Netflix riapre il caso Emanuela Orlandi con la serie-choc

Dal Kgb alla banda della Magliana, passando per le molestie sessuali: la docuserie che indaga su uno dei grandi misteri d'Italia - VIDEO

Redazione WebNews by Redazione WebNews
23 Ottobre 2022
in Film
Reading Time: 2 mins read
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E’ tuttora irrisolto il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa il 22 giugno del 1983 dalla Città del Vaticano, dove viveva con la famiglia, e mai più ritrovata. ll “cold case” è il tema della nuova docu-serie di Netlfix, “Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi”, realizzata dalla società di produzione inglese RAW con il contributo di testimoni dell’epoca e giornalisti che hanno seguito il caso, come Andrea Purgatori.

Vatican Girl – le testimonianze choc di Pietro Orlandi e dei familiari

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Un altro volto noto è quello di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che non si è mai arreso e continua a cercare la sorella. O almeno, come ribadisce in maniera straziante, di un corpo sul quale la famiglia possa piangere. La docu-serie ripropone tutti i documenti accumulati negli anni, comprese le misteriose telefonate del misterioso “americano” e dei nastri agghiaccianti, con le comunicazioni dei rapitori, la voce della giovane Emanuela e quello che sembra essere l’audio di una tortura.

Vatican Girl – lo scambio con Ali Agca

La prima pista investigativa fu il terrorismo internazionale. Nelle prime comunicazioni, i rapitori proposero uno scambio con Ali Agca, che era in carcere perché due anni prima aveva cercato di uccidere Papa Giovanni Paolo II, sparandogli in Piazza San Pietro. Si ipotizzava che Agca, come da lui stesso dichiarato, fosse stato mandato dal Kgb per eliminare il Papa, nemico del comunismo, e che la sua liberazione fosse il primo passo per metterlo a tacere ed impedire di rivelare segreti indicibili.

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Vatican Girl – i legami con Roberto Calvi e la banda della Magliana

Dalla docu-serie però emerge un’altra pista. Nella sua lotta al comunismo, il Vaticano avrebbe finanziato Solidarnosc, per liberare la Polonia (terra natia del Papa) dal regime. Un finanziamento che, secondo gli autori, sarebbe stato mascherato grazie a complessi giri con il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Lo stesso “banchiere di Dio”, vicinissimo al Vaticano, sarebbe stato coinvolto nel riciclaggio di soldi della mafia e la sua morte a Londra sarebbe stata un regolamento di conti, per delle somme non restituite. Erano state usate per finanziare Solidarnosc? Le ricostruzioni ipotizzano uno scenario ricattatorio, per riavere quei soldi che appartenevano alla criminalità organizzata.

Vatican Girl – il ricatto e lo scandalo sessuale

Ma perchè rapire l’incolpevole Emanuela Orlandi e non un prete o un membro del Vaticano? Perché una 15enne era così importante per la criminalità organizzata, che voleva ricattare la Chiesa? La testimonianza più inquietante è quella di un’amica di Emanuela che, coperta dall’anonimato, riferisce una sconvolgente confidenza della ragazza: poco tempo prima, passeggiando, sarebbe stata “infastidita” da una persona “molto vicina al Papa”. Da qui l’ipotesi di un ricatto su un possibile scandalo che avrebbe potuto arrecare un danno di immagine enorme al Vaticano.

https://www.affaritaliani.it/mediatech/vatican-girl-netflix-riapre-il-caso-emanuela-orlandi-con-la-serie-choc-821932.html

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.