Città del Vaticano – Nel giorno del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II una delle prime vittime di padre Marcial Maciel Degollado – forse il più grande criminale della Chiesa in epoca moderna – torna puntare il dito sul pontefice polacco. A suo parere non ci sono dubbi che Wojtyla era a conoscenza dei crimini aberranti di questo pedofilo, fondatore dei Legionari di Cristo, super protetto in Vaticano tanto da non essere mai sottoposto ad alcun processo nè punito dalla Congregazione della Fede benchè su di lui vi fosse un corposo fascicolo di reati commessi tra il Messico, l’Italia, la Spagna e la Francia.
Josè Barba Martin dal Messico fa sapere a metà degli anni Novanta assieme ad un gruppo di vittime pubblicò una letttera aperta su un giornale messicano molto letto, Milenio. La lettera naturalmente sollevò un putiferio incredibile in tutta l’America Latina. La missiva elencava i crimini di Maciel, circostanziandoli con prove e date e portava la firma di altri sette ex legionari. Le vittime a questo punto contattarono anche l’allora nunzio apostolico in Messico, monsignor Justo Mullor Garcia.
Support authors and subscribe to content
This is premium stuff. Subscribe to read the entire article.










