Una nuova porpora nella tempesta. Si tratta del cardinale Vincent Gerard Nichols, primate di Inghilterra e Galles, da giorni al centro di un nuovo scandalo abusi che vede protagonista la Chiesa cattolica nel Regno Unito.
I legali di quasi 50 presunte vittime di molestie sessuali, che sarebbero state perpetrate da sacerdoti cattolici infedeli, hanno pubblicato una lettera sul settimanale The Tablet, nella quale chiedono le dimissioni dell’arcivescovo di Westminster. “Avendo fallito nei suoi ruoli di leadership sia a Birmingham che a Westminster, in futuro non potrà guidare in modo credibile la Chiesa cattolica su questi temi. I problemi sistemici nella Chiesa cattolica in relazione alla salvaguardia non possono essere risolti da un singolo individuo. Ma la Chiesa ha bisogno di leader che chiedano rispetto su questi temi. Il cardinale Nichols non lo è. È chiaro per noi e per quelli che rappresentiamo che è giunto il momento per lui di dimettersi”. Con queste parole, gli avvocati Richard Scorer e David Enright hanno invocato pubblicamente il passo indietro del porporato britannico, il cui nome è finito nel rapporto dell’Indagine indipendente sugli abusi sessuali su minori (IICSA), annunciata nel 2014 dall’allora segretario agli Interni, Theresa May.
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