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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia, le nuove norme di papa Francesco

Pedofilia, le nuove norme di papa Francesco

Redazione WebNews by Redazione WebNews
30 Marzo 2019
in Città del Vaticano
Reading Time: 5 mins read
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Papa Francesco ha promulgato tre testi per lo Stato della Città del Vaticano e la Curia romana per arginare gli abusi sessuali da parte del clero. Nel dettaglio, il Pontefice ha promulgato un motu proprio per il Vaticano con la relativa legge sulla ‘protezione dei minori e delle persone vulnerabili’ e le Linee guida pastorali per il Vicariato della Città del Vaticano. Si tratta di tre documenti che arrivano a poco più di un mese dal summit voluto dal Papa lo scorso febbraio con i capi delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

“Si tratta di leggi, norme e indicazioni molto specifiche innanzitutto per i destinatari: riguardano infatti soltanto lo Stato Vaticano, – precisa il direttore editoriale Andrea Tornielli – dove opera un gran numero di sacerdoti e religiosi, ma ci sono pochissimi bambini. Pur essendo stati pensati e scritti per una realtà unica al mondo, nella quale la massima autorità religiosa è anche il sovrano e legislatore, questi tre documenti contengono indicazioni esemplari che tengono conto dei più avanzati parametri internazionali”. Annota Tornielli che “il fatto che il Papa abbia deciso di firmare personalmente anche la Legge CCXCVII e le Linee guida – testi che di per sé avrebbero potuto essere promulgati rispettivamente dalla Commissione per lo Stato e dal Vicario della Città del Vaticano – sta a indicare il valore che si vuol dare a queste norme”.
“La tutela dei minori e delle persone vulnerabili fa parte integrante del messaggio evangelico che la Chiesa e tutti i suoi membri sono chiamati a diffondere nel mondo”, sottolinea papa Francesco che spiega: “Abbiamo tutti il dovere di accogliere con generosità i minori e le persone vulnerabili e di creare per loro un ambiente sicuro, avendo riguardo in modo prioritario ai loro interessi. Ciò richiede una conversione continua e profonda, in cui la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la credibilità dell’annuncio evangelico e a rinnovare la missione educativa della Chiesa. Desidero, quindi, rafforzare ulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano”. Nel dettaglio, il Papa chiede che “sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, nonché attenta a prevenire ogni forma di violenza o abuso fisico o psichico, di abbandono, di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamento che possano avvenire sia nelle relazioni interpersonali che in strutture o luoghi di condivisione; maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto; sia efficacemente perseguito a norma di legge ogni abuso o maltrattamento contro minori o contro persone vulnerabili; sia riconosciuto a coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonché ai loro familiari, il diritto ad essere accolti, ascoltati e accompagnati”. Il Pontefice dispone ancora che “sia offerta alle vittime e alle loro famiglie una cura pastorale appropriata, nonché un adeguato supporto spirituale, medico, psicologico e legale; sia garantito agli imputati il diritto a un processo equo e imparziale, nel rispetto della presunzione di innocenza, nonché dei principi di legalità e di proporzionalità fra il reato e la pena; venga rimosso dai suoi incarichi il condannato per aver abusato di un minore o di una persona vulnerabile e, al contempo, gli sia offerto un supporto adeguato per la riabilitazione psicologica e spirituale, anche ai fini del reinserimento sociale; sia fatto tutto il possibile per riabilitare la buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente; sia offerta una formazione adeguata per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”.

Papa Francesco, firmando tre documenti per arginare gli abusi del clero – applicabili per il Vaticano e la Curia romana – introduce una serie di novità significative nella lotta agli abusi. La prima novità, come segnala il direttore editoriale Andrea Tornielli, riguarda il fatto che “tutti i reati legati all’abuso sui minori, non soltanto quelli di natura sessuale, ma anche ad esempio i maltrattamenti, saranno ‘perseguibili d’ufficio’ cioè anche in mancanza della denuncia di parte”. La seconda novità è relativa all’introduzione di una prescrizione di vent’anni che decorrono ‘in caso di offesa a un minore, dal compimento del suo diciottesimo anno di età’. Tornielli segnala in proposito che “non si parla qui di leggi canoniche, ma di leggi penali dello Stato della Città del Vaticano, dove non essendo mai stato adottato il Codice Rocco promulgato in Italia nel periodo fascista, ancora vige il Codice Penale Zanardelli che per questi reati prevedeva prescrizioni mai superiori ai quattro anni dal compimento del reato stesso”. Altra novità riguarda l’obbligo di denuncia e la sanzione per il pubblico ufficiale che omette di segnalare all’autorità giudiziaria vaticana abusi di cui è venuto a conoscenza, fatto salvo il sigillo sacramentale, cioè l’inviolabile segreto della confessione. “Ciò significa – ragguaglia Tornielli – che tutti coloro che, nello Stato e per estensione nella Curia romana, ma anche tra il personale diplomatico al servizio delle nunziature, svolgono il ruolo di pubblico ufficiale (oltre il 90% delle persone che lavorano in Vaticano o per la Santa Sede) saranno sanzionati in caso di mancata denuncia”.

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In Vaticano nascerà tra l’altro un servizio ad hoc per dare assistenza alle vittime di abusi sessuali da parte del clero non solo in termini di ascolto ma anche per tutelare nei diritti. Nel dettaglio, come si legge all’art. 10, “il Servizio di accompagnamento offre ai minori, ai loro genitori, formatori, educatori e responsabili un’informazione adeguata sui rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento, nonché sui mezzi utili ad identificare e prevenire tali offese. L’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica organizza, di concerto con il Servizio di accompagnamento, programmi di formazione per il personale del Governatorato circa i rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento dei minori, nonché sui mezzi per identificare e prevenire queste offese e sull’obbligo di denuncia”. L’articolo 11 è dedicato al ‘reclutamento del personale’ e dispone che “nella selezione ed assunzione del personale del Governatorato, nonché di coloro che prestano collaborazione in forma volontaria, deve essere accertata l’idoneità del candidato ad interagire con i minori. La Commissione per la Selezione del personale si avvale del Servizio di accompagnamento per adottare orientamenti e definire procedure allo scopo di accertare l’idoneità dei candidati”.

Le vittime: “Fumo negli occhi” – “Fumo negli occhi”. Le vittime di abusi sessuali da parte dei preti danno voce alla loro rabbia dopo la pubblicazione dei tre documenti del Papa volti ad arginare la piaga degli abusi. I documenti resi noti oggi saranno validi per il territorio del Vaticano dal 1 giugno e riguarderanno anche la Curia romana e il Vicariato. “Questi provvedimenti andrebbero applicati in tutto il pianeta invece, trattandosi di un motu proprio, non avranno validità oltre il Colonnato”, dice all’Adnkronos Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso. “Il Vaticano non può fare ingerenza sugli Stati esteri. Il problema,- rileva Zanardi – e lo diciamo da sempre, è che a gestire le cose deve essere l’Autorità giudiziaria nei Paesi dove viene commesso l’abuso”. Il presidente della Rete l’Abuso ricorda la vicenda dei presunti abusi ai chierichetti del pre-seminario San Pio X all’interno del Vaticano. “Non se ne sa più nulla. Una delle vittime – dice Zanardi – è venuta da noi. Stiamo portando avanti il caso insieme all’avvocato Mario Caligiuri del foro di Roma”.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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