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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Torna in chiesa a Isernia il prete accusato di pedofilia, l’inchiesta di Fanpage.it

Torna in chiesa a Isernia il prete accusato di pedofilia, l’inchiesta di Fanpage.it

Giorgio Babicz: «Mi aspettavo un epilogo diverso»

Redazione WebNews by Redazione WebNews
17 Marzo 2019
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 3 mins read
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Fanpage.it accende i riflettori sul caso del prete polacco accusato di abusi su minori tornato a Pizzone e malvoluto dai fedeli. Il sacerdote da alcuni giorni accompagna il parroco del paese e la novità sta destando non poco scompiglio tra i parrocchiani che hanno già chiesto al vescovo di Isernia – Venafro di allontanarlo. L’inchiesta giudiziaria per Don Giovanni M. si è conclusa con la prescrizione per poi essere “riabilitato” alle sue funzioni dal tribunale ecclesiastico.

Di seguito, riportiamo l’inchiesta sul caso di Fanpage.it con l’intervista a Giorgio Babicz, 13enne all’epoca dei fatti, che accusò il prete di “particolari” attenzioni.

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“Don M., ti ricordi quando mi facevi dormire coi tuoi cani e ti masturbavi quando si avvicinavano a me? Spero che tu abbia migliorato il tuo rapporto con gli animali, oltre che coi minorenni”. Con queste parole Giorgio Babicz raccontava a Fanpage.it gli abusi subiti dal prete. Molestie cominciate quando aveva solo 13 anni ed era stato invitato dal sacerdote a seguirlo dalla Polonia fino alla remota parrocchia di Sant’Anastasio Martire ad Acquaviva di Isernia, paesino di poco più di 400 anime in Molise. 

Giorgio aveva deciso di parlare solo dopo aver denunciato alla magistratura, e alla curia, le molestie di don Giovanni. Voleva giustizia perché nessun’altro bambino dovesse passare l’inferno che aveva sopportato lui. Dopo lo scoppio dello scandalo nel gennaio 2018, il prete accusato di pedofilia era stato rispedito a Lublino, la sua città natale in Polonia. Nel frattempo, la procura di Isernia ha archiviato le accuse contro don Giovanni. “Archiviazione – ci tiene a sottolineare Sergio Cavaliere, l’avvocato che ha assistito Giorgio – arrivata per la prescrizione dei reati”. “Se le accuse fossero state false – prosegue il legale – sarebbe scattata la denuncia per calunnia contro il mio assistito. E questo non è avvenuto. Un’altra cosa che vorrei sapere – conclude Cavaliere – è perché il sacerdote, se riteneva di essere innocente, non ha rinunciato alla prescrizione”.

Uscito indenne dall’inchiesta giudiziaria, don Giovanni è stato “riabilitato” anche da un tribunale ecclesiastico. Dopo aver sentito la testimonianza di Giorgio, il processo canonico istituito a Napoli ha deciso che le accuse contro il sacerdote non erano fondate. “Mi hanno sottoposto ad un interrogatorio assurdo – ha spiegato Babicz – in cui mi chiedevano se fossi stato spinto da qualcuno a muovere le mie accuse. Non riuscivano a capire che ad impedirmi di parlare prima degli abusi era stata la sofferenza che ancora mi porto dentro”.

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Da pochi giorni, don Giovanni è arrivato a Pizzone, comune a poche decine di chilometri da Acquaviva di Isernia. Dovrà accompagnare padre Etienne, di cui dovrebbe prendere il posto ad inizio aprile. Se non fosse che la comunità religiosa locale è in rivolta contro la nomina del sacerdote finito sotto accusa per pedofilia. E lo hanno detto chiaramente al vescovo della diocesi Isernia-Venafro, Camillo Cibotti. “Mandare un prete che in passato è stato “chiacchierato” in una piccola comunità non è accettabile. E’ stata una nomina inopportuna”, hanno protestato i fedeli. I parrocchiani hanno anche minacciato di disertare la messa se il vescovo insisterà in questa sua decisione di destinare don Giovanni a Pizzone.

“Mi aspettavo un epilogo diverso”, ammette Giorgio, dopo aver saputo che il sacerdote eserciterà il suo magistero in Molise. “Gli abusi sessuali a minori sono crimini contro l’umanità perché distruggono l’infanzia dei bambini. Ha rovinato la mia vita ma grazie alla prescrizione questa persona è riuscita a cavarsela. Credo che per questi reati non dovrebbe esserci un tempo di scadenza”

https://quotidianomolise.com/torna-in-chiesa-a-isernia-il-prete-accusato-di-pedofilia-linchiesta-di-fanpage-it/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.