Pedofilia, l’inchiesta: Papa Francesco parla bene, ma niente cambia

In Vaticano si sta svolgendo il primo summit nella storia sul tema della pedofilia nel clero e Papa Francesco non ha mancato di esprimersi duramente contro i responsabili di abusi e le gerarchie ecclesiastiche che spesso si sono schierate a protezione dei perpetratori anziché delle vittime. Dall’inizio del suo pontificato Francesco ha promesso misure più efficienti per contrastare il fenomeno della pedofilia, manifestando la volontà di abbattere il muro di omertà sul tema.

Eppure, secondo i dati dell’Ufficio disciplinare della Congregazione che ha il compito di aprire processi canonici contro chi si macchia di atti “contra sextum”, nel solo 2017 sono arrivate a Roma 410 denunce etichettate come “verosimili”, ovvero vagliate e giudicate credibili dai vescovi locali, per poi essere trasmesse al Vaticano. Dall’inizio del pontificato di Francesco, come riporta l’Espresso, sarebbero oltre 2200 le nuove accuse di pedofilia. L’impegno promesso da Francesco è solo fatto di parole vuote? Perché la Chiesa non riesce a cambiare pelle e combattere in maniera radicale e il fenomeno?

In questo reportage di Francesca Fagnani, il primo di tre che Servizio Pubblico dedica al tema e che verrano pubblicati per tre sabati consecutivi sul nostro sito www.michelesantoro.it, proviamo a spiegarvi le ragioni dei tanti fallimenti che costellano la storia del contrasto alla pedofilia in seno alla Chiesa cattolica.

Per fare questo abbiamo incontrato vittime di abusi che hanno deciso di condividere le loro storie,  esperti e membri della Pontificia commissione sui minori. “Il Papa si scusa, come altri prima di lui. Le vittime di abuso hanno ascoltato scuse per molto tempo, devono seguire le azioni” denuncia Marie Collins, membro della commissione e vittima di abusi dimessasi in polemica  “quello che la Chiesa deve capire è che abusare di un bambino è un crimine. Come è possibile che violentare un bambino non sia un crimine?”.

Pedofilia, l’inchiesta: Papa Francesco parla bene, ma niente cambia

Advertisements