«Oggi definirei teatro tutto quello che vedevo fare a Don Michele – ha detto ai giudici – mentre allora mi sembrava tutto frutto di un dono che lui aveva. Era tutto folclore e bugie. Compresa la sua promessa di guarirmi dalla celiachia, cosa che ovviamente non è avvenuta». Queste alcune dichiarazioni rilasciate da una delle vittime di Don Michele Barone, il parroco del Tempio di Casapesenna accusato di molestie sessuali, falso e pedofilia. La donna che è stata ascoltata dai giudici ha ricostruito alcune vicende che hanno dell’incredibile. Vissute tutte in prima persona, sulla propria pelle. La lettura dei verbali processuali riescono a rendere fedelmente l’immagine di Don Barone. Soprattutto quella nascosta sotto la maschera del parroco sensitivo, esorcista e amico della gente.
Non erano esorcismi, era una farsa costruita ad hoc da Don Barone
La donna, all’epoca dei fatti, era solo una ragazza. Era riuscita a laurearsi senza andare oltre il tempo prestabilito. Aveva progetti importanti per se, come tutti i ragazzi della sua età. Si era iscritta anche ai corsi per conseguire la laurea magistrale. Ma, poi, Don Barone le mise i bastoni tra le ruote. «In quel periodo ebbi una crisi spirituale. Avevo interrotto la relazione con il mio fidanzato. Mi parlarono di un prete carismatico e vicino alla gente: decisi di rivolgermi a lui. Cominciò a dirmi che ero impossessata dal demonio. Mi costrinse ad abbandonare gli studi. Durante gli esorcismi che faceva alla gente insisteva sulle parti intime e, spesso, eccedeva con la violenza vera e propria». Ovviamente, non esisteva nessun demonio: era tutto un teatrino messo in atto per soddisfare il suo piacere sadico.
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