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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Acri » Abusi sui chierichetti, Don Peschiulli trasferito nel carcere di Brindisi per scontare la pena

Abusi sui chierichetti, Don Peschiulli trasferito nel carcere di Brindisi per scontare la pena

Redazione WebNews by Redazione WebNews
18 Marzo 2018
in Puglia
Reading Time: 2 mins read
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BRINDISI- Don Peschiulli, l’ex parroco della Chiesa di Santa Lucia, è stato arrestato e trasferito nel carcere di Brindisi. L’uomo condannato per violenza sessuale su minore con abuso di autorità dovrà scontare tre anni e otto mesi di reclusione. L’ordinanza di  esecuzione della carcerazione è stata eseguita lo scorso 6 marzo dai carabinieri della Stazione Centro di Brindisi. Pare che Peschiulli alla vista dei militari abbia accusato un malore tanto da richiedere l’intervento del 118. Don Giampiero Peschiulli, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari,  era  stato giudicato con  rito abbreviato. La sentenza era stata emessa dal gip Giuseppe Licci. Per il prete la pubblica accusa, sostenuta da Giuseppe De Nozza, aveva chiesto 3 anni e 4 mesi.

La storia delle attenzioni di Peschiulli su alcuni minori era venuta fuori dalla trasmissione le Iene che aveva anche mandato alcuni ganci per verificare  l’atteggiamento del parroco sui ragazzi, anche minorenni, proprio come i due chierichetti che lo hanno accusato. Dopo la puntata infatti un altro ragazzino, minorenne, avrebbe raccontato tutto ad una docente. Avrebbe parlato delle particolari attenzioni, con abbracci e baci da parte del prete. Ad avallare la tesi dei denuncianti anche alcune intercettazioni telefoniche. La difesa, sostenuta dall’avvocato Roberto Cavalera, aveva chiesto l’assoluzione.

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I fatti. I  due ragazzini che avrebbero raccontate delle particolari attenzioni del prete servivano messa nella chiesa di Santa Lucia e quando tutto è iniziato non avevano neanche 14 anni. Nel primo caso denunciato il ragazzino avrebbe subito atti sessuali per cinque anni sino al 2012. L’altro più recente racconta delle attenzioni di Don Giampiero Peschiulli per 4 anni sino ad ottobre 2015. Atti sessuali, che si sarebbero perpetrati prima e dopo la messa.  “atti sessuali consistiti nel dare al ragazzo baci sulle guance, nel farsi baciare dal ragazzo sulle guance, nell’abbracciarlo dopo averlo tirato a sé con forza, nel dargli la mano incrociando le sue dita con quelle della mano del ragazzo, nell’accarezzargli le cosce e le braccia, nell’infilare la sua mano – nella prima delle due occasioni nel mentre il ragazzo era seduto innanzi a lui e si stava confessando e nella seconda nel mentre il ragazzo si accingeva a prelevare dal luogo in cui erano riposti, il calice ed i paramenti sacri – al di sotto dei pantaloni e delle mutande del ragazzo e nel toccargli e palpeggiargli il sedere ed, infine, consistiti nel prendere il capezzolo sinistro del ragazzo e nello stringerlo al punto da provocargli un forte dolore”.

Abusi sui chierichetti, Don Peschiulli trasferito nel carcere di Brindisi per scontare la pena

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.