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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Asti » Don Silverio Miura/ Presunti abusi in vaticano: denunciato da altre due vittime? (Le Iene)

Don Silverio Miura/ Presunti abusi in vaticano: denunciato da altre due vittime? (Le Iene)

Redazione WebNews by Redazione WebNews
7 Marzo 2018
in Campania
Reading Time: 2 mins read
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Presunti abusi in Vaticano, si riapre il caso di Diego Esposito, forse vittima di violenze messe in atto da don Silverio Mura: il servizio de Le Iene. 

Il caso di Diego Esposito ha aperto ancora una volta le indagini sui presunti abusi messi in atto da don Silverio Mura diversi anni fa, quando si occupava della parrocchia di Ponticelli di Napoli. Lo scorso febbraio sono emerse infatti altre testimonianze che confermerebbero le accuse ai danni del prete, attualmente insegnante di religione presso un istituto scolastico. Il tutto grazie alla testimonianza di Esposito, abusato quando aveva appena 13 anni e che ha permesso ad altre possibili vittime di farsi avanti e di contattare Rete l’Abuso, la onlus guidata dal presidente Francesco Zanardi. In seguito al servizio di Chi l’ha visto, sono emerse infatti altre tre nuove denunce che puntano ancora il dito contro don Silverio. Il caso del prete di Ponticelli e dei presunti abusi verrà approfondito da Le Iene nella puntata di stasera, mercoledì 7 marzo 2018, grazie al servizio di Pablo Trincia. Si parlerà del caso di Diego Esposito e delle ultime notizie, che hanno spinto il Vaticano a riaprire le indagini su don Silverio Mura dopo aver ordinato la chiusura nel 2016. In particolare, evidenzia Il Mattino, sarebbero almeno due le vittime, di 28 e 23 anni, ad aver confermato quanto accaduto al 40enne. Non è chiaro se questi due nuovi casi possano far cadere le accuse in prescrizione, data la legge in vigore che prevede la non perseguibilità per reati che risalgono ad oltre dieci anni prima. Diego Esposito infatti non ha potuto sporere denuncia, ma chiedere al sistema giudiziario del Vaticano di fare luce sulla vicenda. Lo stesso papa Francesco, da sempre al fianco delle vittime di violenze fin dalla sua nomina, ha promesso di far conoscere alla presunta vittima l’esito delle indagini.

SPUNTANO ALTRE DUE POSSIBILI VITTIME

Don Silverio Mura potrebbe dover rispondere di nuovi reati di abusi, accaduti forse in epoca più recente rispetto alle violenze raccontate da Diego Esposito. Oggi 40enne, il napoletano si trova ora ad affrontare la sua battaglia in nome della giustizia accanto alla onlus Rete L’Abuso ed a due possibili nuove vittime. Data la giovane età dei due denuncianti, bisogna approfondire inoltre se gli eventi di cui si parla siano accaduti anche in seguito alle denunce di Esposito, nel periodo in cui don Silverio Mura è stato spostato dalla parrocchia di Ponticelli di Napoli a Pollena. Nonostante lo scalpore creato dal caso, il sacerdote ha continuato infatti ad insegnare religione presso l’Istituto alberghiero Russo di Cicciano dal 2010 al 2013 ed in seguito si sarebbe occupato dell’insegnamento a bambini delle medie dell’istituto Serao di Volla. L’ultima volta che il prete è stato avvistato risale tra l’altro alla fine dello scorso gennaio, come sottolinea Il Mattino, e c’è di più. Diego Esposito infatti abita a pochi km di distanza da dove vive don Mura, che avrebbe interrotto l’attività di docente solo nel 2015. Importante nella vicenda l’intervento di Papa Francesco, ribadisce Il Corriere del Mezzogiorno, dato che è per volontà del Pontefice che le indagini del Vaticano si sono riaperte su quanto avvenuto 37 anni fa a Diego Esposito.

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.