Una lettera d’amore nel giorno in cui Emanuela Orlandi, la quindicenne rapita il 22 giugno 1983, avrebbe festeggiato 50 anni. Uno scritto che si trasforma nell’ennesima supplica della madre alle gerarchie vaticane e soprattutto a papa Francesco «affinché ci dicano che cosa è accaduto a mia figlia».
A novembre la famiglia — assistita dalle avvocatesse Anna Maria Bernardini De Pace e Laura Sgrò — ha presentato una denuncia di scomparsa alla gendarmeria e chiesto di conoscere tutti i documenti sulla vicenda tuttora custoditi presso la Santa Sede. Ma anche di avere ulteriori notizie «su una “trattativa”, avvenuta anche sul territorio dello Stato della Città del Vaticano, tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012, tra alcuni esponenti della Segreteria di Stato e il magistrato della Procura di Roma Giancarlo Capaldo, al tempo titolare dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela».