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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Angelo Becciu » Caso Orlandi, dal Vaticano la risposta alla mamma di Emanuela: “Non c’è nessun dossier segreto

Caso Orlandi, dal Vaticano la risposta alla mamma di Emanuela: “Non c’è nessun dossier segreto

Monsignor Angelo Becciu, sostituto alla segreteria Vaticana, risponde alla lettera che Maria Pezzano Orlandi gli ha scritto attraverso le pagine del Corriere della Sera: “La signora Orlandi è una madre con il cuore spezzato, sono pronto a riceverla”. In Vaticano? Non esiste nessun dossier segreto".

Redazione WebNews by Redazione WebNews
30 Giugno 2017
in Città del Vaticano
Reading Time: 2 mins read
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“Non c’è alcun dossier su Emanuela Orlandi in Vaticano”. Così, monsignor Angelo Becciu, risponde alla lettera che Maria Pezzano Orlandi gli ha scritto attraverso le pagine del Corriere della Sera. La mamma della quindicenne cittadina vaticana scomparsa a Roma 34 anni fa aveva espresso la sua amarezza per le parole con cui il  segretario di Stato della Santa Sede ha commentato la richiesta di accesso agli atti presentata dai legali degli Orlandi circa la documentazione custodita in Vaticano sul caso, della quale sarebbe emersa l’esistenza nel corso del processo Vatileaks: “Per noi il caso è chiuso”, aveva detto. “Non è un caso chiuso, è mia figlia” aveva risposto la signora Orlandi dalle colonne del giornale. Oggi Becciu fa chiarezza sull’esistenza di un dossier vaticano sul caso e su quelle parole.

Dichiarando ai giornalisti che ‘il caso era chiuso’ non intendevo spegnere le legittime speranze di una mamma che da 34 anni spera di poter ritrovare la figlia. Rispondevo a una precisa domanda che i cronisti mi avevano posto chiedendomi se ci fossero delle novità sulla vicenda di Emanuela. Quella mattina avevo dato una rapida scorsa ai giornali. Un articolo faceva cenno a una petizione per poter visionare il presunto dossier che sarebbe custodito in Vaticano sulla scomparsa della figlia. Volevo ripetere quello che era stato detto tante altre volte, che non c’era alcun presunto dossier.

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La Signora Orlandi è una madre con il cuore spezzato. Un dolore più grande forse non c’è o comunque è difficile da immaginare. Se sapessi che un incontro potrebbe anche per un po’ alleviare tanto soffrire, sappia che sono qui, pronto a riceverla. In passato, alcuni mesi fa, mi sono attivato perché incontrasse il Santo Padre, non potrei non confermarle che la mia porta per lei rimane sempre aperta.

Emanuela Orlandi è scomparsa da Roma il 22 giugno del 1983, dopo una lezione di musica a Sant’Apollinare. A lungo si è indagato sul presunto rapimento della ragazza, ma senza imboccare mai una pista che portasse al ritrovamento della ragazza, o, come invoca la famiglia, a quello delle sue spoglie. Scandalo suscitarono le dichiarazioni di padre Gabriele Amorth, uno dei più noti preti esorcisti del mondo, che, in una intervista rilasciata a La Stampa nel 2012, ipotizzava che la ragazzina fosse finita in un’orgia di pedofili in Vaticano, dove, dopo essere stata sottoposta a sevizie, presumibilmente di carattere sessuale, sarebbe rimasta uccisa.

http://www.fanpage.it/caso-orlandi-dal-vaticano-la-risposta-alla-mamma-di-emanuela-non-c-e-nessun-dossier-segreto/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.