di Ivan Galea
ROCCA DI PAPA (RM) – Condannate tre suore responsabili di tre differenti case famiglia di Rocca di Papa che fanno parte della stessa struttura oggi chiusa dopo gli scandali occorsi. Tra i reati: maltrattamenti, abusi sessuali, abbandono e percosse perpetrati a danno di alcuni bambini ospiti nelle strutture. Una sentenza a cui si arriva grazie alla denuncia di una mamma Stefania D’Acunto, alla quale furono tolti i figli nel 2007 dal Tribunale dei Minori e che dopo varie vicissitudini furono affidati in casa famiglia a Rocca di Papa. I figli di Stefania sono stati ingiuriati, minacciati, costretti a vivere in un costante clima di terrore e mortificati.
Stefania, da circa un anno, ha di nuovo i due figli con se ma i bambini porteranno a lungo cicatrici psicologiche dovute ai trattamenti subiti durante la loro permanenza in casa famiglia che avrebbe dovuto rappresentare un ambiente protetto e in grado di tutelare i minori in un momento delicato della loro crescita.
Le prove sono state acquisite grazie alle denunce di due madri di bambini ospitati nelle case famiglia tra cui Stefania D’Acunto, dalla denuncia di una psicologa della struttura, dalla documentazione acquisita presso i servizi sociali, dagli accertamenti svolti dalla squadra mobile della Questura di Roma e dalla documentazione sanitaria in atti.
LE CONDANNE Henrique Sorto Nely Lorena condannata a 1 anno e 11 mesi di reclusione e, tra l’altro, al risarcimento di 20 mila euro nei confronti di due minori – la somma s’intende per ciascun bambino- oltre ad altre spese e tasse. Henrique al tempo stesso è stata assolta per il reato di abbandoni di minori, Guardado Pena Virginia per i reati vincolati dalla continuazione aggravata a due anni di reclusione, oltre ad altre spese in carico con beneficio di sospensione della pena subordinata al pagamento della provvisionale, Guardado Pena Amparo condannata a cinque anni e due mesi con interdizione perpetua dai pubblici uffici nonché da qualsiasi altro pubblico uffici attinente la curatela e la tutela. Per alcuni reati imputati a quest’ultima è intervenuta la prescrizione.
Ad assistere Stefania D’Acunto in questo lungo calvario Roberta Sibaud vicepresidente dell’associazione Donne per la Sicurezza Onlus: “Arriva una sentenza che testimonia la veridicità di quanto denunciato da Stefania D’acunto da anni. Una donna che ha lottato per tenere i suoi figli con lei e alla quale ho creduto da subito. Spiace che certe denunce rimangano a volte chiuse in un cassetto per troppo tempo, questo non deve accadere. Per fortuna la Procura di Velletri si è mossa e ha reso giustizia condannando le tre religiose per i reati commessi”.
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