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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » MOLESTATO DA UN PRETE? /Il prete nega tutto ma una registrazione lo incastra (Le Iene Show, 18 ottobre 2016)

MOLESTATO DA UN PRETE? /Il prete nega tutto ma una registrazione lo incastra (Le Iene Show, 18 ottobre 2016)

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Ottobre 2016
in Sicilia
Reading Time: 5 mins read
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QUI IL SERVIZIO DELLE LE IENE

MOLESTATO DA UN PRETE? DUE RAGAZZI ABUSATI DAL PRETE, IL REATO CADE IN PRESCRIZIONE MA IL VATICANO LO ACCUSA (LE IENE SHOW, 18 OTTOBRE 2016) – Il servizio sulla pedofilia parla di Teo, un ragazzo che si è avvicinato alla parrocchia di paese. Teo si è avvicinato a Don Carlo Chiarenza che lo cura come se fosse un figlio. Il momento che gli resta fermo in mente quando la mano del prete ha cominciato ad accarezzare parti più intime, che nessun padre avrebbe mai accarezzato. Teo non racconta i dettagli davanti ad una telecamera, però lo fa in una testimonianza scritta dove ricorda che quando successe il fatto era il 1980 ed aveva 14 anni. Dopo qualche giorno Teo rivive di nuovo quel fatto, in forma ben più aggravata: il prete infatti abusa di lui. “In un certo senso vorresti scomparire”, afferma Teo nell’intervista. Il prete fa addirittura una dichiarazione d’amore al giovane; Teo cambia, non parla con la madre, e pensa di voler morire provando addirittura a tagliarsi le vene e a buttarsi sotto una macchina.

Teo prova a sparire per un po’ dalla parrocchia, ma dopo un po’ torna in quel luogo e di nuovo succede la stessa cosa di sempre. Teo se la prende con sé stesso, tanto da tentare di nuovo di togliersi la vita. Il bambino torna dal prete che abusa di lui, desiderando inconsciamente di ricevere ancora gli abbracci e le attenzioni di un tempo. Il prete abusa non solo di lui fisicamente ma anche psicologicamente, creando una sorta di legame anche mentale col bambino. A15 anni Teo trova una ragazza che lo aiuta ad allontanarsi dal prete. A 19 anni va in seduta da uno psicoterapeuta che lo aiuta a trasformare la consapevolezza di quello che gli è successo in rabbia, denunciando tutto ciò che gli è successo. Quando Teo affronta il prete quest’ultimo nega tutto. Quando Teo incontra poi in America un’associazione che si occupa di casi di pedofilia decide di incontrare di nuovo il prete e di registrare la conversazione che avviene fra di loro di modo da avere una prova che possa incolpare il parroco. Il prete sminuisce tutto, dichiarando di aver abusato di Teo perché gli voleva bene. Quando la comunità viene a sapere del caso, inizialmente si scaglia contro Teo per poi cambiare opinione e schierarsi a suo favore. Teo teme però di non essere stato l’unico adolescente ad aver subito abusi. E arriva infatti un’altra testimonianza, quella di una ragazza abusata nel 1979 quando aveva 12 anni. La procura di Catania ha ritenuto vere queste dichiarazioni ma il reato era prescritto, cioè era passato troppo tempo da quando erano avvenuti i fatti. Anche il Tribunale ecclesiastico si è pronunciato contro il prete ma quest’ultimo ha fatto ricorso, però il Vaticano lo ha dichiarato colpevole, estromettendolo da ogni ufficio ecclesiastico. Don Chiarenza però si dichiara sempre innocente.

MOLESTATO DA UN PRETE? LA VERSIONE DEL RELIGIOSO (LE IENE SHOW, 18 OTTOBRE 2016) – Si occuperà anche di casi di molestie sessuali ai danni di minorenni da parte di preti Le Iene Show, il programma in onda stasera su Italia 1 e condotto da Ilary Blasi, Giampaolo Morelli e Frank Matano. La Iena Nina Palmieri intervisterà un uomo che racconterà di essere stato molestato da un prete durante l’adolescenza e di aver avuto il coraggio di denunciarlo solo dopo anni di psicoterapia e silenzio. L’uomo sostiene di essere stato vittima di abudi per la prima volta nel 1989, quando aveva 14 anni. La Procura ha aperto un’indagine sul caso ma non è mai stato avviato un processo per pedofilia ai danni del prete perché il reato era caduto in prescrizione. L’inviata del programma Mediaset ha anche raggiunto il sacerdote. Quest’anno la Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano ha rigettato l’appello presentato dal prete che è già stato condannato in primo grado nel luglio 2013 dal Tribunale ecclesiastico per abusi sessuali ai danni del minore: la sentenza definitiva ha privato l’uomo di ogni ufficio ecclesiastico.

MOLESTATO DA UN PRETE? DENUNCIA IL RELIGIOSO, MA IL REATO E’ CADUTO IN PRESCRIZIONE (LE IENE SHOW, 18 OTTOBRE 2016) – Sono innumerevoli i casi di abusi sessuali da parte dei preti ai danni di bambini ed adolescenti. Il dato, impressionante, riguarda da vicino anche l’Italia. Nello scorso giugno, per fare un esempio, un chierichetto di Brindisi ha denunciato il sacerdote 42enne, grazie all’intervento del pediatra della vittima che ha ottenuto le confidenze del piccolo. Il religioso è stato accusato di violenza sessuale pluriaggravata e continuata ed ora è in attesa di processo. L’argomento verrà approfondito nella puntata de Le Iene Show di questa sera, martedì 18 ottobre 2016, grazie ad un servizio di Nina Palmieri. L’inviata si concentrerà su un caso in particolare, di un uomo che ha subito delle violenze da un prete quando era bambino. A causa della prescrizione delle accuse, il sacerdote non è stato condannato agli occhi della legge, ma allontanato secondo un provvedimento della Curia. E ancora in Puglia, due anni fa, un sacerdote viene processato con rito abbreviato ed infine portato in carcere in seguito alla condanna di oltre tre anni di reclusione. A Milano, scrive Il Tempo, la Procura ha accusato un prete di aver abusato di un adolescente dipendente dalle droghe, adescato tramite una chat e pagato in cambio dei suoi favori. L’elenco dei casi che riguardano i preti pedofili potrebbe allungarsi di molto, a partire dai tempi odierni fino agli anni passati. Eclatante il parroco di Roma che abusava di alcuni ragazzi che gli erano stati affidati e che attirava con la scusa di regali come vestiti o dvd. Dopo aver negato l’accusa, nel 2011 viene condannato a 15 anni di detenzione in primo grado, commutati poi in 14 anni nella sentenza d’appello.

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.