• Datacenter
  • CoudMAIL
  • WebMAIL
  • Webmail Pec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU -G
  • Login UE
martedì 13 Gennaio 2026
Rete L'ABUSO
Sondaggio anonimo "Senza fare nomi"
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
        • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
        • Informazione sui contenuti – Liberatoria
        • Cookie Policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
ACCEDI o REGISTRATI | Login
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
        • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
        • Informazione sui contenuti – Liberatoria
        • Cookie Policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

Portale della Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti | Abruzzo - Molise | CHI DECIDE L’ETÀ DELL’INNOCENZA

CHI DECIDE L’ETÀ DELL’INNOCENZA

Federico Tulli by Federico Tulli
19 Settembre 2016
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 6 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

Don Marino Genova inizia ad abusare di Giada quando lei ha appena 13 anni. Viene processato e, per le violenze successive al 14esimo anno d’età, prosciolto. Da quel momento, per i giudici, lei era consenziente

di Federico Tulli

Don Marino Genova aveva 55 anni quando accolse Giada Vitale nel coro della sua parrocchia a Portocannone, un paesino di 2.600 abitanti in provincia di Campobasso. Giada aveva 13 anni. Orfana di padre a tre anni, la bambina viveva in una situazione prossima all’indigenza, con la madre che per unire il pranzo con la cena faceva pulizie per conto della diocesi. «Ho subito gli abusi di don Marino dall’aprile del 2009 e la violenza è proseguita per oltre tre anni», racconta a Left la giovane donna che ha compiuto 21 anni nel giugno scorso.

Nell’ottobre del 2012 Giada riesce a sottrarsi al giogo del sacerdote e dopo diversi ricoveri causati da uno stato di profonda prostrazione psico fisica, viene convinta da una sua compaesana a raccontare tutto al vescovo, monsignor Gianfranco De Luca, capo della diocesi di Termoli-Larino (Campobasso). «A Portocannone non c’è una stazione dei carabinieri» risponde quando le chiediamo perché non si sia rivolta alle forze dell’ordine. «Nel mio paese c’è la chiesa, c’è una piazza e c’è il Comune, quando succede qualcosa ci si rivolge al prete. Ricordo che non ci abbiamo pensato per niente, siamo andate direttamente dal vescovo».

ADVERTISEMENT

Sulla reazione e sul sostegno dei familiari, data la siuazione, per Giada era difficile contare. «Una volta lo dissi a mia madre» racconta. «Ricordo che piangevo tanto. Lei mi chiese perché piangevo. Poi le dissi che don Marino mi aveva baciato in bocca. Ma lei non mi credette e non parlai più con nessuno». Monsignor De Luca, invece, chiese spiegazioni a don Marino Genova il quale ammise. Non gli abusi, ma di aver avuto una relazione con Giada. «L’ho solo toccata qualche volta» si leggerà nei successivi atti dell’inchiesta giudiziaria. Per la Chiesa don Marino era comunque presunto colpevole di atti sessuali con una minore. Si tratta di uno dei cinque delitti morali più gravi: la violazione del VI comandamento, Non commettere atti impuri.

Come prevede la prassi seguita dalla Conferenza episcopale il vescovo non lo denunciò alla magistratura italiana. Si limitò a consigliare Giada di farlo. «All’inizio – ci racconta – rimasi spaventata dall’idea di denunciarlo. Mia madre non mi credeva e don Marino era benvoluto da tutti in paese. Sarei rimasta sola contro tutti. Ma alcuni mesi dopo aver parlato con De Luca seppi che aveva allontanato il mio abusatore da Portocannone. Era a Termoli, dove diceva tranquillamente messa e dava la comunione in ospedale. A quel punto qualcosa è scattato, mi sono fatta forza e sono entrata in procura». È l’aprile del 2013. A ottobre dello stesso anno il sacerdote viene sospeso per due anni “a divinis” (interdizione dalle funzioni sacerdotali) dalla Congregazione per la dottrina della fede, l’organo della Santa Sede che giudica questi casi.

Ed è inviato a espiare la sua punizione mediante preghiere e penitenze in una delle strutture ecclesiastiche specializzate nel recupero di «sacerdoti in difficoltà»: l’Oasi di Elim a Roma. Varcata la soglia della procura, però, la giovane precipita verso un altro abisso, quello di una legge che sanziona la condotta del pedofilo fino al compimento dei 14 anni. Dopo di che, basta tutele. «La legge – osserva Giada – stabilisce che un adulto può fare sesso con una 14enne, purché lei sia consenziente e non abbia subito delle pressioni tali da essere considerata incapace di intendere e di volere. Io sono stata annichilita da quel “padre” ben prima dei miei 14 anni e per tutta la durata degli abusi, come dimostra anche una perizia psichiatrica che ho presentato ai giudici». Un documento da cui si evince che il prete ha approfittato del suo ruolo, del suo carisma e della perdita precoce dalla figura di riferimento maschile di Giada. «Ma per il pubblico ministero questa mia condizione di inferiorità non esisteva e ha chiesto l’archiviazione» riferisce esterrefatta.

Dall’indagine, scrive il pm nella richiesta, «emergerebbe la permanenza ininterrotta per anni, da parte della giovane, di una condizione di assoluto consenso, al più soggezione, nella fase iniziale: anche nelle prime fasi investigative la persona offesa afferma di essere ancora innamorata del sacerdote». Alcuni mesi dopo l’opposizione all’archiviazione presentata immediatamente dai legali di Giada Vitale, don Marino Genova è stato rinviato a giudizio per le accuse relative all’arco di tempo precedente al compimento dei suoi 14 anni, cioè prima del 20 giugno 2009. «C’è stata solo un’udienza tecnica a gennaio 2016, io sarò ascoltata il 20 dicembre prossimo», sottolinea la ragazza. Nel frattempo, il primo giugno scorso il Gip di Larino ha respinto il suo ricorso senza nemmeno predisporre una consulenza tecnica d’ufficio per valutare la condizione psicofisica della vittima degli abusi. «Il Gip ha annullato tutto quello che mi è successo dal 20 giugno 2009 in poi. Perché secondo lui, come per il pm, quando è scattata la mezzanotte del giorno in cui ho compiuto 14 anni io sono diventata consenziente».

Come se non ci fosse stata continuità tra gli abusi subiti a 13 anni e quello che è successo dopo, come se la condizione di soggezione fosse evaporata nel giorno del suo 14esimo compleanno. Ma Giada si fa forza e continua la sua battaglia. «È disgustoso tutto questo. Non è giusto, perché don Marino Genova mi ha rovinato la vita. E loro stanno continuando a rovinarmela». Si riferisce in particolare al passaggio dell’ordinanza in cui il Gip Daniele Colucci scrive: «…In ogni caso, anche ai fini anche della definizione della carenza dell’elemento psicologico, va osservato che il Genova non è uno psicologo e nel rapportarsi alla ragazza non le somministrava il Minnesota o altri test, per cui non poteva configurare o riconoscere uno stato di deficienza psichica della Vitale…». In sostanza don Genova è stato assolto perché non essendo uno psicologo, non poteva accorgersi della sofferenza mentale inferta alla ragazzina. Un’affermazione che ha provocato la reazione indignata della consigliera regionale del Molise Nunzia Lattanzio. Nei giorni scorsi ha annunciato in una nota che chiederà a papa Bergoglio la destituzione dallo stato clericale per don Genova. Quanto al giudice di Larino, osserva Lattanzio, «nel rispetto pieno della decisione assunta dal magistrato, è doveroso e opportuno tuttavia esprimere pieno dissenso per quelle dichiarazioni. Stando alla sentenza, ci resta solo da sperare che l’intero universo maschile possa essere interamente popolato da psicologi, detentori esclusivi della capacità di valutazione del livello di maturità del proprio interlocutore».

SE IL PARADOSSO SI CONSUMA NELLE AULE DI GIUSTIZIA

«È la credibilità della vittima a essere messa in discussione». Il parere dell’avvocato Mario Caligiuri

ADVERTISEMENT

l proscioglimento di don Marino Genova influenzerà inevitabilmente l’esito del processo che lo vede imputato per gli abusi compiuti su Giada Vitale prima del 20 giugno 2009. All’avvocato Mario Caligiuri del foro di Roma, legale di numerosi minori vittime di pedofili, chiediamo di aiutarci a capire quali sono le criticità che si devono affrontare in casi di questo tipo. «Al di là della questione sulla condivisibilità tecnica del ragionamento seguito dal Gip di Larino nell’ordinanza, su cui si può discutere, il dato che sembra emergere da questa, così come in altre decisioni simili, è la messa in discussione della credibilità della vittima di violenza sessuale. E questo, a vent’anni dall’entrata in vigore della legge, è un paradosso. Proprio nel luogo che dovrebbe restituire dignità alle vittime, spesso si consuma il tradimento della fiducia nella giustizia. Con il rischio concreto di scoraggiare chiunque a denunciare gli abusi». Ciò che colpisce è la considerazione, o meglio, la scarsa considerazione, dello stato psico fisico della bambina per tutta la durata del “legame” e la convinzione dei magistrati che possa essersi innamorata del suo violentatore. La perizia di parte appare un documento irrilevante agli occhi del Gip. «Pensando alle garanzie costituzionali, che riguardano anche l’indagato, una perizia psichiatrica ordinata dal giudice avrebbe potuto consentire di verificare, da un punto di vista super partes, sia l’effettività che l’influenza del radicamento manipolatorio esercitato dal prete sulla bambina anche dopo il compimento dei 14 anni di età. Nonché la sussistenza, come sostenuto dalla sua difesa, dello stato psicopatologico ravvisato alla luce dell’articolata relazione medica prodotta e dei test psicologici somministrati». Il Gip, in qualità di organo di controllo delle indagini preliminari, ha dunque preferito agire come “perito dei periti”. È nelle sue facoltà. «Evidentemente ha ritenuto convincente la posizione difensiva dell’indagato e l’esito dell’audizione in forma protetta a cui era stata sottoposta la ragazza alla presenza della psicologa nominata dal Pm. Su questo aspetto devo dire che, purtroppo, accade di frequente che i giudici in una materia così delicata si assumano una tale responsabilità». Secondo Caligiuri non si può però sottovalutare che una persona abusata, specie in questa fascia di età, porti nel suo vissuto più intimo le tracce del trauma subito. Sono violenze che intaccano il “normale” sviluppo psichico di chiunque, «influendo radicalmente sulle scelte al punto da determinare una vera e propria crisi di autenticità, anche dei ricordi», spiega l’avvocato. E conclude: «L’approfondimento valutativo super partes avrebbe potuto contribuire a stabilire scientificamente se Giada, adolescente, era effettivamente in grado di comprendere, con un senso di maturità e piena consapevolezza di sé, ciò che le stava accadendo anche dopo i 14 anni».

Dal settimanale Left n. 38 in edicola fino al 23 settembre 2016

www.left.it

ADVERTISEMENT
Previous Post

Il Papa si commuove per la storia di suor Giulia, vittima per anni degli abusi di un prete orco

Next Post

Pedofilia: inchiesta Australia, card. Pell sapeva di abusi

Federico Tulli

Federico Tulli

Federico Tulli è giornalista professionista. Per anni firma di Left sin dalla sua fondazione nel 2006, prima come collaboratore fisso e poi come redattore, ha scritto articoli per numerose testate italiane e internazionali (tra cui MicroMega, Avvenimenti, Sette, Globalist, Cronache laiche, Adista, Critica liberale, Brecha, etc). Per L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato i libri: “Chiesa e pedofilia” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e “Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos” (2015). Nel 2018, insieme a Emanuela Provera, ha pubblicato “Giustizia divina” (Chiarelettere). Nel 2020, per “I libri di Left”, ha pubblicato “Cosa ci ha insegnato la pandemia”, e nel 2023 “La Chiesa violenta” (Ed90). Ad aprile 2023 è uscito un suo saggio dal titolo “Informazione e Intelligenza artificiale: quale futuro per il giornalismo?” nel libro, a cura di Andrea Ventura, “Pensiero umano e intelligenza artificiale. Rischi, opportunità e trasformazioni sociali” (AA.VV., L’Asino d’oro ed.). Nel 2022 Tulli ha ideato e realizzato per Left “Spotlight Italia”, la prima indagine giornalistica permanente sui crimini nel clero italiano, e fa parte di #ItalyChurchToo, coordinamento italiano delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia. Contatti: [email protected] [email protected]

Related Posts

don ma 563x353 1
Abruzzo - Molise

Don Marino Genova condannato a sei anni di carcere per atti sessuali con minore

by Francesca Lagatta
4 Ottobre 2017

So quanto Giada ha sofferto, ho visto di persona quando sono andato da lei a Portocannone cosa era costretta a...

don vito canto
Abruzzo - Molise

Pedofilia, Don Vito Cantò condannato dal Tribunale Ecclesiastico

by Redazione WebNews
15 Marzo 2016

Don Vitò Cantò, parroco di Santa Teresa di Spoltore accusato di abusi sessuali su un 15enne, è stato condannato dal...

Giada 648x430 1 2

Abusi in Chiesa, Giada denuncia: “Insulti e bullismo contro di me, ma la vittima sono io”

17 Maggio 2019
giada vitale don marino 145538.660x368

Subito la ricostruzione di Giada Vitale nel processo a carico di don Marino

22 Dicembre 2016
3525736 85a765 770x400

Processo a don Marino, Giada Vitale interrogata nell’udienza di appello

28 Febbraio 2019
Schermata 2017 02 14 alle 14.31.28 2

“Distinto, colto”… e pedofilo. Il caso di “don Gianni” fa discutere la nazione

14 Febbraio 2017
don andre luiz facchini 675

Lanciano, processo prete Sant’Agostino. E il sacerdote spifferava di aborti e problemi finanziari…

20 Aprile 2016
Cattura 1

Sesso con minore, ex parroco di Portocannone alla sbarra

13 Gennaio 2016
don giovanni tramontano 465x278 1

ENNESIMO SCANDALO IN MOLISE. DON GIOVANNI TRAMONTANO IN “PAUSA DI RIFLESSIONE”

7 Dicembre 2013
download

Il prete indagato per violenza sessuale.

8 Novembre 2012
Load More
Next Post
don marino genova 638x425 1

La storia di Giada, ragazza vittima di Abusi ha scritto al Papa

image

Accuse di pedofilia contro Don Pretta: il giorno dell'archiviazione

vescovo prete chiesa ansa 2

Pedofilia, condannato pastore evangelico

I più letti 24h

  • Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

    Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • HA ABUSATO DI UN GIOVANE SICILIANO

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dalla retorica della “vita” alla realtà dei diritti: la legge 194/78 è una conquista femminista e democratica. Va applicata e difesa

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Non solo Padre Paolo: altri quattro ragazzini vittime di abusi sessuali – che cosa sappiamo

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sinéad O’Connor, crocifissa per aver detto la verità

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Ti sei già tesserato?

Tesseramento Soci

Tesseramento Soci
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
4 Gennaio 2024
ShareTweetShareSendShareSend

Highlights

Dalla retorica della “vita” alla realtà dei diritti: la legge 194/78 è una conquista femminista e democratica. Va applicata e difesa

Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

Non solo Padre Paolo: altri quattro ragazzini vittime di abusi sessuali – che cosa sappiamo

Abusi nel Collegio francescano: svelati altri quattro episodi di pedofilia

Abusi, arcivescova anglicana sospettata di aver coperto il caso di un prete: choc nella chiesa inglese

Minore abusò di una ragazzina, i genitori condannati al risarcimento

5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

DONA

DONA – Sostieni il nostro costante impegno

DONA – Sostieni il nostro costante impegno
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
1 Gennaio 2010
ShareTweetShareSendShareSend

Trending

Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’
Sicilia

Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’

by Redazione WebNews
12 Gennaio 2026

Atti fisici a chiara connotazione sessuale, dissimulati sotto il pretesto di scherzi camerateschi, palpeggiamenti e altro insieme...

Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

12 Gennaio 2026
Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

11 Gennaio 2026
La Chiesa cattolica spagnola risarcirà le vittime di abusi sessuali

La Chiesa cattolica spagnola risarcirà le vittime di abusi sessuali

9 Gennaio 2026
Spagna, il clero cede sugli abusi

Spagna, il clero cede sugli abusi

9 Gennaio 2026

Onda Viola

Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili

Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
23 Settembre 2024
ShareTweetShareSendShareSend
Rete L'ABUSO

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Navigate Site

  • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento Soci
  • Privacy policy
  • Cookie Policy
  • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

recaptcha placeholder image

*By registering into our website, you agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.
All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

recaptcha placeholder image

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.

Login / Registrati

recaptcha placeholder image
Password dimenticata?
Registrati
Or

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.